Marano-Calvizzano-Mugnano-Villaricca, il pericolo corre lungo via Raffaele Granata

Marano-Calvizzano-Mugnano-Villaricca, il pericolo corre lungo via Raffaele Granata

Hinterland. Via Raffaele Granata, la strada che collega Marano (fine via Falcone) alla circumvallazione di Villaricca fu inaugurata il 5 aprile 2012 (ore 11 e 12 minuti), a distanza di 6 anni dalla posa della prima pietra dei lavori. Da quel giorno è stata teatro di diversi incidenti, perciò il tratto Mugnano- Villaricca è pieno di dossi artificiali. Era stata concepita per ospitare il Micrometrò, il fatidico tram leggero che si sarebbe dovuto agganciare alla stazione di Piscinola della linea 1 del metrò. Un tram già finanziato con circa 30milioni di euro, ma persi per incapacità e mancanza di intraprendenza degli amministratori maranesi che hanno governato Marano tra il 2007 al 2012 . I soldi, infatti, senza che nessuno (sia della società civile, sia del panorama politico e associazionistico locale) si opponesse, furono dirottati sul tratto Piazza Dante-Piazza Bovio del metrò collinare.

“Fossi stato io al governo cittadino – dice l’ex sindaco Bertini – avrei fatto le barricate, chiamando il popolo alla ribellione civile”.

La strada doveva essere larga otto metri per tutta la sua carreggiata, invece in alcuni tratti  ricadenti nel territorio di Mugnano e di Villaricca, si è ristretta di tre metri e, sull’ultimo spezzone (quello che fuoriesce sulla cosiddetta “strada americana”), anche di quattro metri. Tutto questo perché, come  spiegò l’ex assessore all’Urbanistica e ai Lavori pubblici di Marano, Biagio Sgariglia, sarebbe subentrato il problema della conduttura della Snam rete gas: per incamiciarla, infatti, sarebbero occorsi circa 400mila euro che non si sapeva da dove reperire, per cui si preferì restringere la carreggiata.

“In realtà il vero problema – come ci conferma un tecnico del Comune di Marano – è che non si è avuto il coraggio di abbattere qualche stabile che è stato costruito sull’area di sedime della strada, in pratica di proprietà demaniale”.

Eppure se si pensa ai soldi sborsati da Marano per l’opera, subentra una gran rabbia non vedervi poi più sfrecciare il tram leggero.

Una strada costata al Comune di Marano, tra lavori e spese di progettazione, un milione e 750mila euro (solo 100 mila euro sono occorsi per i lavori di scavo e recupero reperti archeologici), ai quali vanno aggiunti 125 mila più iva (erano inizialmente 185 mila più iva, prima che si addivenisse a una transazione bonaria, condotta dall’avv. Onofrio Fioretto, incaricato dall’ex sindaco di Marano Mario Cavallo), da spalmare in 19 anni, per canoni non versati dal 2002 al 2011 a MetroCampania nord est, proprietaria della strada, data in concessione ai 4 comuni. Inoltre, per la concessione in uso del tratto di strada (poco meno di un chilometro), che ricade sul territorio maranese, il Comune versa, sempre a MetroCampania, un canone annuale di 7.858 euro, comprensivo di iva, soggetto a rivalutazione istat su base annua. Calvizzano, interessata per appena 200metri, versa circa mille euro all’anno di canone, Mugnano (1km e 400 metri) versa poco più di 8mila euro di canone e Villaricca (circa 250metri) versa poco più di mille euro. I Comuni, ognuno per le sedi stradali di propria pertinenza, sono responsabili civilmente, penalmente e amministrativamente nei confronti di terzi. Sono altresì responsabili, sempre per le tratte di competenza, dei lavori ordinari e straordinari di manutenzione e dell’illuminazione.

“Questa strada – aggiunge Bertini –  è un autentico aborto, perché non ha niente a che vedere con l’idea originale. La mia amministrazione la concepì unicamente perché doveva passarvi il Micrometrò. Decidemmo, infatti, di accollarci, come Comune, tutte le spese, perché ci sarebbero state poi rimborsate dalla Regione in seguito al finanziamento del tram leggero, che doveva servire per liberare la nostra città dall’asfissia del traffico, visto che non avevamo più nessun collegamento rapido con le vie di grande scorrimento. Nell’idea progettuale (così come risulta anche nel progetto definitivo redatto dalla Progin-Sintra per conto della Regione e costato circa 400mila euro) doveva essere percorsa a senso unico con tempi di percorrenza di tre- quattro minuti. Adesso è un’autentica gimkana, dove bisogna fare attenzione quando è a senso unico o  doppio senso, e,  in alcuni tratti, è diventata una strettoia.

Di Domenico Rosiello