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Furti a Giugliano, Qualiano, Melito, Villaricca e Sant’Antimo: come agivano le bande dei topi d’appartamento

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Si spostavano con le auto da un paese all’altro della provincia, effettuavano sopralluoghi, si scambiavano informazioni su prede da colpire. Le bande smantellate dal blitz messo a segno questa mattina dai Carabinieri erano interconnesse e avevano messo in piedi un giro di furti in abitazione che aveva fruttato più di 100mila euro nel giro di due anni. I colpi erano commessi in tutta la Campania, con gli occhi puntati anche sulle province di Roma e Frosinone. Ancora una volta, però, era la provincia di Napoli il luogo prescelto dai “topi d’appartamento”. Giugliano, Melito, Villaricca, Qualiano e Sant’Antimo, oltre a episodi nel capoluogo e nell’area flegrea. Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno consentito di ricostruire assetti, ruoli e modalità operative dei sodalizi criminali.

La banda dei “Massimo”: ruoli intercambiabili e colpi mirati

 

Tra i gruppi più strutturati figura quello facente capo ad Alfredo Massimo, detto “il Gemello”, indicato come capo, promotore e organizzatore. Con lui operavano Vincenzo Massimo, Alessandro Massimo ed Emanuele Marotta, promotori e organizzatori a loro volta, capaci di scambiarsi ruoli di comando e di pianificazione. Il sodalizio si avvaleva anche del supporto di Michele Esposito, rider di professione che, durante l’attività lavorativa, individuava abitazioni e obiettivi sensibili, arrivando a proporre personalmente i colpi. Proprio su sua indicazione, il gruppo avrebbe agito anche presso una polleria di Soccavo e in diverse abitazioni notate durante le consegne.

Il furto di Giugliano e l’arresto in flagranza

 

Uno degli episodi più gravi risale al 9 febbraio 2024 a Giugliano, in via Tommaso Campanella. Qui, utilizzando chiavi alterate o universali e muovendosi a bordo di una Ford Fiesta e di una Fiat Panda, gli indagati si impossessavano di monili, preziosi e persino di poche monete. L’intervento tempestivo dei carabinieri, allertati da un passante in via Innamorati, portava all’arresto di Alfredo Massimo, sorpreso mentre tentava la fuga. Addosso gli venivano trovati attrezzi da scasso, guanti e gioielli appena sottratti. Durante le operazioni, l’uomo avrebbe anche tentato di corrompere i militari dell’Arma per evitare il carcere.

L’associazione della famiglia Caiazza

 

Un’altra compagine criminale è quella riconducibile alla famiglia Caiazza, composta da Mauro Caiazza, Pasquale Caiazza, Antonietta Caiazza, Dario Marra, Luigi Cavuto e ancora Alfredo Massimo. Tra i sette furti contestati, spicca quello del 29 novembre 2023 a Villaricca, in via Galileo Galilei, dove venivano rubati denaro e monili in oro e argento. Le indagini, supportate dai tracciati GPS delle auto utilizzate – una Ford Fiesta con targa polacca e una Daewoo Kalos – hanno documentato spostamenti, sopralluoghi e soste nei pressi delle abitazioni colpite, certificando l’elevato livello di organizzazione.

Colpi a Melito e Qualiano

 

Alla banda Caiazza è attribuito anche un furto a Melito, in via Fratelli Kennedy, dove venivano asportati contanti, orologi, telefoni e preziosi per diverse migliaia di euro. A Qualiano, in via Salvatore di Giacomo, un sopralluogo si concludeva senza bottino ma con l’appartamento completamente messo a soqquadro, segno di una ricerca mirata di casseforti o denaro.

Il gruppo Grammatico e i finti rider

 

Un’altra banda, capeggiata da Giuseppe Grammatico, con Gennaro Grammatico, Pasquale Pisa, Pasquale Maglione, Antonio Leporanico e Giuseppe Agerola, è stata colpita dopo un arresto in flagranza avvenuto il 30 novembre 2023 a Melito, nel Parco Aurora di via De Nicola. Sequestrati numerosi arnesi da scasso e persino uno zaino da rider Glovo, utilizzato per camuffare le incursioni come normali consegne a domicilio.

Gruppo di Gennaro Rizzo e Dario Marra

 

Le ordinanze colpiscono anche la banda guidata da Gennaro Rizzo, attiva a Melito in via Giuseppe Verdi. Con lui agivano Roberto Micillo, Salvatore Cangiano e Aniello Di Napoli. A loro sarebbe riferibile il colpo messo a segno il 31 ottobre 2023 a Sant’Antimo, in via Saragat, con una cassaforte forzata e un bottino di migliaia di euro. Sempre a questo gruppo è riconducibile un raid in un appartamento di via Verdi a Melito, dove i criminali svaligiano la casa di una coppia portando via collane, bracciali ed anelli in oro e argento di valore.

Infine, nella lunga ordinanza della Procura di Napoli Nord, figura il gruppo facente capo a Dario Marra. Con Lui Aniello di  Napoli (presente anche nella banda precedente), Lucio Russo, Maurizio Minichini, Salvatore Autiero, Gennaro Guarracino, Maria Pia Iovine e Luigi Cavuoto. Sono coinvolto in furti a Melito (via Cavalier Aniello Marrone), ai danni di una nota politica locale, e a Qualiano (via Orazio), dove venivano sottratti preziosi, armi, munizioni e documenti. Fondamentale il ruolo dei ricettatori, come Alessandro Russo, che a Napoli, in via Fabrizio Padula, gestiva un’attività abusiva di compravendita di oro e preziosi di provenienza illecita.

 

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