La nuova variante del Covid fa tremare il mondo. Dopo la conferma del primo caso in Italia sono scattate le misure per evitare la diffusione nel nostro Paese di questa variante. Secondo gli esperti non sarebbe più letale né più resistente ai vaccini, ma in grado di diffondersi più rapidamente.

Cosa potrebbe cambiare con il vaccino?

La preoccupazione è alta soprattutto sul fronte vaccino. La nuova variante non è nuova ai medici. Era già stato identificato per la prima volta a metà settembre in Inghilterra, a Londra e nel Kent, la contea a Sud-Est della capitale. In queste aree, da minoritario, è cresciuto rapidamente nelle ultime quattro settimane e da allora è stato identificato in altre regioni del Regno Unito, indicando un’ulteriore diffusione.

La nuova variante del coronavirus

La variante mutata del coronavirus potrebbe dunque eludere la risposta immunitaria indotta dalla vaccinazione? Al momento non lo sappiamo. Da un lato, a rassicurarci su questo aspetto è il fatto che i vaccini stimolano un’ampia risposta anticorpale nei confronti dell’intera proteina Spike, per cui si potrebbe prevedere che l’efficacia del vaccino non sarà significativamente ostacolata dalle mutazioni.

D’altra parte, esperimenti di laboratorio con la nuova variante di Sars-Cov-2 hanno indicato che il virus mutato ha una ridotta sensibilità al plasma iperimmune rispetto al virus non mutato.

Non può quindi essere completamente escluso che anche i vaccini Covid risultino inefficaci contro il nuovo ceppo di Sars-Cov-2, così come avviene per i virus influenzali, per cui ogni anno è necessario modificare il vaccino per rispecchiare le varianti in circolazione.

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