Napoli, la parabola degli Esposito: dalle foto con i calciatori al carcere

Napoli, la parabola degli Esposito: dalle foto con i calciatori al carcere

Avevano abbandonato la zona di piazza Mercato, dove erano cresciuti, e si erano trasferiti a Posillipo, per stare tranquilli ma anche per godersi la bella vita, la scalata sociale che comunque avevano realizzato.

Una decisione comprensibile quella dei fratelli Esposito, imprenditori nel mondo dei giocattoli, che piano piano erano riusciti ad inserirsi nella movida della Napoli bene, concedendosi cene in ristoranti esclusivi frequentati da vip. Una scalata che i tre hanno documentato attraverso i propri profili social: foto con calciatori del Napoli del passato e del presente, da Maradona a Reina, da Paolo Cannavaro a Higuain.

Calciatori che erano felici di accontentare i propri sostenitori. Ciò che non sapevano è che però quei tre fratelli avevano rapporti anche con la criminalità organizzata. I tre fratelli Esposito, Giuseppe, Gabriele e Francesco, sono infatti cugini dei Palazzo, ex ras della zona di piazza Mercato, e hanno legami documentati sia con i Mazzarrella che con i Contini. Ed è per questo che sono finiti nel mirino della Direzione investigativa antimafia.

Il motivo è che i tre avevano deciso di aprire una sala scommesse nel loro vecchio quartiere e per evitarne il sequestro avevano deciso di intestarla ad un prestanome, anche lui formalmente indagato. Un’accusa pesante della quale dovranno rispondere, così come dei loro legami con alcuni boss della zona, come ad esempio Ettore Bosti. Fu a lui infatti che i tre fratelli chiesero aiuto per mediare alla richiesta estorsiva di Salvatore Maggio, ex fedelissimo dei Mazzarella resosi autonomo dopo la scarcerazione.

Maggio aveva chiesto ai tre fratelli 1000 euro, non solo a loro ma a tutti i commercianti della zona e addirittura alle piazze di spaccio. Gli Esposito riuscirono ad ottenere uno sconto proprio grazie alla mediazione di Bosti che però ritenne Maggio un ragazzo valido.