Domani entrerà in vigore, a livello nazionale, il nuovo Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, contenente misure mirate per ogni territorio.

L’Italia, infatti, verrà divisa in tre zone: gialla, arancione e rossa, che corrispondono a tre diversi scenari: il primo vede un rischio basso del contagio, medio alto nel secondo caso ed elevato nel caso delle Regioni dichiarate “zone rosse”.

Quali sono le zone gialle

Le Regioni che saranno zona “gialla” sono: Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, la Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Toscana e Umbria. Le misure previste: coprifuoco dalle 22 alle 5 di mattina, centri commerciali chiusi nei festivi e prefestivi (fine settimana), 100% di didattica a distanza alle scuole superiori di secondo grado (licei, tecnici e professionali), chiusi musei e mostre e trasporto pubblico al 50% della capienza.

Quali sono le zone arancioni

Le Regioni in Italia che dovrebbero diventare zona arancione sono: Liguria, Veneto, Campania, Puglia e Sicilia. Tra i provvedimenti troviamo:

Il divieto di ogni spostamento tra Comuni, in entrata e in uscita dalla zona interessata, salvo che per motivi strettamente necessari, lavorativi, scolastici o di salute. Sospese le attività di ristorazione (bar, ristoranti, pasticcerie), con la possibilità dell’asporto e delle consegne a domicilio.

Quali sono le zone rosse

Tra le zone rosse figurano Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Calabria e la Provincia autonoma di Bolzano. Chiudono da domani, giovedì 5 novembre, bar, pasticcerie, ristoranti, e tutti i negozi che non vendono beni essenziali. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio e – fino alle 22 – la ristorazione con asporto, con divieto di consumare sul posto o nelle vicinanze. Restano aperti i negozi di alimenti e bevande nelle aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. Sono chiusi i negozi a eccezione di alcune categorie: tra gli altri, alimentari, edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, negozi per bambini e neonati, fiorai, negozi di biancheria, negozi di giocattoli, librerie, cartolerie, negozi di prodotti informatici, articoli sportivi, calzature, ottici, negozi di ferramenta, lavanderie, profumerie, parrucchieri e barbieri. Sono chiusi i mercati non alimentari.

 

 

 

 

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