premier conte lodi riaperture

Nell’ipotesi di riapertura totale, ci sarebbe il rischio di 150mila ricoveri in terapia intensiva. E’ quanto emerge dal documento redatto dal comitato scientifico e che ha spinto il premier Conte ad allentare solo di poco le misure restrittive per la fase 2.

Il report del comitato scientifico

In particolare, la task force scientifica al servizio del Governo ha pubblicato una tabella in cui si evidenziano i rischi collegati alla ripartenza di ogni singola attività. La situazione-limite: se tutti i comparti avessero subito via libera, senza telelavoro e con le scuole aperte, la prospettiva sarebbe la necessità di 151 mila posti di terapia intensiva già a giugno e un numero di ricoveri, a fine anno, pari a 430.866. “Lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto”, avvertono i tecnici del comitato.

Conte: “Rischio concreto che torni il contagio. Chiuderemo tutto se risale la curva dei contagi”

Il Presidente del Consiglio ha fatto la sua prima uscita pubblica a Lodi, in prefettura. In quest’occasione ha ringraziato i medici e gli infermieri impegnati nella battaglia contro il primo focolaio di Codogno. Poi si è espresso in merito ai rischi a cui l’Italia va incontro nella fase 2. “Avvieremo il metodo dei rubinetti, una sorta di algoritmo matematico che ci consentirà di tenere sempre sotto controllo l’andamento del virus, e se ci saranno ritorni potremo intervenire in modo mirato chiudendo il rubinetto”.

Ha poi precisato che “abbiamo visto in altri Paesi cosa significa cambiare strategia”. “Molti cittadini sono delusi”, ha ammesso, ma “io non godo affatto a tenere il Paese ancora limitato: per adesso dobbiamo ancora procedere così”. Infine anche un passaggio sull’App Immuni che dovrebbe permettere di monitorare i positivi.  “La app, che cercheremo di rende operativa quanto prima, sarà rimessa alla scelta dei cittadini. Chi vorrà scaricarla, accetterà di ricevere delle comunicazioni in caso di contatti pericolosi



continua a leggere su Teleclubitalia.it