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Lo smog è più forte del lockdown. Anche con la circolazione ridotta degli scorsi mesi, le polveri sottili sono in aumento. È il risultato che emerge da «Mal’aria», rapporto di Legambiente che ha elaborato i dati dell’Arpac.

Secondo lo studio sono 12 le città campane sotto la cappa grigia dello smog con rischi per la salute delle persone, città che dovrebbero essere bandite per la qualità dell’aria perché oltre la soglia limite per le polveri sottili Pm10.

Qualità dell’aria in Campania

Le polveri sottili colpiscono soprattutto la provincia di Napoli: la maglia nera è per San Vitaliano con il record di 107 sforamenti, segue Volla con 101 giorni e Avellino con 78 sforamenti. A ridosso del podio ci sono Acerra con con 73, Pomigliano D’Arco, Aversa e Nocera Inferiore dove i giorni di superamento sono stati 67.

Per quanto riguarda le città capoluogo di provincia a superare la soglia di polveri sottili consentita per legge sono ben tre: Avellino con 78 sforamenti, Napoli con 55 giorni giorni di superamento dei limiti di legge e Benevento con 41. Le altre città campane fuorilegge sono Marcianise (52), Casoria (Na) con 48 giorni e Teverola con 38 giorni.

Questo potrebbe far pensare che l’agro giuglianese sia un posto con l’aria pulita. Non risulta infatti in classifica nessuna città del territorio epicentro della terra dei fuochi. Purtroppo non è così. Perché per assurdo né a Giugliano né nella città vicine sono presenti centraline per il monitoraggio dell’area. La terza città della campania non è mappata dall’Arpac. Un’assurdità a cui è difficile dare una spiegazione.

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