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Avevano fatto pressioni perché i familiari della vittima che avevano sequestrato e torturato ritirassero la denuncia. I Carabinieri della Compagnia di Casal di Principe hanno dato esecuzione, nella giornata di ieri – nelle province di Caserta, Campobasso e Vibo Valentia – ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere  nei confronti di cinque persone. Sono ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione e di intralcio alla giustizia con l’aggravante del metodo mafioso.

Casal di Principe, sequestrato per debito di droga: pressioni per far ritirare la denuncia. Cinque arresti

Gli investigatori hanno ricostruito che nel marzo 2020 gli indagati, facendo valere la presunta appartenenza al “Clan dei Casalesi” di uno di loro, avevano tentato di convincere, dietro promessa di somme di denaro, la vittima e la moglie a ritrattare le dichiarazioni rese circa un sequestro di persona. Il sequestro era avvenuto a scopo di estorsione a Casal di Principe nel febbraio dello stesso anno.

La pregressa vicenda, cui ha direttamente concorso uno degli odierni indagati, attiene al sequestro a scopo di estorsione di un uomo. I criminali avevano in quella circostanza fatto salire la vittima su un’autovettura per poi essere condotto in un luogo isolato di Castel Volturno. In questo luogo lo avevano minacciato con una pistola e gli avevano legato una corda al collo affinché restituisse il corrispettivo di un pregresso debito di droga.

I nomi

A finire in manette cinque persone. Si tratta di Bernardino Crispino (classe 1986); Francesco Frascogna (1971); Nicola Sergio Kader (1986); Antonio Tornincasa (1970) e Emanuele Tornincasa (1996). Sono originari di Marcianise, San Cipriano d’Aversa, Aversa, Orta di Atella e Napoli. Gli unici liberi erano Frascogna e Kader.

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