censura film

Certo ad oggi è facile ridere, deridere o prendersi beffa delle discussioni che nascono su film del passato, diciamo così, non troppo attenti al politically correct come oggi lo interpretiamo. Noi quel film li abbiamo visti tutti. Io personalmente li ho amati. Come Via col Vento o Grease.

Possiamo tutti tranquillamente dire che non hanno avuto alcun effetto sulla nostra crescita? Ne siete proprio sicuri sicuri? Non abbiamo pensato per anni che i migranti di colore fossero tutti schiavi e stupidi ai tempi della guerra tra nord e sud negli Stati Uniti? Possiamo dire con assoluta sicurezza che i bamboccioni e le signorine composte di Grease non abbiano fatto nascere in noi un pensiero che oggi non è più del tutto consono?

Dai non ci mentiamo. Con il tempo è ovvio che abbiamo capito che era tutto sbagliato, ma con il tempo, con lo studio, con la ragione. Ma è stato per tutti così? Tutti hanno potuto ragionare e riflettere? No. Ancora una volta, non ci mentiamo. I film non vanno censurati mai certo. L’arte non si censura, ma va spiegata a volte.

Insomma esistono o no i libri di storia dell’arte nei quali si spiegano contesti, motivazioni, significati? Qualcuno guardando Guernica, che per me è un capolavoro assoluto, il mio quadro preferito, potrebbe pensare: “Ma cos’è questo schifo?”. Quando lo spieghi, la maggior parte delle persone cambia idea. Così vale per i film e anche i cartoni animati che hanno una potenza enorme, una diffusione maggiore. Non si censurano dicevo, ma vanno spiegati. Tutto qua. E non c’è niente da ridere. Non lo hanno fatto con noi? E certo, ai nostri tempi di maschilismo poco si parlava, di società patriarcale tanto meno. Non c’era sensibilità sul tema della violenza di genere, né tanto meno sui temi razziali. Diciamo che si era più morbidi. Ma oggi se ne parla ed è giusto che lo si faccia ed è giusto che ai bambini venga spiegato che quelle rappresentazioni sono “viziate” dall’epoca.

Per rendere ancora il concetto più chiaro va detto loro che le donne non sono delle bamboline alla mercé di un uomo, che una donna libera sessualmente non è da condannare e da denigrare, che gli uomini non sono tutti idioti e bellimbusti, che i neri non sono idioti da voci stridule o schiavi senza cervello. E potrei continuare ancora. Che bisogna fare quindi? Nulla, si mette play, si guarda il film o il cartone, e si va avanti, senza censure. Ma stavolta con una coscienza diversa.

Cristina Liguori

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