divieto assembramento fase 2

Ci si potrà “assembrare” in fase 2? Gli assembramenti saranno autorizzati? E’ un problema con cui facciamo i conti dal 9 marzo, quando il primo DPCM che mise l’Italia in lockdwon fece tassativo divieto di riunirsi per evitare la diffusione del contagio da coronavirus. Purtroppo con questo termine dovremo convivere, e forse ancora a lungo.

Fase 2, gli assembramenti vietati? Non si potrà uscire con gli amici

In molti immaginano l’avvio della “fase 2” con un ritorno alla libertà. Riapertura di negozi e attività commerciali. Spostamenti autorizzati nella regione di residenza anche al di fuori dei casi di stretta necessità. Eppure, nonostante un allentamento delle misure restrittive, la nostra vita sarà cambiata. Adotteremo tutti le mascherine e il distanziamento sociale continuerà ad essere la misura delle nostre relazioni personali.

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Sia dunque sui posti di lavoro che nei parchi pubblici bisognerà rispettare ancora la distanza di un metro da persona a persona. Per questo gli uffici che apriranno dal 4 maggio in poi dovranno assicurare il distanziamento dei dipendenti, ove possibile. Chi viola il divieto rischia una pesante sanzione amministrativa. Non ci sarà la possibilità di uscire in strada e riunirsi con i propri amici per chiacchiere allegramente. Sarà vietato anche fare feste in casa e grandi cene. I locali della movida saranno chiusi. Non si potrà verosilmente andare a casa di estranei.

Dove vale il divieto di assembramento?

Il divieto di assembramento varrà in tutti i luoghi. L’unico dove si potrà “infrangere” è quello domestico. Bisognerà rispettare dunque la distanza sia all’aperto (in strada e nei parchi pubblici), sia negli spazi al chiuso come supermercati, uffici, bar, ristoranti ecc.

Anche sui mezzi pubblici le autorità dovranno impedire gli assembramenti dei passeggeri e, per limitare il flusso di persone, c’è chi pensa a tariffe differenziate in base all’ora per i biglietti di autobus e metropolitane. Per chi infrange il divieto trova applicazione la sanzione amministrativa stabilita nel decreto Cura Italia: la multa da 400 a 3000 euro, con possibilità di incremento fino alla metà in caso di più comportamenti reiterati.

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