Torna il lockdown in Gran Bretagna. Il governo di Boris Johnson è infatti costretto a imporre una rigida quarantena a un’intera città, Leicester, centro urbano di quasi 300mila abitanti. Alla base della decisione un’impennata preoccuante dei contagi, circa 900 in meno di quindici giorni.

Gran Bretagna, torna il lockdown: Leicester in quarantena

Chiudono dunque a Leicester tutti i negozi “non essenziali”, cioè a eccetto di alimentari e farmacie, e le scuole che avevano parzialmente riaperto. Altre misure più severe potranno seguire nei prossimi giorni se il nuovo focolaio non si arresterà. Secondo gli epidemiologi, a Leicester (città diventata famosa dopo che la sua squadra vinse la Premier League grazie all’allenatore Claudio Ranieri), ci sono stati nell’ultima settimana il 10 per cento di tutti i casi di Covid-19 verificatisi nel Regno Unito. È questo il dato che ha fatto scattare l’allarme. “Raccomandiamo ai suoi abitanti di rimanere in casa più che possibile e a chiunque di non andare a Leicester e di non uscirne”, afferma il ministro della Sanità Matt Hancock.

Il lockdown durerà per due settimane. Le misure di contenimento sono analoghe a quelle già sperimentate ad aprile. Dall’inizio della pandemia, a Leicester ci sono stati 3.216 casi di pandemia, ma più di 900 di questi sono stati riscontrati negli ultimi quindici giorni, segnalando per l’appunto un aumento radicale dei contagi, proprio mentre nel resto della nazione diminuivano. Adesso il timore è che si sviluppino altri focolai analoghi e  che il Governo britannico sia costretto a imporre la quarantena per altre città.

Secondo alcuni scienziati, le spiagge incredibilmente affollate dei giorni scorsi possono avere contribuito a trasmettere il virus. E questo sabato riapriranno pub e ristoranti in tutto il paese, un altro provvedimento che suscita ansia nella comunità scientifica e negli ambienti sanitari.



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