Scene critiche quelle a cui hanno assistito gli ispettori del Ministero a Napoli. Al Cardarelli e al Cotugno le situazioni più delicate, così come anticipa il Mattino.

Napoli, ispettori del Ministero in azione: scene critiche al Cardarelli e al Cotugno

La criticità maggiore riscontrata nel corso della missione napoletana dei carabinieri dei Nas e della task force del Ministero della Sanità è l’assenza di risorse umane: mancano anestesisti, medici, infermieri, persino dipendenti amministrativi che possano inserire i dati e aggiornate gli archivi. Da ciò deriverebbe il rischio collasso del sistema sanitario in Campania. Il Ministero ora ha un quadro più completo dell’emergenza napoletana dopo la decisione di inserire la regione tra le zone “gialle”, cioè a rischio intermedio.

Gli 007 del Ministero avevano un incarico preciso: verificare l’aderenza della situazione ospedaliera ai dati inviati dall’Unità di crisi regionale al ministro Roberto Speranza. Proprio quei dati che hanno convinto il governo Conte a evitare l’istituzione di una zona arancione o rossa per la Campania. Sotto la lente di ingrandimento dell’Esecutivo soprattutto la disponibilità di posti letto, sia di degenza ordinaria che in terapia intensiva. I bollettini quotidiani dell’Unità di Crisi hanno riportato numeri che sono apparsi in contraddizione con le scene trasmesse ai tg e sui social (file di automobili agli ingressi dei nosocomi, pronto soccorso al collasso, reparti pieni).

Mancanza di figure professionali e rebus posti letto

Nella relazione trasmessa al Ministero si parlerà di ciò che gli ispettori hanno visto. Due i nodi critici da sciogliere: il sovraffollamento di pazienti in alcuni ospedali (in particolare Cotugno e Cardarelli), la mancanza di figure professionali. Nel dettaglio al Cardarelli preoccupa la mancanza di anestesisti. Preoccupano in particolare le condizioni di oltre cento degenti in zona pre triage, ma anche altre cento pazienti in zona pronto soccorso, spesso ammassati senza neanche il rispetto del distanziamento sociale per mancanza di spazio.

Gli ispettori, sempre come spiega il Mattino, si sono concentrati anche sulla variante dei “posti letto disponibili”, che nei bollettini sono lievitati da 925 a più di 3mila nel giro di poche settimane. La crescita esponenziale delle postazioni sarebbe legata alle convenzioni sottoscritte tra Regione e cliniche private. Sulla carta sono centinaia i posti letti, non tutti però immediatamente agibili e non tutti utilizzabili per i casi più gravi di contagio. Su questa materia il Ministero presterà la massima attenzione, senza escludere la segnalazione alle Procure competenti di eventuali anomalie tali da giustificare l’avvio di un’indagine penale.

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