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Un gruppo criminale vicino ai clan di Camorra e la frode al fisco attraverso la vendita di prodotti petroliferi. E’ questo l’ambito d’indagine che ha portato i finanzieri del Nucleo di polizia economico-einanziaria ad eseguire l’operazione ‘Diesel free tax’, con cui sono stati denunciate 116 persone e sequestrati beni e disponibilità per oltre 40 milioni di euro.

I reati contestati, a seconda delle singole posizioni, vanno dall’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi, all’omesso pagamento dell’IVA tramite il rilascio di false dichiarazioni d’intento prive dei prescritti requisiti di legge; fino all’occultamento delle scritture contabili, al fine di impedire la ricostruzione della movimentazione dei servizi commercializzati.

Il sistema dell’autotrazione ed i prezzi di gran lunga inferiori alla media del mercato di riferimento erano l’affare da proporre al mercato. Il decreto di sequestro finalizzato alla confisca diretta e per equivalente, per un ammontare di oltre 40 milioni di euro, restituisce un quadro d’assieme chiaro.

I soggetti erano contigui alla criminalità organizzata campana del clan camorristico Formicola. In questo contesto – si sottolinea in una nota – tra i destinatari del provvedimento ci sono anche alcuni pregiudicati. In particolare i sequestri hanno riguardato le disponibilità finanziarie di 4 società aventi sede legale nelle province di Frosinone e di Napoli, nonché fondi, e beni mobili ed immobili di 6 soggetti, amministratori di diritto e di fatto.

Sigilli anche a decine di immobili, alcuni dei quali anche di pregio, nonché vari terreni siti nelle province di Frosinone, Napoli, Avellino, Campobasso e Cosenza, autovetture, motocicli, partecipazioni in altre società, ingenti disponibilità finanziarie ed un’imbarcazione ormeggiata nel porto di Torre del Greco.

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