Rimandare gli studenti a scuola dopo la Befana. E’ questo l’obiettivo del Governo: a spiegarlo è il premier Conte, intervistato da Bruno Vespa a Porta a Porta.

“Ho raccomandato perché ci sia un’apertura differenziata scuola per scuola, paese per paese. Nel segno della flessibilità: è l’unica possibilità che abbiamo per evitare criticità che si concentrano anche sui trasporti”, sottolinea il capo del Governo, che aggiunge: “Dobbiamo ripartire con la didattica in presenza almeno al 50% per le scuole superiori di secondo grado, con il massimo di flessibilità”.

Zona rossa

La curva dei contagi è ormai in discesa. Ma il Governo non esclude di prolungare la zona rossa anche a gennaio nel caso in cui i positivi dovessero tornare a crescere. “Se dovesse arrivare un’impennata, una terza ondata o una variante che faccia sbalzare l’RT, allora ci troveremmo facilmente in zona rossa o con misure più restrittive. Ma in una situazione come quella attuale forse dovremmo affrontare gennaio-febbraio con una certa tranquillità”, ha però sottolineato Conte.

Vaccini

La campagna vaccinale partirà ufficialmente in Italia il 27 dicembre. La prima, infatti, ad essere vaccinata sarà un’infermiera di 29 anni in servizio presso lo Spallanzani di Roma. A tal proposito, il presidente del Consiglio ha dichiarato: “Non c’è ragione di credere che le persone non si sottopongano volontariamente al vaccino». Poi ha continuato dicendo che «non c’è l’ipotesi in cui non riuscissimo a realizzare il piano secondo previsioni, con 10-15mln di persone, che inizi a dare un impatto significativo, dovremmo arrivarci ad aprile. Se ci fosse un rifiuto di massa sarebbe un problema, un caso scuola”.

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