arresti roma 21 marzo nomi

Ci sono la camorra napoletana e l’Ndrangheta calabrese nel traffico di cocaina a Roma. Diciannove sono gli arresti (16 in carcere, 3 ai domiciliari) messi a segno ieri tra la Capitale e Napoli e quarantaquattro le perquisizioni a opera di duecento carabinieri che sono intervenuti con elicotteri e l’aiuto delle unità cinofile. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di cocaina, aggravata dall’uso delle armi.

I gruppi criminali individuati dalla DDA sono due, entrambe armate e dedite al narcotraffico, in stretta sinergia tra loro, di cui una di tipo mafioso a connotazione camorristica, capeggiata dai fratelli Salvatore e Genny Esposito, figli di Luigi detto ‘Nacchella’,  e l’altra con a capo Vincenzo Polito, che si avvaleva della collaborazione di esponenti delle cosche di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria, le famiglie Filippone e Gallico, presenti nella Capitale e che operavano tra San Basilio e il litorale.

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Contemporaneamente agli arresti, sono state condotte 44 perquisizioni a carico di soggetti risultanti gravitare nell’orbita dei due gruppi criminali, per lo più residenti nel quartiere romano di San Basilio, ma anche a Napoli, Nettuno e paesi limitrofi a Roma. Si tratta di pusher, vedette e vari galoppini delle associazioni colpite dall’operazione dei Carabinieri di via In Selci e della Procura della Repubblica, D.D.A. di Roma. Sotto chiave sono finiti 25 chili di cocaina, dal valore di 6 milioni di euro, e una revolver calibro 38 e una pista Beretta.

Non è la prima volta che la camorra mette gli occhi sulla Capitale. I precursori sono stati i Moccia di Afragola, poi i Contini dell’Alleanza di Secondigliano e ora i Licciardi. I fratelli Salvatore e Gennaro Esposito gestivano il traffico di droga, entrambi figli del superboss che si trasferì negli anni ’90 a Nettuno e poi a Roma dopo aver stretto il patto con il boss dei Parioli Michele Senese. Le piazze di spaccio alimentate dalla camorra erano via Maiolati, e il litorale romano. Il modello era “Scampia”: capipiazza, vedette e pusher.

I NOMI:

  • Boggiani Beatrice, Roma, classe 1988
  • Borgiani Roberto, Roma, classe 1963
  • Bottiglieri Alessandro, Roma, classe 1971
  • Ciotola Francesca, Napoli, classe 1979
  • Esposito Genny, Napoli, classe 1989
  • Esposito Salvatore, Napoli, classe 1986
  • Filippone Francesco, Melicuccio, classe 1980
  • Giannini Marco, Roma, classe 1979
  • Iovinella Pasquale, Roma, classe 1981
  • Leka Arben, Vlore (Albania), classe 1969
  • Mauti Simone, Roma, classe 1979
  • Mazzullo Alessandro, Oppido, classe 1983
  • Menna Matteo, Roma, classe 1990
  • Mezzatesta Daniele, Roma, classe 1978
  • Perronace Davide, Nettuno, classe 1974
  • Petrucci Daniele, Roma, classe 1980
  • Pierini Gabriele, Roma, classe 1979
  • Polito Vincenzo, Roma, classe 1970
  • Rispoli Giovanni, Napoli, classe 1991
  • Salvatori Daniele, Roma, classe 1977
  • Sparadano Siro, Roma, classe 1985
  • Zogu Arben, Albania, classe 1973
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