Si consuma davanti a un notaio la crisi politica che mette fine all’amministrazione guidata da Giacomo Pirozzi. Nella serata di ieri, circa dieci consiglieri comunali hanno infatti formalizzato la sfiducia al sindaco di Calvizzano, determinando la caduta anticipata della consiliatura. Una scelta che Pirozzi definisce “fredda, definitiva”, maturata – sottolinea – senza un confronto pubblico e senza il coraggio di spiegare fino in fondo ai cittadini le reali motivazioni.
Calvizzano, sfiduciato il sindaco Giacomo Pirozzi: “Un atto freddo, una congiura politica”
In un lungo e accorato post pubblicato sui social, il primo cittadino non nasconde l’amarezza per un epilogo che arriva dopo oltre cinque anni di amministrazione. “Fa male come amministratore, ma soprattutto come uomo”, scrive Pirozzi, parlando di una ferita profonda che lascia “un senso di ingiustizia”, soprattutto per le modalità con cui si è consumata la sfiducia.
Il sindaco rivendica il lavoro svolto durante il mandato, ricordando i numerosi interventi realizzati sul territorio: opere pubbliche, scuole, asili nido, strade, recupero di spazi abbandonati, impianti sportivi restituiti alla comunità. “Non abbiamo venduto parole, abbiamo costruito risultati”, afferma, parlando di un’azione amministrativa fatta di cantieri, atti concreti e presenza quotidiana.
Ampio spazio viene dedicato anche al rilancio culturale del Comune, che – secondo Pirozzi – sarebbe uscito dall’anonimato diventando un punto di riferimento a livello regionale. Eventi, iniziative per i giovani, arte, lettura e creatività avrebbero contribuito a dare nuova identità a Calvizzano. Tra i progetti simbolo, il Calvizzano Festival d’Autore, pensato per offrire opportunità e palcoscenici alle nuove generazioni e contrastare l’idea di un territorio da abbandonare.
I contrasti politici
Ma il nodo politico resta. Pirozzi respinge l’idea che la sfiducia nasca da una valutazione sul merito amministrativo e parla apertamente di una manovra politica, con “i contorni di una congiura”. Nel suo giudizio, l’operazione sarebbe stata favorita dalla regia di Luciano Borrelli, ex alleato politico, da tempo – sostiene – proiettato verso l’obiettivo della fascia tricolore. Un clima di logoramento e isolamento che, secondo il sindaco, avrebbe progressivamente indebolito l’azione di governo.
Pur dichiarandosi tradito, Pirozzi rivendica la dignità del percorso compiuto e assicura che continuerà a guardare Calvizzano “negli occhi”, difendendo il lavoro svolto. “Un incarico può finire con una firma, ma non finisce l’amore per questa città”, scrive, congedandosi con un messaggio di ringraziamento ai consiglieri e assessori rimasti fedeli fino alla fine.
Medico di professione, Pirozzi era ormai alla conclusione naturale del mandato e aveva già annunciato di non volersi ricandidare, dichiarandosi stanco delle continue fibrillazioni politiche interne alla maggioranza. A Calvizzano, come in molti altri comuni, si tornerà alle urne in primavera per il rinnovo del consiglio comunale.








