Afragola, l’ombra dei rifiuti tossici sull’alta velocità

Afragola, l’ombra dei rifiuti tossici sull’alta velocità

Un progetto avveniristico, la “Porta del Sud“, uno snodo cruciale che entro il 2022, stando alle dichiarazioni ufficiali, dovrebbe portare passeggeri a Reggio Calabria, Bari e perché no, anche a Messina. Così si presenta la TAV di Afragola, inaugurata il 6 giugno scorso alla presenza del premier Paolo Gentiloni.

Eppure quella che dovrebbe essere la più bella stazione al mondo, progettata dalla compianta architetta Zaha Hadid, è già nella bufera. Il sogno si è infatti subito scontrato con la realtà. Infatti, in una stradina di campagna, non lontana dalla stazione, che è costata circa 100 milioni di euro, è spuntata un’auto semisotterrata. Un rifiuto speciale che di certo non andava smaltito lì e che ha acceso il sospetto su possibili sversamenti illeciti. Tanto che la Procura di Napoli Nord ha aperto un’inchiesta.

Del resto l’opera sorge proprio nel cosiddetto “Triangolo della morte“, cioè in quella cinta di comuni a Nord di Napoli, nella quale la camorra per anni ha smaltito illegalmente rifiuti tossici provenienti dal Nord Italia e dall’Europa. Rifiuti che potrebbero essere stati interrati proprio nella zona della TAV.

Già nel 2007 in realtà la Procura scoprì del catrame bituminoso nei pressi dei binari, provenienti in gran parte dallo stesso cantiere dell’alta velocità. Mentre nel 2016 tonnellate di rifiuti industriali furono trovate in località Cinquevie, non distante dalla nuova stazione. La zona sarà quindi posta sotto osservazione, a cominciare dal parcheggio, che giovedì è stato già posto sotto sequestro perché non c’era la documentazione necessaria a giustificarne l’apertura.

Ad aggravare ulteriormente il tutto è arrivato poi l’acquazzone di sabato scorso, che ha messo a dura prova la tenuta della struttura, causando dei danni. Infatti una telecamera è stata danneggiata e il tunnel centrale che porta ai binari si è allagato, con gli addetti alle pulizie che armati di secchi e ramazze hanno cercato di porre rimedio, tra le lamentele generali.