Sgombero rom a Giugliano, Sepe: “Finalmente spazio alla vera integrazione”

Sgombero rom a Giugliano, Sepe: “Finalmente spazio alla vera integrazione”

Egregio Direttore,

leggo, su queste Pagine, dell’intenzione da parte dell’Amministrazione giuglianese, di occuparsi finalmente dell’annosa questione ROM, che dopo l’inutile palleggio campo-si VS campo-no, finalmente sembra muoversi verso un percorso seriamente e realisticamente volto all’integrazione ed al multiculturalismo.

Mi permetto di segnalare però, che il progetto, se è convincente nelle sue linee guida, proiettandosi verso il superamento di agglomerati informi, epicentro di criticità insuperabili come i campi ROM, dovrebbe tuttavia essere ancorato ad elementi di controllo formale assai stringenti.

Mi spiego.

L’Amministrazione avrebbe la volontà e prima ancora la necessità di riposizionare sul territorio 57 nuclei familiari. Ebbene la prima indicizzazione, finalizzata al controllo da parte del soggetto erogante del rispetto delle regole, dovrebbe essere costituita dal censimento delle famiglie con figli sottoposti all’obbligo scolastico.

I Servizi sociali cittadini infatti, dovrebbero pretendere, oltre che un regolare contratto di affitto per avere diritto all’erogazione del contributo, anche un certificato di regolarità scolastica da parte dei genitori con figli minori di anni 16 e comunque distribuire equamente la platea beneficiaria negli 8 Circoli di scuola primaria e nei 4 di secondaria di primo grado, affinchè il progetto di integrazione avvenga e non si corra il rischio che ci siano quartieri o zone con un carico maggiore, sia dal punto di vista scolastico che abitativo.

Giugliano si estende per 94 kmq., e 57 famiglie sono un nucleo ogni 600 metri quadri di territorio. Tale esperimento, se affiancato da un generale e regolare controllo della frequenza scolastica, rappresenterebbe un autentico tentativo di integrazione, nell’ottica di una multiculturalità che purtroppo sembra sparire ogni giorno dall’agenda politica di parte sempre maggiore di elettorato, con grave danno delle future generazioni che viceversa, vivranno in un mondo assolutamente più aperto al cambiamento di quanto non ci si renda conto al momento.

Certo i fondi non sono molti, specie se si pensa che 5mila euro per nucleo familiare sono 285mila euro ed il Comune ne avrebbe stanziati 150mila a cui si aggiungono 50mila per i minori che necessitano di assistenza. Spero che i ragazzi, una volta entrati nel circuito scolastico e seguiti seriamente e regolarmente dai servizi sociali comunali, abbiano bisogno di molto meno, ma l’essenziale è che crescano e siano educati unitamente alla comunità locale, frequentando le stesse scuole, fruendo dei medesimi servizi.

Probabilmente una volta allontanatisi definitivamente dal campo (restituendo finalmente la zona ASI agli imprenditori locali) ed entrati in contatto con cittadini che vivono all’interno di normalissimi condomini, le abitudini e le vocazioni ideali di ciascuno dei ROM saranno uguali a quelle di chiunque altro. Con buona pace di chi, come l’ex candidato del centro destra Guarino, confonde le cifre destinate all’eco-villaggio che saranno veicolate in questa maniera, con eventuali politiche abitative che dal 1993, anno nel quale è entrato in Consiglio, sono scomparse dall’agenda politica cittadina senza alcun sussulto da parte di chicchessia, e grave danno per le classi bisognose di aiuto.

Marco Sepe

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