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Torna a occuparsi del caso di Denise Pipitone “Chi l’ha visto?”, la trasmissione in onda su Rai3 condotta da Federica Sciarelli. Nella puntata di ieri sera sono emersi nuovi dettagli relativi alla vitra privata della famiglia Corona e nuovi elementi contenuti nella lettera anonima inviata da un presunto testimone oculare.

Denise, la ricostruzione di Battista Della Chiave

Il programma torna di nuovo sulla testimonianza di Battista Della Chiave, l’operaio sordomuto che nel 2004, il giorno della scomparsa, avrebbe tenuto vicino a sé la piccola Denise all’interno di un magazzino di via Rieti. Della Chiave, nel corso di un’audizione del 2012, spiegò di aver visto due uomini – di cui uno con un pizzetto nero e i capelli ricci – portare via Denise a bordo di una moto e poi su una barca a remi nei pressi di un ponte o di un cavalcavia.

L’inviata di “Chi l’ha visto?” ha mostrato tutti i luoghi che potrebbero corrispondere alla descrizione di Battista. La piccola sarebbe stata avvolta da una coperta e nascosta in una barca per essere condotta a largo. In questa fase del presunto rapimento si inserisce anche la testimonianza dell’autore della lettera anonima inviata alla trasmissione. Chi ha scritto la missiva spiega di aver avuto un piccolo incidente con l’auto dei sequestratori. In una zona trafficata una macchina scura con a bordo tre persone e la piccola sfrecciava due ore dopo la scomparsa nel traffico cittadino. A un certo punto si sarebbe fermata di botto urtando lo specchietto retrovisore del testimone anonimo. In quel frangente quest’ultimo avrebbe intravisto, attraverso i finestrini, il volto della piccola Denise. La bimba piangeva.

Di Pisa: “Prelevata da Jessica e portata in un campo rom. Quelle due donne sono terribili”

La redazione Rai ha anche intervistato l’ex procuratore di Marsala, Alberto Di Pisa, che ha testimoniato come si sia cercato di seminare zizzania nei confronti di Frazzitta e Maggio: qualcuno riportò al procuratore che il legale fosse stipendiato dalla trasmissione e che la mamma di Denise “non fosse una donna specchiata”.

A Di Pisa giunse all’epoca addirittura una lettera con un’indicazione. Grazie ad essa gli inquirenti scavarono in un campo e trovarono una piccola bara bianca vuota. Secondo l’ex procuratore, si trattò di un segnale per dire che Denise era morta, oppure fu solo un caso e il segnalatore era un mitomane. “La nostra tesi è che la vicenda nasce in ambito famigliare – ha spiegato l’uomo – La bambina viene prelevata da Jessica e consegnata a qualcuno che poi la porta agli zingari in un campo intorno a Mazara, zingari che si allontanano subito dopo. La tesi trova riscontro del video della guardia giurata: per me la bambina è al 90% Denise e ritengo sia ancora viva. Mamma e figlia (Anna Corona e Jessica Pulizzi, ndr) sono terribili. Sono due donne capaci di tutto, secondo me”.

Le ombre sul fratello di Anna Corona

Sulla famiglia Corona si sono addensate tante ombre in questi anni. Jessica Pulizzi, la sorellastra di Denise, è stata indagata nel 2005 per favoreggiamento. Portò con sé a casa un coltello sporco di sangue per aiutare un conoscente coinvolto in una rissa. Ma ad alimentare ulteriori sospetti è anche la figura di Claudio Corona, fratello di Anna, arrestato per traffico di droga nel 2012.

Un testimone ascoltato da “Chi l’ha visto?” ha spiegato che l’uomo avesse frequentazioni malavitose e godesse della protezione delle forze dell’ordine. Nel corso di un colloquio avuto con la sorella, Claudio avrebbe poi detto: “Ricordati cosa ho fatto per te”. Si riferiva al rapimento di Denise?  Che sia stato lui ad essere coinvolto nel sequestro? Domande e interrogativi a cui gli inquirenti cercheranno di trovare risposta.

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