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Fuori dall’Italia ci sono paesi che sperimentano modelli di convivenza diversi col virus. Nella vicina Spagna si registrano da diverse settimane poche decessi. E nella giornata di ieri, in 24 ore, il paese iberico ha toccato un record di vaccinazioni: sono 453mila secondo gli ultimi dati del ministero della Salute.

Spagna, record di vaccinati

Il record precedente era di 336.846 dosi in un giorno. Superata adesso anche la soglia dei tre milioni di vaccinati con due dosi (il 6,4% della popolazione). A Madrid, nella capitale, per scelta della governatrice popolare, Isabel Diaz Ayuso, si vive una stagione di riaperture: “Madrid è libertà”, è lo slogan twittato dalla politica madrilena. Aperti ristoranti, bar, teatri e cinema. Coprifuoco alle 23. I tavoli dei locali all’aperto sono pieni. Anche tra gli anziani c’è voglia di normalità. “Bisogna uscire e vivere, sennò ci viene la depressione”, spiegano due ottantenni. Puerta del Sol è piena di comitive di ragazzi, spensierati e molto vicini, e le guide turistiche hanno ricominciato il loro lavoro.

Milano e Madrid: una chiusa, l’altra aperta. Ma la seconda con meno decessi

Da ottobre, la regione di Madrid è rimasta sostanzialmente aperta. Ma il dato che lascia spiazziati è il confronto dei decessi con un’altra capitale europea come Milano, blindata invece dalle chiusure di questi mesi. Milano e Madrid sono le aree più colpite dal Covid nei rispettivi Paesi e i loro governi locali spesso sono stati messi sotto accusa. Per farci un’ida, ta ottobre e marzo Milano ha avuto la media di 6.200 positivi ogni 100mila abitanti, Madrid qualcuno meno, 5.800. Maggiore il vantaggio della capitale spagnola sui decessi. In Lombardia sono stati 136 ogni 100mila abitanti, a Madrid 98. A minori chiusure ha corrisposto un miglior andamento economico. La Lombardia, più chiusa del resto d’Italia, ha perso il 9,8% del proprio Pil contro una media dell’8,9 nazionale. Madrid, invece, più aperta anche del resto della Spagna, ha retto un po’ meglio, perdendo il 10,3% di Pil contro l’11% nazionale.

A Barcellona il primo concerto

A Barcellona, pochi giorni fa, è stato organizzato un concerto rock sperimentale con 5mila spettatori, tamponati, al chiuso: “Se non ci sarà un aumento maggiore che nel resto della popolazione, vorrà dire che il concerto non è stato un moltiplicatore”, spiega il dottore Boris Revollo. L’idea alla base dell’iniziativa è nelle parole del direttore del Festival: “Se ci sarà una nuova ondata, dobbiamo riuscire a chiudere in casa solo chi ha veramente il virus.” Intanto, la celebre spiaggia della città è affollatissima: spagnoli, ma anche tanti italiani e francesi. Qui non vige l’obbligo di mascherina.

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