movida decreto coprifuoco 22

Il Governo Draghi per ora ha “congelato” la vita notturna. Niente movida fino al 31 luglio. E’ la decisione adottata ieri nell’ambito dell’ultimo Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera al decreto riaperture. Bocciato il piano della Lega, che spingeva invece per prolungare, fin da subito, l’orario del coprifuoco alle 23.

Stop alla movida fino al 31 luglio

La riunione di ieri in CdM è stata agitatissima. Alla fine il partito di Matteo Salvini ha consumato uno strappo all’interno della maggioranza e ha deciso di astenersi dall’approvazione del decreto. Oggetto dello scontro proprio il coprifuoco, che il Carroccio voleva spostare di un’ora così da consentire ai ristoranti e ai bar di lavorare anche di sera. Un’ora che significava una ripresa – almeno parziale – della movida.

Una scelta troppo azzardata per il Governo Draghi, che ha deciso di confermare l’orario delle 22 per non favorire assembramenti e ritrovi notturni, soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione che si sono rivelate spesso i principali vettori del contagio. Entro quell’ora tutti i cittadini italiani, anche in zona gialla, dovranno rientrare a casa. Passa la linea rigorista del Ministro della Salute, Roberto Speranza, e del Movimento Cinque Stelle. Una sconfitta per la Lega, che puntava a mediare nell’interesse delle categorie produttive. L’Esecutivo ha però promesso di rivedere la misura già a maggio in base all’andamento dei dati epidemiologici.

Insorgono i commercianti

La misura però non piace ai ristoratori e ai titolari di vinerie, pub e bar, che vedevano nei prossimi mesi margini di ripresa delle attività economiche anche negli orari serali. La primavera inoltrata e l’estate infatti sono da sempre i periodi ideali per la movida notturna, a Napoli come in provincia. La stretta imposta dal Governo rischia di danneggiare ulteriormente un settore già in affanno. L’unica nota positiva, al momento, recepita dal mondo del commercio, è il ritorno delle zone gialle a partire dal 26 aprile.

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