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Arrivano nuove notizie più certe per l’assegno unico per i figli. La nuova misura introdotta dal Governo a sostegno delle famiglie diventata legge lo scorso 21 aprile non entrerà a regime prime di gennaio 2022. 

Assegno unico per i figli a partire da gennaio 2022

Le erogazioni del sussidio a favore della natalità avrebbero dovuto partire a luglio 2021, così com’era nelle intenzioni dell’Esecutivo. Invece entreranno a regime a partire da gennaio 2022. A dichiararlo la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti. “Il percorso, però – ha specificato – comincerà dal primo luglio”.

A quanto pare la decisione di posticipare le erogazioni dell’assegno unico all’inizio del prossimo anno è dovuto al fatto di scongiurare un corto circuito contabile: da luglio a fine 2021, infatti, le famiglie continuernano a percepire gli assegni familiari e il bonus bebé, laddove previsto. Nel frattempo si raccoglieranno le domande per il nuovo assegno universilae che assorbirà tutti gli altri strumenti di welfare parentale che si sono succeduti negli ultimi anni.

Quando presentare le domande

La presentazione delle domande potrebbe pertanto coincidere con la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi (30 settembre). Oppure con il mese di luglio, quando in realtà erano già previste le prime erogazioni. Saranno i decreti attuativi a stabilire con precisione modalità e termini per la domanda di accesso all’assegno unico universale. Per ora unica certezza è che il bonus assorbirà quasi tutti i sussidi in vigore attualmente previsti a sostegno della famiglia.

Chi ne ha diritto: i requisiti

L’assegno unico universale sarà riconosciuto a tutte le famiglie con figli fino a 18 anni (elevabile fino a 21 anni) a partire dal settimo mese di gravidanza. L’ammontare dell’assegno viene determinato in base all’indicatore ISEE. In caso di figlio successivo al secondo, è prevista una maggiorazione del venti per cento. In caso di figlio disabile, viene riconosciuta un’integrazione economica dal 30 al 50%. L’assegno verrà calcolato in modo tale da non risultere inferiore al trattamento già percepito dal nucleo famigliare​. L’assegno verrà richiesto direttamente sul portale Inps con Spid o Pin e i patronati Caaf

Gli importi

Spetterà ai decreti attuativi stabilire l’importo da assegnare a ogni richiedente. La somma varierà però a seconda dell’età del figlio e dipenderà prevalentemente dalle condizioni economiche della famiglia espresse dall’indicatore Isee. Il premier Draghi ha parlato di 250 euro mensili, da intendersi come importo massimo, al netto delle maggiorazioni legate a eventuali disabilità. La somma minima dovrebbe aggirarsi attorno a 80 euro mensili. Molto dipenderà dai fondi a disposizione e dalle coperture al momento quantificabili in 20 miliardi di euro stanziati nella legge di bilancio. Da sapere che l’assegno unico universale spetta anche ai percettori del reddito di cittadinanza. In caso di divorzio o separazione, l’assegno spetta al genitore affidatario o ad entrambi in caso di affido condiviso

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