Tumori Terra dei fuochi, Basile: “Chiederò di incrementare attività di prevenzione per cittadini della zona”

Tumori Terra dei fuochi, Basile: “Chiederò di incrementare attività di prevenzione per cittadini della zona”

Anche negli spermatozoi  si rilevano i danni degli inquinanti ambientali nella Terra dei fuochi

Non si è ancora spenta l’eco della pubblicazione del Rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sulla maggiore incidenza della mortalità, ospedalizzazione e incidenza tumorale nei Comuni della Terra dei Fuochi in Campania, ed ecco che una settimana dopo viene divulgato  uno  studio preliminare di un  progetto di ricerca “EcoFoodFertility”, ideato e coordinato da Luigi Montano, responsabile dell’ambulatorio di Andrologia della Asl di Salerno, che punta a studiare il liquido seminale di maschi adulti per valutare il grado di contaminazione della popolazione dell’area della terra dei fuochi e individuare i segni più precoci di danno biologico, anche allo scopo di sviluppare programmi innovativi di prevenzione. “I primi risultati emersi da uno studio preliminare e retrospettivo – afferma Montano – indicano una maggiore percentuale di danni al DNA degli spermatozoi nella popolazione maschile residente nei territori della Terra dei fuochi”. Lo studio è stato condotto su 175 uomini in età fertile selezionati di cui 70 residenti in zone ad alto impatto ambientale (Terra dei fuochi ndr) e 105 in zone del basso salernitano e del Cilento a basso tasso d’inquinamento, prelevati su mille casi selezionati. “Trattandosi di uno studio retrospettivo  si è partiti da campioni biologici già acquisiti in laboratori delle zone sotto osservazione (Terra dei fuochi e acerrano da un lato e Vallo di Diano e Cilento dall’altro) nell’ambito di protocolli antisterilità di coppia già precedentemente avviati”. Lo studio ha evidenziato alterazioni del liquido seminale e danni al Dna degli spermatozoi statisticamente significativi in base alla zona di residenza Terra dei Fuochi. Con un’altra tecnica di studio del Dna sono stati poi esaminati altri 33 pazienti. Anche questo secondo gruppo di analisi ha dato conferma del dato.”

Da tale studio una ulteriore conferma che i siti inquinati possono essere una causa o una concausa determinante su molte patologie altamente pericolose per la salute dei cittadini che abitano nelle zone contaminate. Si dirà ancora una volta da parte di alcuni  che scientificamente non è provata la correlazione diretta, ma intanto i dati sui danni alla salute dei cittadini del nostro territorio si vanno accumulando e vanno crescendo in modo esponenziale. Ormai non è più possibile ritardare la Bonifica dei nostri territori.

L’impegno di Fratelli d’Italia su tale scottante problema che incide nella carne viva dei nostri concittadini sarà di denuncia costante e incessante.

Richiederò che il Consiglio Comunale si faccia promotore costante di sollecitare gli Organi Istituzionali preposti alla Bonifica dei siti e approvi un ordine del giorno,  da inviare al Ministro della Salute, al Presidente della Regione Campania, al Presidente della Commissione Sanità della regione Campania, al Commissario della Sanità della Regione Campania, nel quale si chiede che venga incrementata e ampliata l’attività di prevenzione per i cittadini della Terra dei Fuochi, prevedendo uno stanziamento di fondi adeguato. 

Vincenzo Basile

Consigliere Comunale Fratelli d’Italia-AN