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In Italia sono quasi 200 i medici morti dall’inizio della pandemia e il maggior numero di decessi si registra tra i medici di famiglia. Proprio coloro i quali senza forniture adeguate – nel timore di contagio reciproco –  sono stati chiamati a completare la più complessa campagna vaccinale antinfluenzale mai effettuata in precedenza.

Grazie ai medici di famiglia, che hanno continuato a occuparsi delle altre malattie ordinarie, sono stati identificati, monitorati e trattati più del 97% degli oltre 35mila casi di Coronavirus registrati nel BelPaese. Solo in Campania, nel giro degli ultimi 3 giorni, sono 5 i medici morti a causa delle complicazioni dovute al Covid.

Tra questi Antonio Amente, sindaco di Melito oltre che medico, che da due settimane era ricoverato nell’ospedale San Giuliano di Giugliano. Ma nello stesso giorno  è morto per Covid anche il dott. Cosimo Russo, un ortopedico che per anni è stato un pilastro del Cardarelli.

In serata poi la notizia della scomparsa di Daniele Cagnacci, classe 1956. Medico di famiglia napoletano, punto di riferimento solido per i suoi pazienti, è stato in trincea fino alla fine — nel suo studio al corso Umberto — e il Covid lo ha portato via in cinque giorni.

Due giorni fa è invece deceduto Raffaele De Iasio, 61 anni e responsabile sanitario del carcere di Secondigliano. Un altro ancora Luigi Pappalardo, dialettologo di torre del greco, aveva 62 anni.

Ma il virus non fa sconti neanche agli altri operatori sanitari. Caso simbolo quello di Alfonso Durante, infermiere di 75 anni originario di Grumo Nevano che era rientro in servizio dalla pensione per aiutare i colleghi a fronteggiare la pandemia. Anche lui però ha perso la sua battaglia contro il virus.

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