Si sono svolti questa mattina, nella chiesa di San Giacomo Apostolo a Calvizzano, i funerali di Ciro Pierro, l’operaio di 62 anni, tragicamente deceduto venerdì scorso in un incidente sul lavoro a Napoli, nel quartiere Rione Alto. L’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino in segno di rispetto e vicinanza alla famiglia.
Calvizzano, l’ultimo saluto a Ciro Pierro: operaio morto sul lavoro a Napoli
Ciro Pierro ha perso la vita in circostanze drammatiche: stava lavorando su un elevatore che, secondo le prime ricostruzioni, si è ribaltato all’improvviso, facendolo precipitare nel vuoto da circa 20 metri. Con lui altri due colleghi, anche loro deceduti sul colpo. Le indagini hanno rivelato gravi irregolarità: due degli operai lavoravano in nero e nessuno indossava dispositivi di sicurezza, come le imbracature obbligatorie.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Procura di Napoli, che ha notificato quattro avvisi di garanzia per omicidio colposo plurimo a titolari, responsabili e appaltatori coinvolti nel cantiere.

“Non ci sono parole adeguate per consolare il cuore di chi vive il dramma di una morte ingiusta. Quando si vive questo dolore ci si sente soli anche accompagnati da folle, abbracci, strette di mano – le parole di Don Ciro Tufo durante l’omelia -. Il dolore che lascia l’amaro in bocca, entra nell’anima. Non è un dolore fisico ma interiore e tocca l’anima.”
Poi aggiunge, “Consolazioni che non consolano; parole che non vengono ascoltate. Solo Dio può consolare, entrare nella vostra sacralità e toccare alleviare e consolare quel dolore. Noi dobbiamo solo stare zitti. Familiari avete fame e sete di giustizia. Chiediamo a Dio di accogliere nostro fratello nel regno dove non c’è lutto. Chiedo a tutti di vivere con fede il rispetto del dolore dei familiari. È un tempo questo che spetta solo a Dio. A noi spetterà la vicinanza nei giorni che verranno quando i familiari avranno bisogno di noi. Oggi le folle danno più fastidio non sono consolanti. Dio accolga Ciro nel regno dei cieli”.
«Non si può morire di lavoro nel 2025. Chiediamo verità e giustizia», ha dichiarato il sindaco di Calvizzano, Giacomo Pirozzi, presente al funerale.