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Dopo la sua liberazione e il ritorno in Italia, soprattutto sui social in tanti si chiedono quanto sia stato pagato il riscatto di Silvia Romano. La giovane cooperante milanese rapita nel 2018 solo due giorni fa è stata liberata dai suoi carcerieri. Gli utenti su Facebook e Twitter si chiedono: quanto è costato il riscatto di Silvia Romano?

Silvia sta bene e nell’ultimo periodo è stata detenuta in un grande centro abitato della Somalia, 1.300 chilometri più lontano da dove era stata rapita. Ieri è tornata in Italia, atterrata a Ciampino poi giunta a Milano a casa con i familiari.

Non ci sono conferme ufficiali riguardo a quanto sia costato il riscatto di Silvia Romano e soprattutto se sia stato effettivamente pagato un riscatto. Il Corriere della Sera, ad esempio, scrive che, dopo aver avuto la certezza che Silvia Romano fosse in vita, l’intelligence ha dato il “via libera all’ultima fase della trattativa” e all’autorizzazione del “pagamento del riscatto”. E quando “diplomazia e intelligence, coordinati dal direttore dell’Aise Luciano Carta, capiscono che il canale aperto per arrivare al gruppo fondamentalista di Al Shabab è buono”, spiega il Corriere, “si procede, consapevoli che più passa il tempo più sale il prezzo del riscatto”. Il pagamento per la liberazione, dunque, viene dato ancora una volta per certo.

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Riscatto di Silvia Romano: quanto è costato?

Il suo sequestro fin dall’inizio è stato a scopo di estorsione. Fonti del Giornale, scrivono che per il riscatto di Silvia Romano ci sia stato un esborso di 4 milioni di euro. La cifra non è confermata, ma è bastata per suscitare diverse polemiche sui social network da parte di coloro che avrebbero preferito che lo Stato italiano lasciasse sola al proprio destino una giovane connazionale di 25 anni.

“Gli emissari del gruppo”, spiega sempre il Corriere, “fissano il prezzo finale, dopo i soldi versati per pagare i vari contatti. Per avere un’idea, nel 2012 la liberazione di un ostaggio inglese costò al suo paese l’equivalente di 1 milione e 200mila euro. Il problema non è il denaro da versare, ma avere la certezza di trattare con le persone giuste. Ecco perché ci si coordina con somali e turchi”. Infine lo scambio, a 30 chilometri da Mogadiscio, in una zona poco sicura, in uno scenario che fa registrare esplosioni di mortaio nello stesso territorio e una pericolosa alluvione. “L’incontro è fissato per venerdì sera – scrive il Corriere -, è già notte quando Silvia arriva accompagnata dagli emissari dei sequestratori”.

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Il riscatto riportato dai quotidiani

Di riscatto parla anche il Fatto Quotidiano. Secondo il quotidiano, il gruppo jihadista ha consegnato Silvia a un contatto locale individuato dai nostri 007. Venerdì notte, “in un territorio impervio e fangoso, è avvenuto lo scambio: il rilascio dopo il pagamento di un riscatto”. La Repubblica riporta qualche particolare in più. Una fonte, infatti, spiega al quotidiano che “i rapitori avevano tutto l’interesse” a far stare bene Silvia Romano perché “l’unico loro obiettivo era intascare più denaro possibile”. E “sembra certo – scrive Repubblica -, seppure non arriva alcuna conferma ufficiale, che per la sua liberazione sia stato pagato almeno un riscatto, visto che la ragazza è passata per non meno di tre covi e nelle mani di molti sequestratori”.

 

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