Mallardo e politica, rivelazioni choc del pentito Pirozzi: “Ogni consigliere era legato al clan”

Mallardo e politica, rivelazioni choc del pentito Pirozzi: “Ogni consigliere era legato al clan”

Napoli. E’ un fiume in piena il pentito dei Mallardo, Giuliano Pirozzi. Nell’ambito del processo ai danni di Mimi’ ‘O Pesante e dei rapinatori del clan Mallardo celebrato ieri al Tribunale di Napoli, il collaboratore di giustizia ha fatto delle inquietanti rivelazioni sugli intrecci tra camorra e politica nel consiglio comunale di Giugliano.  “Tutti i consiglieri comunali erano legati al clan”, ha dichiarato. “Noi avevamo dato l’imput a ciascuno di loro, oltre a conferirgli le deleghe”. E nel dichiararlo Pirozzi non risparmia nomi e cognomi e le rispettive appartenenze.

Le percentuali. Gli accordi tra politica e camorra erano ovviamente economici. “Tutti gli appalti erano pilotati dal Clan Mallardo – ha rivelato il pentito interrogato dal pm Ribera – io chiudevo il pacchetto. Per presentarsi a una gara, ogni ditta doveva versare un 5 % al clan e un altro 5 % alla politica. Questo gli assicurava una polizza per cui nessuno gli poteva fare niente. Io avevo avuto l’incarico da Feliciano Mallardo, dal 2008 in modo definitivo quando vinse Pianese”.

Gli ordini di scuderia. Le influenze del clan si facevano avvertire sempre, anche in campagna elettorale. “Anche prima, durante le elezioni del 2003, capimmo che Umberto Sequino non doveva vincere. Ci fu l’ordine di scuderia che ognuno poteva votare chi voleva e vinse una brava persona come Francesco Taglialatela”. Dalle sue dichiarazioni, Pirozzi però fa capire che il clan aveva comunque voce in capitolo nella composizione della giunta: “Furono nominati quattro assessori per dare una parvenza di legalità”.