26 indagati in una nuova inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti in Campania. Coinvolto il presidente della regione De Luca e il suo vice Bonavitacola.

In sintesi, così come rivela il Mattino: “I due non avrebbero azionato i poteri commissariali nei confronti di alcuni enti locali, indicati come inadempienti in materia di rifiuti, a partire dal Comune di Napoli”. Coinvolti nell’inchiesta anche i vertici  di Sapna e Asia.

Ecoballe e differenziata, 26 indagati: c’è anche De Luca

Innanzitutto, secondo l’accusa, palazzo Santa Lucia non solo non avrebbe attuato i poteri commissariali ma non avrebbe realizzato né gli impianti di compostaggio né aumentato la raccolta differenziata. Il riciclo dei materiali casalinghi di fatto non avrebbe mai raggiunto le percentuali richieste dall’Europa, a Napoli soprattutto. Ma non è finita qui.

Un secondo filone dell’indagine riguarda lo smaltimento delle ecoballe e l’ipotesi di reato è sempre omissioni in atti d’ufficio. Il legale dell’assessore all’ambiente Fulvio Bonavitacola è già pronto a presentare tutta la documentazione che dimostrerebbe l’operatività dell’ufficio del suo assistito in materia di differenziata ed ecoballe.

Proprio su quest’ultimo punto la giunta mira a dimostrare di essersi messa in moto soprattutto per la creazione dei primi impianti di smaltimento a Giugliano e Caivano. L’inchiesta è nata due anni fa e mirava a scoprire un traffico di rifiuti. L’indagine si è poi estesa comprendendo il reato di omissione in atti d‘ufficio.

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