Proseguono gli abbattimenti dei pini sulla fascia costiera di Giugliano. Gli estremi eventi climatici che ormai si verificano sempre più spesso, come forti temporali e spaventose raffiche di vento, hanno obbligato l’amministrazione comunale giuglianese (come tante altre in Italia) ad intervenire drasticamente per evitare tragedie. Già nei mesi scorsi oltre 40 alberi considerati pericolosi erano stati abbattuti a Lago Patria e stamattina le motoseghe sono tornate in azione abbattendone altri.

PINI SALVATI PRIMA DELL’ABBATTIMENTO

Questa sta volta però sul posto è scattata la protesta contro il taglio di pini ritenuto indiscriminato. Dopo l’intervento dell’attivista Stefano Franciosi e di altri ambientalisti del comitato Lago Patria sul posto sono infatti giunti i carabinieri forestali della stazione di Licola e la polizia municipale di Giugliano. Non sarebbe ancora chiaro da chi o quando dagli uffici comunali sarebbe arrivato l’ordine di servizio per questi altri abbattimenti. E in attesa di ulteriori chiarimenti le operazioni di taglio sono state sospese.

Gli alberi in questione, secondo la relazione dell’agronomo, non sarebbero pericolosi e avrebbero bisogno solo di manutenzione ordinaria. Intanto però oggi alcuni sono stati già tagliati mentre non sarebbe stato invece programmato un intervento su altri che preoccupano come un esemplare nei pressi del supermercato Decó di via Staffetta.

“ALBERI SANI ABBATTUTI AL POSTO DI QUELLI PERICOLOSI”

“Basta con lo scempio dei pini di via Staffetta! – dice Stefano Franciosi – Dalla documentazione in nostro possesso, risulta che quasi tutti gli alberi secolari abbattuti stamattina sono integri ed assolutamente non pericolosi (catalogati, dallo stesso agronomo della Ditta di manutenzione del verde del Comune, in classe C, quindi da potare ma assolutamente non da abbattere). Sembrerebbe che il continuo abbattimento di pini non sia dettato da pericoli per la pubblica incolumità (ed infatti restano in piedi, al contrario, alberi veramente pericolanti e purtroppo da abbattere urgentemente), ma pare da particolari interessi economici.”

“Già la “Cocciniglia del Pino” (mai seriamente contrastata in zona con adeguati trattamenti, prescritti dalla Regione Campania sin dal 2015) sta devastando – prosegue – le alberature della Fascia Costiera e la Riserva Naturale della Pineta di Patria, provocando la perdita di circa già 500 pini secolari; se a questo si aggiunge il taglio arbitrario di alberi integri, il danno ecologico, ambientale ed alla biodiversità diventa incalcolabile, col rischio di lasciare alle future generazioni un territorio devastato.”

“Ciò – prosegue Franciosi – è tanto più rilevante in una zona, quella della Fascia Costiera del Comune di Giugliano, dove gli alberi, con la loro essenziale funzione di ossigenazione e fitodepurazione, svolgono una vitale azione di contrasto ai, purtroppo, reiterati fenomeni di inquinamento (roghi tossici, esalazioni dovute alla zona ASI ed agli impianti di trattamento e siti di stoccaggio dei rifiuti)”.



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