Giovane disabile chiede di far montare l’ascensore, insulti e minacce nel condominio

Giovane disabile chiede di far montare l’ascensore, insulti e minacce nel condominio

Roma. Si è ritrovato disabile da un giorno all’altro, dopo un incidente sul lavoro, e dopo aver chiesto e ottenuto l’installazione di un ascensore più funzionale nel condominio, si è trovato un foglio pieno di insulti e minacce anonime.

E’ la storia di Simone Rapisarda, 36enne, sposato con Karolina, padre di due figli. Simone vive a Roma e lavorava come fornaio non lontano dalla casa in zona Centocelle.

L’incubo della famiglia è iniziato lo scorso anno. Simone, dopo una nottata di lavoro, era tornato a casa con un forte dolore alla schiena dopo aver sollevato un peso eccessivo.

Poche ore dopo Simone ha subito accusato una insensibilità alle gambe. I medici, dopo averlo visitato, gli avevano riferito che un’ernia gli aveva lesionato il midollo spinale e che non ci sarebbe stata possibilità di tornare a camminare. 

Simone, dopo due settimane di ricovero all’ospedale San Giovanni, ha passato cinque lunghi mesi di riabilitazione al CTO Andrea Alesini in zona Garbatella. I suoi figli si sono ritrovati il padre improvvisamente disabile e non hanno neanche potuto festeggiare il Natale scorso in casa con lui. La moglie Karolina, però, non si è scoraggiata e ha subito cercato di rimuovere tutti i possibili ostacoli in casa, in modo da consentire a Simone di spostarsi anche con la sedia a rotelle.

La riunione di condominio

Durante la riunione, che aveva visto alcuni assenti, Karolina era riuscita a ottenere il cambio dell’ascensore, per averne uno più grande, utilizzabile anche con la sedia a rotelle.

I lavori di sostituzione dell’ascensore sono stati relativamente rapidi (una ventina di giorni), eppure qualche condominio dei piani superiori ha storto il naso, non potendolo utilizzare per qualche settimana. Sul loro pianerottolo, Simone e Karolina si sono ritrovati un messaggio choc: “Brutto paraplegico del c…o, guarda che estate di m…a ci stai facendo passare. Se quando è finito l’ascensore non lo usi tutti i giorni, ti auguro che oltre al pisello ti si blocchi anche il cervello. Buona giornata”.

La denuncia

Immediata è stata la risposta di Karolina a quel messaggio disumano, scrivendo a mano sul foglio: “Grazie per le parole gentili, a mio marito non funzionano le gambe, a te invece non ha mai funzionato il cervello! Penso che l’ascensore sarà utile a tutti, ma se sei uno con le palle sarai l’unico a non usarlo, vero? Se scopro chi sei ti denuncio, dopo sono c…i veri per te! Questa situazione non è difficile solo per voi ai piani superiori ma anche per noi che dobbiamo usare un macchinario terrificante, ma che c…o ne sai tu della vita difficile, sei un grande imbecille”.

La storia è stata raccontata da Fanpage. Durante l’intervista Karolina ha poi spiegato: “Siamo rimasti allibiti da tanta cattiveria, la nostra è una necessità, non certo un capriccio. Ho sporto denuncia contro ignoti, non porterà a nulla ma sentivo che era doverosa. Spero solo che chi ha scritto quel messaggio possa vergognarsi e capire che la disabilità non avvisa: potrebbe succedere a chiunque e in qualsiasi momento, proprio come accaduto a noi, purtroppo”.

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