Ieri sera verso le 21.20 circa, c’è stata la seconda conferenza stampa da allenatore del Napoli per Luciano Spalletti. Dopo i primi due giorni di allenamenti a Dimaro, il tecnico toscano ha incontrato i giornalisti per rispondere alle domande di tattica e di calciomercato. Si è parlato di Insigne, Koulibaly e non solo.

Seconda conferenza stampa di Spalletti: si parla di Insigne, Koulibaly e non solo

Sui tifosi: “Dobbiamo sempre ricordare di essere riconoscenti a chi ci supporta, soprattutto se poi vanno a spendere le sacre ferie per venire a starti vicino e per cercare di motivarti e di farti sentire il proprio sostegno, anche lontano da Napoli. Abbiamo bisogno del calore dei tifosi, ma dobbiamo meritarlo”.

Su Osimhen: “Sicuramente per noi sarà un punto di forza di questa squadra, perché è un calciatore completo, sotto tutti i punti di vista. Poi oltre ad avere le qualità del campione, di quello che sa far gol, ci mette tanto altro nella partita, soprattutto il battersi per i compagni di squadra. Seconda dubbio c’è qualche punto da migliorare. Bisogna stimolare e lavorare su questi punti, ma lui è disponibile ed esegue…MEGLIO DI COSI!”

Io aziendalista? Secondo me è corretto. Io non vado a creare dei problemi. Portiamo avanti dei temi insieme, per poi riuscire a trovare le soluzioni, insieme al proprietario del Napoli. Si ottimizza il massimo senza andare a buttar via nulla. Non mi crea alcun fastidio, perché penso bisogna far così. Bisogna però fare una squadra forte, ed il Presidente lo sa. La competizione per battere quelle sette squadre fortissime è tanta. Bisogna creare un gruppo di 23 calciatori forti. Abbiamo tante partite la settimana, e dovranno giocare per forza di cose quelli che hanno giocato di meno”.

Adottare diversi moduli? Dev’essere così, anche per stimolare i calciatori. Dobbiamo creare delle sorprese agli avversari, così che siamo meno prevedibili. Il 4-2-3-1 riesce a dare equilibri in tutte e due le fasi. Però poi nella fase di possesso bisogna fare qualcosa di diverso, come ha proposto l’Italia di Mancini. Poi dipende dalle caratteristiche dei calciatori”.

Su Insigne: “Con Lorenzo ho parlato al telefono ed una volta per messaggi. Mi è sembrato il capitano che vedevo da fuori. Bisogna stare attenti però, perché voi giornalisti volete trovare la magagna sul contratto. Ha dato un contributo importante in questo Europeo. Lui ed il Presidente avranno il tempo di guardarsi negli occhi e entrare nel sodo”.

Sul dualismo Meret-Ospina: “Ho due portieri forti. Mi è già capitato con Alisson e Szczesny alla Roma. Bisogna valutare, perché le insidie sono dietro l’angolo”.

“Ai centrocampisti chiederò di pressare quando gli attaccanti aggrediscono. Il centrocampista non è dietro al pallone, ma dentro. Demme ed Elmas hanno grande disponibilità alla corsa, e a dare un grande contributo ai compagni.

Lobotka mi fa piacere vederlo, perché il suo nome lo avevamo osservato anche all’Inter. Gaetano è un talentino, e c’è ancora da valutare. Lui dice di voler giocare nella posizione di trequartista, però guardandolo bene può essere anche quello che torna 5 metri dietro e costruisce sotto. Tecnicamente è delizioso”.

Tutino è un calciatore forte, ed è un campioncino. Petagna ha fatto un percorso importante per arrivare a questi livelli. Nel reparto offensivo ne abbiamo diversi di ragazzi coi piedi buoni”.

Su Koulibaly: “Kalidou è un calciatore che tutti vorrebbero avere, perché è un vice capitano. Ha grande personalità. Se è per me lui resta a Napoli. È difficile sostituirlo, perché è apprezzatissimo da tutti i compagni di squadra. Poi parla di continuo in campo. È perfetto: un professionista. Nello spogliatoio tutti lo rispettano per ciò che ha dimostrato ed imposto.

La coppia con Manolas? Sono due calciatori che ti permettono di far tutto, pressare perché non hanno paura, difendere perché sono fisici come carrarmati. Bisogna migliorare la costruzione”.

Sui terzini: “Aspettiamo. Bisogna valutare bene Ghoulam, che sembra stia procedendo bene. Altrimenti un terzino sinistro ci vuole. Malcuit ha grande corsa, però poi è importante anche la fase difensiva e di equilibro. Mario Rui ha grande tecnica, riesce a prendere la posizione che più gli è congeniale. Se lo costringi a fare fase difensiva di continuo va in difficoltà”.

Paragone col passato? Arrivare fra le prime quattro è difficile per tutti. Lottare per il vertice è difficilissimo. Dobbiamo lavorare, e non si possono fare paragoni col passato, perché le cose cambiano e si evolvono per tutti. Ci sono allenatori di grande spicco nel nostro campionato. Voglio andare avanti, perché indietro ci sono già stato e non ci voglio tornare”.

Cosa ho detto a Demme a fine allenamento? Demme è come il Pizarro della Roma. Sa trattenere palla e sa stare dentro al ruolo del regista. Sa abbinare il gioco corto al lancio. Gli ho detto che in Inghilterra danno un premio a chi gira più volte la testa per vedere gli avversari dietro. In Italia no. Lui la testa la deve girare di più”.

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