“Fermiamoci un attimo al bar”, gli ultimi momenti di vita di Anastasia prima di morire

“Fermiamoci un attimo al bar”, gli ultimi momenti di vita di Anastasia prima di morire

Casoria. La città di Crispano è ancora sotto choc per la morte di Anastasia Donadio, 21 anni, travolta e uccisa da un’autovettura impazzita la scorsa notte sulla statale Sannitica a Casoria. A guidarla Francesco Mocerino, aviere 23enne dell’aeronautica militare, rintracciato e arrestato dai carabinieri un’ora dopo.

“Fermiamoci un attimo al bar”, aveva detto Anastasia Donadio in auto, in compagnia di due amiche. Una sosta che le è risultata fatale. La 21enne entra nel bar, aperto tutta la notte e ancora affollato, nonostante la tarda ora. Va in bagno, poi esce, si dirige verso l’auto parcheggiata sull’altro lato della carreggiata. Un metro prima di toccare il marciapiede, viene travolta dall’auto in corsa. Le due amiche si voltano: in una frazione di secondo non vedono più Anastasia.

A quel punto capiscono tutto: Anastasia è stata travolta, il suo corpo è lì, a 10 metri di distanza, sbalzato dall’auto in corsa. I soccorsi del 118 arrivano con diversi minuti di ritardo. Per la 21enne non c’è più niente da fare. Le amiche capiscono, cominciano ad urlare per la disperazione. Accorrono passanti e altri parenti della ragazza. Scattano subito le indagini dei Carabinieri, che ritrovano l’auto abbandonata a Cardito, col parabrezza sfondato.

Francesco Mocerino viene trovato nel letto della sua abitazione, ancora stordito dall’alcool. Tranquillo, sereno, come se non fosse successo niente. Ora dovrà rispondere di omicidio stradale, guida in stato di ebbrezza e omissione di soccorso. Rischia 18 anni di reclusione.

Foto: a sinistra Anastasia Donadio – a destra Francesco Mocerino

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