Un delitto irrisolto per oltre due decenni trova oggi una svolta decisiva. Si tratta dell’uccisione di Matteo Tesorello, 35 anni, assassinato nell’aprile del 2004 tra Frignano e Villa di Briano, nel Casertano. Nella mattinata di lunedì 19 aprile, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, hanno eseguito tre arresti. Gli indagati sono ritenuti gravemente sospettati di reati contro la persona e violazioni in materia di armi, con l’aggravante del metodo mafioso e dell’agevolazione al clan dei Casalesi, in particolare alla fazione Bidognetti.
La ricostruzione del delitto
Le indagini condotte negli anni dagli investigatori hanno permesso di fare luce su quanto accaduto. Tesorello, titolare di una concessionaria d’auto e con precedenti per ricettazione, sarebbe stato attirato con un tranello nei pressi di un impianto sportivo. Lì sarebbe stato freddato con diversi colpi d’arma da fuoco. Dopo l’omicidio, il corpo della vittima venne incendiato e nascosto all’interno della sua stessa auto, rinvenuta solo alcuni giorni più tardi.
Il ruolo degli arrestati
Secondo quanto emerso, i tre fermati avrebbero agito insieme, ciascuno con compiti specifici, pianificando l’azione nei dettagli e seguendo modalità riconducibili alla criminalità organizzata. L’obiettivo, stando agli inquirenti, era rafforzare e sostenere le attività del clan. Le indagini hanno inoltre evidenziato come gli indagati disponessero di un’arma da fuoco, utilizzata e portata in un luogo pubblico proprio per portare a termine l’omicidio.








