Una frode informatica e bancaria ai danni di ignare vittime è tra i filoni investigativi emersi nell’ambito dell’operazione contro il clan Mazzarella, che ha portato agli arresti eseguiti questa mattina. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo avrebbe messo in piedi un sistema organizzato per incassare assegni-vaglia emessi a nome di vittime inconsapevoli, utilizzando documenti falsi e identità rubate. La banda ha agito anche nella posta di via Togliatti a Giugliano grazie a un dipendente compiacente.
Gli spostamenti tra Napoli e Giugliano
Le attività investigative hanno documentato diversi spostamenti del gruppo tra Napoli e Giugliano. Il 7 settembre 2023, gli investigatori registravano una conversazione tra Giuseppe Messina, 48enne arrestato questa mattina, e un indagato di Villaricca, durante la quale i due parlavano delle truffe da mettere in atto. Poco dopo, Messina e la madre si mettevano in viaggio verso Giugliano. L’auto utilizzata, una Citroen C3, veniva individuata in via Palmiro Togliatti, nei pressi dell’ufficio postale di via Magellano, dove secondo gli investigatori stavano preparando nuove operazioni fraudolente.
Il ruolo del dipendente delle Poste
Dagli accertamenti investigativi è emerso che alcune delle operazioni contestate sarebbero state materialmente eseguite da un impiegato di Poste Italiane che lavorava presso l’ufficio postale di Giugliano ed era consapevole delle operazioni fraudolente e avrebbe collaborato con il gruppo. Secondo quanto emerso dalle indagini, il dipendente avrebbe trattenuto circa 5.000 euro in contanti come compenso per la propria partecipazione alla truffa.
La truffa ai danni di una donna
Tra gli episodi ricostruiti dagli investigatori c’è la frode ai danni di una donna. La vittima ha raccontato agli investigatori di aver ricevuto una telefonata da un uomo che si spacciava per direttore di un ufficio postale, il quale le comunicava che la tessera del libretto postale era prossima alla scadenza. Convinta di effettuare una procedura di aggiornamento, la donna forniva il PIN della carta. Poco dopo riceveva una notifica relativa a un prelievo fraudolento di circa 30.900 euro, effettuato tramite una nuova tessera attivata a sua insaputa.
Gli assegni-vaglia da quasi 5mila euro
Le indagini hanno inoltre ricostruito diverse emissioni di assegni-vaglia da circa 4.900 euro ciascuno, intestati a vari beneficiari. Gli assegni venivano intestati ad un giovane di Villaricca e ad altri appartenenti all’organizzazione, e poi incassati in diversi uffici postali tra Napoli e provincia, tra cui Giugliano e Scampia.
Il sistema delle identità false
Secondo quanto emerso dalle indagini, una donna si presentava agli sportelli postali utilizzando documenti contraffatti, impersonando le vittime delle frodi. In una conversazione intercettata, Giuseppe Messina avrebbe fatto riferimento alla vittima come a “una donna di 68 anni”, indicando la persona di cui la madre stava assumendo l’identità per portare a termine l’operazione.







