Non sarà una rissa a fermare gli apertitivi però non giriamoci dall’altra parte

Non sarà una rissa a fermare gli apertitivi però non giriamoci dall’altra parte

Non saranno certo pochi balordi a rovinare uno degli eventi più belli e partecipati della nostra città. E la nostra affermazione non è di circostanza. Nel 1997 una donna morì in Piazza Annunziata durante il volo dell’angelo a seguito di una rissa. Non fu questa tragedia a porre fine alla nostra festa. Figuriamoci se qualche bottigliata in testa potrà toglierci la voglia di scambiarci gli auguri alla vigilia. Risse succedono ovunque. Nelle città più civili come in quelle più disagiate, come la nostra. Però, c’è un però. A Giugliano come al solito ci si affida troppo ad uno spontaneismo figlio di una cultura dell’irresponsabilità che rende ogni cosa un rischio. Non siamo l’unica realtà della Campania a festeggiare ma ovunque è sempre presente nelle piazze un’ambulanza così come spesso e volentieri si vedono camionette delle forze di polizia. Nel video della rissa si scorgono alcuni uomini della municipale tentare di sedarla ma cosa ben diversa sarebbe stata la presenza di un massiccio contingente di uomini in divisa, bastava una camionetta, le stesse che vediamo per pacifici consigli comunali. Già alcuni mesi fa in un nostro articolo sottolineammo la fragilità della movida giuglianese. Della sua precarietà e pericolosità se abbandonata a se stessa. Ieri tutto ciò è stato lampante. A Torino mesi fa per molto meno le cose sono andate molto peggio. Il popolo giuglianese invece ha dimostrato di saper gestire con grande freddezza un momento difficile. Il panico non ha prevalso e tutto alla fine è finito solo con una grande delusione collettiva.
Il 31 saremo ancora di più in piazza ma sarebbe un grave errore far finta di niente o rimuovere troppo in fretta le immagini di ieri. Le Istituzioni hanno il dovere di fare la loro parte. Sotto tutti i punti di vista. Le paghiamo per farci vivere sereni. Almeno a Natale. In ultimo una parola sui protagonisti della rissa. Non tanto su coloro che hanno iniziato a darsele (cosa che può capitare a chiunque) ma al branco di amici dei “rivali” che invece di dividerli ha alimentato la violenza. Non ci sono parole per descrivervi, anzi due ci sono. Fate schifo.



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