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Ormai mancano pochissime ore e si saprà se il piccolo Julen è vivo o meno. I minatori hanno cominciato a scavare a mani nude a quasi 70 metri di profondità per raggiungere il punto esatto in cui è caduto il piccolo di due anni.

Le speranze ormai sono appese a un filo. A scoraggiare soccorritori e familiari è il tempo: sono trascorsi dieci giorni da quel terribile incidente e dieci giorni sottoterra senza cibo e acqua sono tanti anche per un bambino, senza considerare le condizioni estreme in cui avrebbe trascorso quest’ultimo periodo (freddo, buio, paura).

I genitori di Julen però sono convinti: il piccolo è vivo. Ad assisterlo, in queste ore, ci sarebbe un angelo speciale, il fratello Oliver, morto due anni fa sulla spiaggia di Pedregalejo, precisamente il 14 maggio del 2017. La mamma di Julen e Oliver, quel drammatico giorno, erano in compagnia di sua sorella Annabel e di sua figlia Martina. All’improvviso, Oliver smise di respirare e si accasciò a terra. Purtroppo, nonostante i tentativi disperati di rianimarlo, non ci fu niente da fare, Oliver morì per un arresto cardiaco a tre anni.

Quella terribile tragedia è ancora fresca nella memoria della famiglia, che sta vivendo adesso altri momenti drammatici per il salvataggio di Julen, caduto nel pozzo durante un gioco. Il papà del minore è sicuro: «Nel pozzo con lui c’è il fratellino, ormai un angelo che lo riscalda e protegge. Mia moglie è a pezzi, siamo morti sentendo quello che ci dicevano. In un primo momento dicevano che fosse morto. Ma Oliver lo aiuterà”.

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