denise viva

Denise Pipitone sarebbe ancora viva e la verità potrebbe essere molto vicina. Sono rivelazioni scottanti quelle dell’ex pm Maria Angioni, che tra il 2004 e il 2005 per la procura di Marsala si è occupata, proprio dell’inchiesta sulla scomparsa della bambina di Mazara del Vallo.

La Angioni dopo il suo trasferimento a Cagliari non ha più seguito il caso come pm, ma seppur da lontano ha sempre avuto interesse su quel caso irrisolto da ben 17 anni.

“Denise è viva”

Come riporta La Nuova Sardegna, la ex pm spiega che secondo lei la bambina sia ancora viva e visti i recenti passi in avanti nelle indagini, si potrebbe anche essere vicini alla verità dopo 17 anni. “Qualcuno sa dove è stata portata dopo il rapimento o sa dove si trova in questo momento. Questa persona è stata testimone dello spostamento o lo ha addirittura operato in prima persona. Fino a oggi ha taciuto per rispettare forse un patto ora saltato”, ha spiegato Angioni.

L’ex pm ha una ricostruzione di quanto accaduto quel giorno della scomparsa e subito dopo che ovviamente deve trovare conferma nelle indagini. “Chi prese Denise voleva ucciderla, ma qualcun altro lo ha impedito. Non è stata riconsegnata alla famiglia perché c’era un patto. Il clima ora è cambiato: qualcuno sta parlando e scardinando degli alibi: ci sono delle testimonianze importanti, le ricerche sono state intensificate e la verità potrebbe essere a un passo” ha spiegato.

Il ruolo di Anna Corona

Al centro delle indagini c’è stata Anna Corona, ex compagna del marito di Piera Maggio, che era già stata accusata del rapimento per poi essere assolta nel 2013 per mancanza di prove. Da quando si è tornati a parlare nuovamente del caso di Denise Pipitone, anche la sua posizione è tornata sotto i riflettori. Secondo quanto affermato dall’ex pm Maria Angioni, proprio la polizia avrebbe eretto intorno all’ex moglie di Piero Pulizzi un “muro di protezione”.

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Angioni spiega poi quali sono stati i problemi e gli ostacoli che c’erano all’epoca in Procura: “Denise è scomparsa in un momento in cui la Procura era in una situazione di oggettiva debolezza: vi erano state delle inchieste per  favoreggiamento, spaccio di droga e induzione alla prostituzione che avevano coinvolto alcuni esponenti della polizia. Al nostro procuratore capo era stato recapitato un proiettile militare. C’era l’intenzione di mettere una bomba sotto la sua abitazione. Abbiamo denunciato tutto in procura a Caltanissetta, ma non ci hanno presi sul serio. Da anni denuncio questa situazione”.

Per l’ex pm dunque Denise è ancora viva ma “quasi sicuramente ignara del suo passato. Non sa del clamore che suscita la sua storia a distanza di tanti anni”.

Poi rivela: “Chi odiava Piera voleva uccidere la bambina, ma qualcuno deve averla consegnata ad altri, assicurandosi comunque che la madre non la rivedesse più. Adesso però questo patto è saltato e chi è stato zitto per paura inizia a parlare”.

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