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Napoli, bimbo morto al Monaldi, fari puntati su box e ghiaccio: “C’è stata volontà di insabbiamento”

La Procura di Napoli ha chiesto al gip un incidente probatorio sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino deceduto dopo un trapianto di cuore al Monaldi. Il pm Giuseppe Tittaferrante, con il coordinamento dell’aggiunto Antonio Ricci e del procuratore Nicola Gratteri, ha iscritto nel registro degli indagati sette medici. E l’avvocato della famiglia del piccolo punta il dito: “C’è stata volontà di insabbiamento”.

Napoli, bimbo morto al Monaldi, fari puntati su box e ghiaccio: “C’è stata volontà di insabbiamento”

 

Tra i quesiti posti ai consulenti tecnici: perché per il trasporto dell’organo espiantato a Bolzano sia stato utilizzato ghiaccio, e non i box termici previsti dalle linee guida; se le operazioni di prelievo, conservazione e trasporto siano avvenute nel rispetto dei protocolli; perché si sia proceduto all’espianto del cuore del piccolo paziente prima di verificare l’integrità dell’organo donato; cosa sia accaduto subito dopo l’impianto di un cuore ritenuto deteriorato dal ghiaccio sintetico.

Sotto inchiesta, oltre ai primi sei medici già noti, anche Marisa De Feo, responsabile del percorso trapianti. La dirigente è assistita dall’avvocato Luigi Ferrante. L’equipe partita per Bolzano era guidata da Gabriella Farina, difesa dai legali Dario Gagliano e Anna Ziccardi. Il primario Guido Oppido è assistito dagli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge.

L’indagine si concentra anche sulla fornitura del ghiaccio secco all’ospedale San Maurizio di Bolzano. Possibili avvisi di garanzia a una o due persone presenti il 23 dicembre, giorno del prelievo. I pm chiedono di accertare chi abbia fornito il ghiaccio e perché sia stato utilizzato in alternativa ai contenitori refrigerati in dotazione.

Altro punto riguarda la tempistica. Il 23 dicembre l’equipe rientra a Napoli, raggiunge il Monaldi tra il traffico dell’antivigilia. L’ultimo “ok cuore” sarebbe arrivato poco prima dell’intervento, quando il cuore proveniente da Bolzano non era stato ancora consegnato e non ne era stata verificata l’integrità. E poi l’aspetto umano che fa più male: tenere nascosta la notizia dell’errore medico alla famiglia. «Troviamo folle che all’interno della cartella clinica, che ormai abbiamo, ci sia scritto proprio del cuore ghiacciato – spiega a Il Mattino l’avvocato di famiglia, Francesco Petruzzi -. Assurdo che un ospedale intero abbia taciuto la notizia alla mamma. Ci riferiamo a una volontà di insabbiamento e di occultamento da parte di questi soggetti che attualmente sono indagati».

Cartella clinica incompleta?

 

Resta infine aperto il capitolo della cartella clinica. L’ospedale ha respinto l’accusa di incompletezza. Il legale dei genitori, Francesco Petruzzi, sostiene che nella documentazione sia indicato l’uso del ghiaccio e denuncia omissioni informative nei confronti della madre. La famiglia parla di pressioni per non diffondere il parere espresso dall’ospedale Bambin Gesù, ritenuto difforme rispetto a quello del Monaldi. Il gip dovrà ora nominare i consulenti tecnici per chiarire le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità.

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