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Stralciato in commissione Bilancio alla Camera l’emendamento della deputata M5S Valentina d’Orso, che proponeva l’obbligo di accettare il lavoro stagionale per i percettori del reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza, no all’obbligo di accettare il lavoro stagionale

Il Parlamento ha respinto dunque la proposta di inserire nel decreto Sostegni Bis la norma che introduce l’obbligo per i beneficiari del sussidio statale di accettare offerte di lavoro stagionali. L’emendamento era stato pensato dalla d’Orso per venire incontro alle richieste degli imprenditori, che lamentano la carenza di manodopera nei mesi estivi. La maggioranza in Commissione però ha ritenuto evidentemente troppo “divisiva” la modifica e foriera di tensioni sociali. Dichiarate inammissibili anche le proposte simili dell’altra deputata del Movimento Marialuisa Faro e di Manuela Gagliardi, di ‘Cambiamo’, che non hanno superato l’esame in commissione insieme ad altri 700 emendamenti.

Cosa prevedeva la proposta

Per la d’Orso era necessario introdurre il vincolo di accettazione di offerte di lavori stagionali entro 100 chilometri dalla propria residenza. Chi rifiuta di accettare il lavoro, secondo l’emendamento, perderebbe il beneficio. In caso di accettazione, invece, otterrebbe dall’Inps un supplemento per integare lo stipendio eventualmente inferiore all’importo del reddito di cittadinanza.  “La norma – ha spiegato la parlamentare – intende incentivare il ritorno nel mercato del lavoro dei beneficiari del Reddito che in passato erano dediti a lavori stagionali garantendo loro che questo reinserimento avvenga a condizioni economicamente vantaggiose e non svilenti”.

Le altre idee in campo. La Lega vuole ridurlo

Resta però un problema: la disponibilità di manodopera e personale per le attività stagionali. Si studiano pertanto altre strade, come la decontribuzione totale per le imprese del turismo che assumono lavoratori in Cig o percettori di reddito di cittadinanza o di emergenza. Il Partito Democratico invece propone di rifinanziare con 30 milioni di euro i centri per l’impiego nel 2022, così da collocare i disoccupatori che percepiscono il RdC. La Lega vorrebbe infine una riduzione dei finanziamenti al Rdc del 10% annuo mentre ratelli d’Italia invece sostiene una posizione diversa: i percettori devono aderire a percorsi di formazione obbligatoria.

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