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Da Casoria a Roma per truffare gli anziani, presa l’intera banda: 13 colpi da oltre 100mila euro

Da Casoria a Roma per truffare gli anziani, presa l'intera banda: 13 colpi da oltre 100mila euro

È stata smantellata dai carabinieri una banda specializzata nella truffa del “nipote in difficoltà”, che per oltre sei mesi ha colpito anziani in diversi quartieri di Roma. Cinque le persone arrestate, tutte originarie della provincia di Napoli, con accuse di associazione per delinquere ed estorsione aggravata.

I capi della banda: “Barone” e “Chiattone”

A guidare il gruppo criminale due uomini soprannominati “Barone” e “Chiattone”, rispettivamente di 43 e 30 anni. Sotto la loro regia, l’organizzazione ha messo a segno almeno 13 colpi, accumulando un bottino superiore ai 100mila euro tra contanti e gioielli.

Le vittime erano quasi tutte persone anziane, spesso ultraottantenni, scelte per la loro fragilità e vulnerabilità.

L’indagine “Partenope” e la base a Casoria

L’operazione, denominata “Partenope”, prende il nome dalla base operativa della banda situata a Casoria, nel napoletano. Da qui i malviventi partivano per raggiungere Roma, soprattutto nelle zone del quadrante nord, dove mettevano in atto le truffe. Le indagini, coordinate dai carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trastevere, sono partite dalla denuncia di una vittima e si sono sviluppate attraverso appostamenti e intercettazioni.

Il modus operandi: telefonate e raggiri agli anziani

Il sistema era ben collaudato e prevedeva ruoli precisi: capi, centralinisti, basisti e riscossori. Le vittime venivano contattate telefonicamente da un finto parente, spesso un nipote in difficoltà economica, che chiedeva urgentemente denaro. Per rendere credibile la richiesta, i truffatori utilizzavano scuse plausibili come pagamenti urgenti o problemi alle poste. Nel frattempo, per impedire alla vittima di chiedere aiuto, veniva mantenuta al telefono e isolata da ogni contatto esterno.

Il ritiro del denaro e dei gioielli

Una volta convinta, la vittima preparava soldi e oggetti preziosi in casa. A quel punto entrava in scena il “riscossore”, che si presentava come un conoscente o incaricato e ritirava il bottino. In alcuni casi, le vittime sono state derubate anche di assegni e carte di credito. In un episodio, una donna è stata truffata per circa 40mila euro in un solo colpo. Grazie al lavoro investigativo, l’intera rete è stata smantellata e i principali responsabili arrestati. Tuttavia, le indagini proseguono per individuare eventuali altri complici.

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