Charlie Chaplin, chi è?, Charlot

Charlie Chaplin, nome d’arte di Sir Charles Spencer, è uno dei migliori cineasti del XX° secolo.

Charlie Chaplin artista molto versatile, è stato uno tra i più grandi attori, comici, registi, sceneggiatori, compositori e produttori cinematografici britannico. Il personaggio attorno al quale costruì larga parte delle sue sceneggiature, fu quello del “vagabondo” Charlot.

Charlie Chaplin: vita

Sir Charles Spencer, meglio conosciuto come Charlie Chaplin, nasce il 16 aprile 1889 a East Street, nel sobborgo londinese di Walworth. Essendo figlio d’arte, il piccolo Chaplin frequenta sin da piccolo l’ambiente teatrale. Infatti la madre lo istruisce nel canto e nella recitazione. I primi passi sul palcoscenico li mosse assieme a lei a sette anni, quando a causa di un improvviso abbassamento di voce, la madre costretta ad abbandonare il palcoscenico, si fece sostituire in scena proprio dal piccolo Charlie che ottenne un discreto successo.

L’esperienza circense e il primo contratto cinematografico

Fra il 1906 e il 1907 Chaplin lavorò ne Il Circo di Casey, misto di varietà e numeri circensi. L’esperienza gli permise di familiarizzare con il mondo del circo e di entrare nella compagnia di Fred Karno. Dunque è grazie al circo che Chaplin imparò l’arte di esprimersi senza parole. Durante una trasferta oltreoceano della compagnia, Chaplin fu notato dal produttore Mack Sennett, che nel novembre 1913 lo mise sotto contratto per la casa cinematografica Keystone. Era il primo contratto di Chaplin per una casa cinematografica. Nel 1914 Chaplin esordì nell’ancora acerbo mondo del cinema con il cortometraggio Charlot giornalista, prodotto dalla Keystone. In questo film, uscito il 2 febbraio di quell’anno, non indossava ancora i panni del personaggio che lo avrebbe in seguito reso universalmente celebre ed immortale.

Charlie Chaplin: la maschera di Charlot

A rendere Charlie Chaplin celeberrimo, fu la maschera di Charlot. Essa compare per la prima volta nel 1914, nei due cortometraggi usciti quasi contemporaneamente: Charlot ingombrante uscito il 7 febbraio e Charlot all’hotel  uscito il 9 febbraio. La maschera di Charlot divenuta poi riconoscibile da tutti è caratterizzata da bombetta, baffetti e bastone da passeggio, pantaloni e scarpe sformati e consunti. Queste caratteristiche renderanno Charlie Chaplin l’attore più affermato del mondo a partire dal 1915.

Le accuse di filocomunismo e il lento declino

Charlie Chaplin non ha mai reso pubbliche le sue ideologie politiche, nonostante ciò voci lo indicavano come un progressista. Di certo, in molti suoi film aveva analizzato la realtà cupa dei lavoratori, dei poveri e degli emarginati, ed aveva messo in piena luce le contraddizioni della società statunitense. Per questo lo accusarono pubblicamente accusato di “filocomunismo” e divenne uno dei bersagli del movimento innescato dal senatore Joseph McCarthy. La condanna decisiva nei suoi confronti arrivò nel settembre del 1952 per “gravi motivi di sfregio della moralità pubblica e per le critiche trasparenti dai suoi film al sistema democratico del Paese che pure accogliendolo gli aveva dato celebrità e ricchezza”. Dopo la condanna visse un periodo di lento declino personale, ma soprattutto artistico. Da qui la scelta di stabilirsi in Europa fissando la sua residenza in Svizzera.

Nel 1972, torna negli Stati Uniti per ritirare il suo secondo premio Oscar alla carriera. Motivo di tale riconoscimento è “aver fatto delle immagini in movimento una forma d’arte del Ventesimo secolo”. In tale occasione fu protagonista della più lunga ovazione nella storia dell’Academy Awards. L’anno successivo vinse il Premio Oscar alla migliore colonna sonora per il film Luci della ribalta. Il 4 marzo 1975, dopo molti anni di esilio volontario dal suo Paese d’origine, la regina Elisabetta II d’Inghilterra nominò Chaplin Cavaliere di Sua Maestà.

Charlie Chaplin: la morte e la tomba trafugata

Charlie Chaplin morì a Corsier-sur-Vevey  in Svizzera, la notte di Natale del 1977. Tre mesi dopo la sua morte, la notte del 1º di marzo 1978, due profughi, un operaio bulgaro e un disoccupato polacco trafugarono le sue spoglie a scopo di estorsione. I due chiesero un riscatto di oltre un milione di franchi svizzeri a cui la famiglia si oppose. 75 giorni dopo furono catturati, la salma localizzata e recuperata nei pressi del comune di Noville, sul Lago di Ginevra, e interrata nuovamente nel paesino svizzero.



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