Il Governo prepara un nuovo piano economico di sostegno alle imprese, anche in vista di ulteriori restrizioni e ulteriori blocchi delle attività commerciali. Lo ha spiegato ieri il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, in un’intervista televisiva. Sussidi e indennizzi a fondo perduto a favore delle categorie più colpite già da metà novembre.

Indennizzi a fondo perduto per bar e ristoranti. Credito di imposta per le locazioni e cancellazione Imu

Si tratterà di erogazioni una tantum che, come anticipato anche dal premier Giuseppe Conte, arriveranno direttamente sui conti correnti dei titolari delle aziende colpite tramite un bonifico bancario. Tre le proposte che dovrebbero entrare nel nuovo DPCM in programma del Governo. Indennizzi a fondo perduto per le imprese, credito di imposta per le locazioni e cancellazione rata IMU di dicembre per locali commerciali.

I tempi sono stretti. Il Governo sa che deve placare le proteste e le agitazioni dei commercianti. Molti sono con l’acqua alla gola e non hanno risorse per andare avanti e sopportare un secondo lockdown. Le prime erogazioni a cura dell’Agenzia delle Entrate dovrebbero arrivare intorno al 15 novembre, forse anche l’11. Si tratta di una replica dello stesso modello di sostegno alla platea delle piccole imprese con fatturato fino a cinque milioni di euro già sperimentato a giugno. Ovviamente le imprese che in quella circostanza non fecero domanda, non hanno diritto all’indennizzo automatico e dovranno presentare ora la richiesta. In questo caso l’erogazione dell’indennizzo avverrà dopo metà novembre. Forse a dicembre.

L’importo degli indennizzi

Il parametro che regolerà anche questa volta l’importo da erogare a sostegno della singola impresa è la riduzione del fatturato. In base all’entità dei ricavi, l’impresa avrà diritto al 10 o 20 % della riduzione di fatturato, con un minimo fissato a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 per le persone giuridiche.

Il provvedimento avrà un valore di circa 5 miliardi di euro e coprirà due mesi del 2020. I settori sono quelli più colpiti dalle ultime chiusure a partire dalla ristorazione, ma la platea esatta è ancora in via di definizione: secondo il ministro Gualtieri le imprese interessate saranno oltre 300 mila. Potrebbe essere in parte coinvolto anche il turismo che pure in teoria non è toccato da provvedimenti restrittivi, ma subirà di sicuro un ulteriore calo del giro di affari, viste le altre misure e il clima generale del Paese.

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