Giugliano, blitz alle “casette rosse”. Ecco come funzionava il mercato del sesso

Giugliano, blitz alle “casette rosse”. Ecco come funzionava il mercato del sesso

Preservativi, dildo, salviette imbevute. E poi loro: dieci ragazze bellissime di origine sudamericana in “vetrina”, pronte ad essere scelte dal cliente di passaggio. Queste le “casette rosse” di via Ripuaria, tra Varcaturo e Qualiano, così soprannominate per il colore rosso pompeiano delle facciate e degli interni.

Il sistema delle “vetrine”. E proprio come un lupanare dell’antica Pompei, la casa del sesso attirava clienti da tutto l’hinterland. Gli automobilisti parcheggiavano all’interno, poi scendevano a piedi e passavano in rassegna le finestre dove le prostitute si mettevano in mostra seminude, o in lingerie, per poi essere “selezionate”. Una volta che domanda e offerta si incontravano, cliente e “lucciola” si recavano all’interno di uno dei 4 bilocali provvisti di tutto l’occorrente: luci soffuse, giochi erotici e un letto a due piazze. Il momento di piacere costava 50 euro per la prestazione base. Dieci o venti euro in più se il cliente aveva qualche richiesta “aggiuntiva”.

Il sequestro e le denunce. Nell’ambito del blitz sono state denunciate 3 persone, titolari delle “casette rosse”. Sotto chiave anche i 4 bilocali a luci rosse. Si tratta del secondo blitz anti-prostituzione condotto dai militari dell’Arma di Giguliano dopo quello di ieri. L’operazione ha messo in luce l’esistenza, a Giugliano, di un mercato del sesso molto attivo e radicato sul territorio. Un mercato in evoluzione, a costi contenuti.

Internet e Sudamerica. Non più nigeriane o ragazze dell’Est Europa a Giugliano. Ma giovani sudamericane disposte a vendersi per poche decine di euro. Brasile, Santo Domingo, Cuba, Colombia. I paesi di provenienza sono cambiati. Il sesso del litorale domitio è diventato più esotico. Il primo contatto avviene su internet, grazie a siti di annunci dove le prostitute pubblicano numeri di telefono nascondendosi dietro nomi fittizi e foto ammiccanti. Al cellulare i clienti si informano, chiedono i prezzi. Poi scatta l’appuntamento, infine l’incontro dal vivo. Ciò che non cambia è l’ombra della camorra, che muoverebbe, da dietro le quinte, un business da milioni di euro.