Hantavirus, il virus dei topi: cos’è e come si trasmette

Hantavirus, il virus dei topi: cos’è e come si trasmette

Questa mattina, nella provincia di Shandong, ci sono stati attimi di apprensione quando un uomo è collassato all’interno di un autobus. Le autorità sono intervenute per portarlo via dal sito e tutti quelli che erano a bordo ed hanno sottoposto a controllo tutti i passeggeri.

Niente coronavirus: l’uomo morto a Shandong aveva contratto l’Hantavirus

Secondo quanto riportato dal giornale locale ‘China’s Global Times‘, l’autopsia sul corpo dell’uomo ha evidenziato la contrazione dell’Hantavirus. Si tratta di un virus solitamente trasmesso tramite l’ingestione di feci e urina di topo. Svanisce dunque la paura per un nuovo focolaio di contagio di Covid-19 e non preoccupa nemmeno più di tanto la diffusione di questa malattia, visto che non può passare per via aerea da uomo a uomo.

Dopo la pubblicazione della notizia, infatti, sono stati in molti i cittadini che hanno manifestato la propria preoccupazione online. Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie cinese li ha rassicurati, spiegando che la trasmissione può avvenire solamente se si è a contatto con topi e solo se i soggetti entrano in contatto con feci, urina e saliva dei roditori.

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Hantavirus, cos’è?

Un orthohantavirus è un virus a RNA a senso negativo avvolto a singolo filamento nella famiglia Hantaviridae dell’ordine Bunyavirales. Questi virus normalmente infettano i roditori, ma non causano malattie al loro interno.Le infezioni da Hantavirus producono, sul piano clinico, un gruppo eterogeneo di malattie ad esordio acuto. Nella forma “classica” queste sono caratterizzate da febbre, cefalea, stato letargico, dolori addominali e lombari, congestione del volto, fotofobia, petecchie. Dopo tre-cinque giorni compare proteinuria, seguita da ipotensione, emorragie multiple (emottisi, ematuria, ematemesi), coma. La letalità varia dallo 0,5% delle forme miti, al 15 % delle forme gravi non trattate.

Nel 1993, in occasione di un’epidemia verificatasi nelle regioni sud-occidentali degli Stati Uniti d’America, le infezioni da Hantavirus si sono manifestate con prevalente interessamento a carico dell’apparato respiratorio e insufficienza respiratoria acuta; nelle forme con interessamento respiratorio la letalità è del 40-50% circa.

Nelle aree endemiche non sono rare le forme miti e le infezioni inapparenti.

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Cosa le provoca

Queste infezioni sono provocate da virus appartenenti al genere Hantavirus, la cui diffusione è vastissima; i riscontrati in Estremo Oriente, così come nella regione dei Balcani, nella penisola scandinava, in Russia. I casi riscontrati nel 1993 negli U.S.A. sono stati la prima documentazione della presenza di Hantavirus nel continente americano cui sono seguite, nel tempo, altre segnalazioni di infezioni da Hantavirus con prevalente interesse respiratorio nell’intero continente Americano. Serbatoi e sorgenti dell’infezione sono i roditori selvatici e domestici. Ogni hantavirus è associato specificamente ad una singola specie di roditore. Il serbatoio animale caratterizza le infezioni da Hantavirus come tipiche zoonosi.

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Come si trasmettono

I roditori selvatici e domestici disseminano il virus nell’ambiente per mezzo dei loro escreti (urine, feci, saliva); una volta infettati, i roditori eliminano il virus per tutto l’arco della loro vita.

L’ uomo rappresenta un ospite accidentale di questi agenti virali, e può infettarsi in seguito all’inalazione di aerosol contenenti particelle di escreti freschi o essiccati e successivamente dispersi nell’ambiente.

La trasmissione interumana nelle forme emorragiche con sindrome renale può avvenire per mezzo del contatto con sangue, escreti, ma rappresenta un’eventualità eccezionale se vengono osservate le precauzioni standard.

Indagini condotte in Argentina nel corso di un’epidemia di infezione da Hantavirus con interessamento polmonare hanno fornito forti prove a sostegno della trasmissione interumana, ma questa circostatnza non è stata invece osservata negli Stati Uniti d’America.

Documentate, invece, infezioni in laboratorio, sia per mezzo di aerosol di escreti di roditori infetti, sia in seguito a contatto con colture cellulari adattate per la crescita di Hantavirus.

Periodo di incubazione

Il periodo di incubazione può variare da pochi giorni ad alcuni mesi, ma nella maggioranza dei casi è di 2-4 settimane.

Periodo di contagiosità

A parte circostanze eccezionali, tra gli Hantavirus non vi è trasmissione da persona a persona.



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