87 pagine per cambiare Giugliano. Ecco il programma di Poziello

87 pagine per cambiare Giugliano. Ecco il programma di Poziello

Il presente documento è redatto ai sensi dell’art. 46 del Testo Unico sull’ordinamento degli Enti Locali (TUEL) approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 ed anticipa temi e contenuti che saranno ulteriormente definiti nel Documento Unico di Programmazione (D.U.P.).

La città da reinventare
“A volte le città dilagano, incontenibili, oltre il loro confine ed oltre le loro stesse ragioni. Della forma che le ha segnate per molto tempo rimane un nucleo, quasi introvabile, stravolto dal peso delle funzioni acquisite e dai moti continui di chi vive ormai altrove ma lì continua a tornare.
Dell’equilibrio tra un interno ed un esterno della città rimane solo il ricordo e la traccia in qualche via o in qualche toponimo ostinatamente tramandato.
Quello che si riversa tra filari d’alberi sopravvissuti, canaloni o avvallamenti, è piuttosto un magma indistinto che sembra trascinare con sé ogni cosa, un’eruzione senza fine che se dai nuclei storici si dipana, da essi, sovvertendo ogni equilibrio precedente, strappa anche ogni valore per disperderlo in un intorno in cui sono solo le quantità a prevalere.
Quella colata avanzante di case mai finite, di strade cieche, di asfalti erosi, di geometrie banali ha sostituito la campagna vera e propria (spesso ridotta a residuo) nel circondario della città.
Ogni idea di bellezza ha lasciato questi luoghi e una tale mancanza non è certo controbilanciata da una maggior disponibilità di funzioni.
Non si può dire che non esista un ordine perché ogni soluzione è scontata, ogni posizione prevedibile, ogni scelta appiattita dalla precarietà o dalle norme. Ma se di ordine si tratta, è del genere peggiore, di quello che moltiplica il cattivo gusto e l’arbitrio.
Non si può dire che non esista un profilo. La città ha il suo profilo e lo si può percepire dai suoi edifici più alti, ma è un profilo dove ciò che svetta segnala più frequentemente un abuso che un’eccellenza e dove ciò che emerge dal suolo ricorda più la pietrosità diffusa delle campagne aride che non il tessuto urbano di una città.
E’ questo paesaggio ad imporsi, in mancanza d’altro, come modello del vivere urbano o per meglio dire di quel vivere di confine che ha perso la campagna e non ha saputo ricreare la città.
Per lungo tempo, e ancora oggi, di questo fenomeno si sono percepiti gli aspetti sociali, economici o penali, si sono analizzati i processi, spiegate ragioni senza accorgersi che dal punto di vista della forma, dell’estetica, la città illegale e quella legale non si differenziavano poi molto e che ciò che, nel groviglio delle leggi e nelle posizioni di principio, si era perso era la capacità di dar vita a modelli alternativi, di sperimentare non solo nuovi usi, ma anche nuove forme per l’universo urbano.
Oggi nessuna teoria, nessuna ricetta sono in grado di costituire con certezza un rimedio. Non serve invocare una palingenesi improbabile. Serve una nuova attenzione, una nuova conoscenza, una nuova scala di valori, modelli utilizzabili e leggi che nascano dalle condizioni reali dei luoghi.
Ma serve soprattutto riflettere sulla possibilità di attribuire alla città un’estetica che parta, nel bene e nel male, dalla condizione attuale.
E la condizione attuale, in cittadine come Giugliano, è fatta di nuclei storici sopravvissuti e delle nuove espansioni, delle cose salvate e delle ferite inferte al territorio, di quello che il paesaggio era e di ciò che è diventato.
Sarebbe miope non accorgersi che in questi anni qualcosa di essenziale si è perso, e non mi riferisco solo a luoghi fisici, ma anche ad attitudini, sensibilità, senso di appartenenza, ma sarebbe ancor più miope la rinuncia a considerare ciò che oggi esiste come il terreno di un grande lavoro di ricomposizione di un’immagine a cui finalizzare ogni azione.
Nuove costruzioni o demolizioni, recuperi ambientali o riconversioni non avrebbero infatti alcun peso se non associate ad un’idea generale di ricostruzione di una nuova e sopportabile immagine urbana”.
Ciò che vi ho appena letto è un estratto dell’introduzione al volume “Ripensando il Litorale domitio”, a firma di Alberto Ferlenga, Coordinatore scientifico del Seminario internazionale di progettazione di cui quel volume raccoglieva gli atti, le idee, i progetti, le riflessioni.
Il resoconto di un lavoro ambizioso che dal settembre 1998 al marzo 1999 aveva gettato le basi per una possibile trasformazione di una parte importante della città, mettendo insieme urbanisti internazionali ed architetti locali, per una ambiziosa programmazione degli interventi urbanistici, di gestione dell’urbanizzazione spontanea e non di quell’area, di recupero ambientale, che giungeva ad ipotizzare la creazione di un bioparco tra Licola e Varcaturo e di un ardito sistema di fitodepurazione attraverso la messa a sistema delle acque: lago, canali, laghetti frutto dell’estrazione più o meno abusiva della sabbia.
Mettendo insieme un documento che poteva essere il punto di partenza per il nuovo P.U.C.. Di quel lavoro, di quello sforzo, al di là del valore stesso del seminario, ed anche di quanto prodotto dall’allora ufficio di piano, si è persa ogni memoria. Anche fisica.
Gli interventi successivi, gli strumenti adottati, a mio giudizio -parziale finché si vuole- non hanno avuto il merito di provare a “ricostruire una nuova e sopportabile immagine urbana” e neppure a definire un vero progetto di città.
Si è proceduto invece con interventi anche economicamente significativi, ma non rispondenti ad alcuna visione strategica della città o, meglio, delle città da costruire sui nostri 94kmq. Di cui è testimonianza anche la progettazione relativa al PIU Europa, nel cui merito non mi addentro, ma che poco mi ha entusiasmato e poco mi entusiasma.
Da quel seminario, dal metodo che suggeriva vorrei ripartire oggi nella ridefinizione anche degli strumenti urbanistici, delle linee strategiche di sviluppo, nella redazione del D.U.P. (Documento Unico di Programmazione) e nella rivisitazione del D.O.S. (Documento di Orientamento Strategico ). Con il coinvolgimento vero già dalla definizione delle progettualità relative alla nuova programmazione 2014-2020 del partenariato locale e dell’intera città. All’insegna della partecipazione, ovvero della condivisione delle scelte, che debbono fare leva sul confronto, sulla collaborazione con gli attori politici e sociali, gli esperti, le Associazioni di categoria. Partendo dall’organizzazione di workshop tematici, fino a giungere ai tavoli di partenariato locale ed ai laboratori di progettazione partecipata.
Cogliendo l’occasione della redazione del nuovo P.U.C. e dell’avvio del nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 per la ricostruzione di una nuova e sopportabile immagine urbana.

La rigenerazione urbana
Di fronte ai cambiamenti sociali, economici e culturali in corso, le città sono chiamate a modificarsi e riorganizzare lo spazio abitato in base a nuovi principi e a nuove logiche di sviluppo: da questo punto di vista i “vuoti urbani” e gli spazi non più utilizzati si offrono come opportunità per ripensare le funzioni del territorio sviluppando nuove sinergie tra pubblico, privato e sociale.
Il tema vero per una città come quella di Giugliano, che ha avuto uno sviluppo caotico, marasmatico, frutto di edilizia spontanea e di una programmazione inadeguata quando non inesistente, è quello della rigenerazione urbana.
Lo sviluppo della città oggi dipende dalla capacità di reinventare l’uso degli spazi mettendo a sistema interessi e opportunità di diversa natura.
Un progetto di rigenerazione urbana è, prima di tutto e soprattutto, un progetto di raccordo e combinazione tra diversi elementi costitutivi della realtà urbana, ed in particolare tra quelli che costituiscono l’hardware (i fattori fisici, materiali, ambientali, infrastrutturali…) e il software (i fattori sociali, le reti immateriali, le dinamiche economiche, culturali, …) della città.
Va modulato agendo su più livelli, perseguendo obiettivi plurimi e attivando strategie diversificate, da intendersi dunque nel senso più stretto di “city making”, volutamente contrapposto al “city building” (che enfatizza la prevalenza quasi esclusiva degli aspetti di costruzione fisica della città).
L’oggetto di attenzione non è più dunque la costruzione ex novo di parti della città e nemmeno la sostituzione puntuale di alcune componenti del tessuto esistente: il problema è ben più complesso, si tratta di ricreare, reinventandole, le molteplici qualità proprie dell’ambiente “urbano”, catalizzando risorse e provando a rendere questa sfida “interessante” (in senso stretto) per attori diversi.
Occorre la capacità di elaborare visioni attribuendo a queste concretezza e operatività, lavorando a combinare in modo strategico risorse, problemi e opportunità di diversa natura che si presentano nella città.
E’ necessario, quindi, aprire una nuova fase costituente e strategica che vada nella direzione di creare una piattaforma urbana con un ruolo di centralità geografica e di cerniera territoriale-strategica fra la provincia di Napoli e di Caserta. Con la configurazione di un polo attrattivo e di un sistema efficiente, competitivo ed ecologico, in grado di giocare un ruolo importante su scala regionale, partendo dalla dotazione esistente di risorse culturali, storiche ed ambientali. Al contempo incentivando le filiere economiche e produttive alternative come l’agricoltura multifunzionale ed ecosostenibile, la produzione di energia pulita, l’innovazione applicata ai servizi per la cittadinanza e l’offerta di servizi superiori.
Il tutto, al fine di rendere la Città protagonista nella costruzione di reti economiche ed istituzionali alle diverse scale, in un’ottica di sostenibilità, vivibilità e convivenza urbana.
Il progetto di Città a cui penso deve contemperare la necessaria tensione fra la prospettiva e le traiettorie del futuro con le sfide da affrontare nell’immediato, attraverso un rapporto con il sistema economico e produttivo e con l’ambiente, che sappia stimolare nuove filiere di ricerca, innovazione, lavoro ed occupazione. E’ per questo che occorre un “nuovo inizio” per liberare l’intelligenza e le energie della Città presenti nelle forme associate e fra i cittadini, attraverso politiche di partecipazione e cittadinanza attiva basate sui principi di solidarietà, sussidiarietà e responsabilità sociale.

Giugliano 2020
La proposta di Piano Operativo del FESR Campania 2014-2020 va ben oltre la logica per molti versi limitata e limitante del quasi concluso PIU Europa e ha un obiettivo fondamentale che non possiamo che far nostro: accrescere la qualità di vita ed il benessere della popolazione. E lo fa declinando azioni integrate di sviluppo urbano e per la prima volta affidando alle città medie come la nostra interventi che spaziano dall’innovazione e ricerca, alla competitività dei sistemi produttivi, agli aiuti alle imprese, alla promozione di servizi sociali innovativi, fino al riuso di vecchi immobili, passando per l’efficientamento energetico ed i trasporti sostenibili.
La Regione Campania, attraverso la realizzazione della strategia integrata per lo sviluppo urbano, intende migliorare la qualità della vita nelle aree urbane attraverso quattro driver:
a) contrasto alla povertà ed al disagio (anche attraverso il rafforzamento delle attività economiche);
b) valorizzazione dell’identità culturale e turistica delle città (tutelando l’ambiente e promuovendo l’uso efficiente delle risorse);
c) miglioramento della sicurezza urbana;
d) accessibilità dei servizi per i cittadini.
I quattro driver vengono declinati in un quadro strategico complessivo di sviluppo della competitività e dell’innovazione delle città, rappresentato dall’attenzione posta sullo sviluppo di nuove imprese, sul rilancio di quelle esistenti e sulla ricollocazione dei lavoratori. Un’ulteriore attenzione è poi riservata alla valorizzazione delle risorse culturali e turistiche delle città, che possono rappresentarne fonte di sviluppo.
La strategia per lo sviluppo urbano sostenibile articolata nella proposta di P.O. FESR Campania si articola attraverso l’Asse X “Sviluppo Urbano Sostenibile” che identifica le 19 città medie (tra cui Giugliano) quali potenziali aree target e assegna loro una specifica riserva di risorse nell’ambito degli altri Assi del programma.
E’ evidente che i quattro driver individuati dalla proposta di P.O. FESR troveranno precisa e puntuale trasposizione nelle politiche locali messe in campo dall’Amministrazione comunale, che sta si renderà promotrice, nell’ambito degli interventi di riqualificazione urbana, unitamente ad altre città, dell’attivazione di un Grande Progetto per il Litorale Domitio, che vada oltre l’indispensabile obiettivo del disinquinamento delle acque e provi a ridisegnare la linea di costa compresa tra Pozzuoli, Giugliano e Castelvolturno, affrontando il nodo degli abusi edilizi, che in buona parte insistono su aree ex ONC di proprietà regionale, e crei le condizioni per il rilancio turistico e il recupero di vivibilità e sostenibilità ambientale di quella che costituisce di fatto una città a sé. Un strategia integrata di area vasta capace di dare sviluppo e risanamento ad un’area tra le più felici ma tra le più degradate, approfittando della contingenza favorevole di una domanda turistica che, anche a causa delle turbolenze medio-orientali e del basso mediterraneo in genere, guarda alle nostre coste con sempre maggiore interesse.

La città delle grandi opere
Sarà necessario completare il Programma Integrato Urbano PIU Europa. Tale programma prevede la realizzazione di diverse opere pubbliche mediante l’utilizzo di fondi europei. Il Comune svolge il ruolo di “organismo intermedio” nell’ambito dei programmi di finanziamento delle opere con i fondi regionali POR – FESR 2007/2013.
Per quanto riguarda i lavori previsti nel programma PIU Europa, le opere oltre i 5 milioni di € saranno concluse con il trasferimento delle attività previste oltre il 2015 al programma 2014 – 2020, in applicazione del Decreto Dirigenziale della Regione Campania n° 99 del 2015.
Relativamente alla Valorizzazione Centro storico – Corso Campano, i lavori riguarderanno il completamento del “praedium romano” (parte di corso Campano da vico Purgatorio a Piazza San Nicola), la fine di via Colonne e l’intervento sul “praedium medioevale” (Via Giardini, Via Mazzini, Via S. Anna, ecc.).
Per quanto concerne la Riqualificazione Urbana della Zona Via Campopannone-Via Epitaffio e Centro Sportivo Anthares, i lavori si concluderanno nei primi mesi del 2016.
Considerato che nell’ambito dell’Accordo di programma sottoscritto con la Regione Campania il 27.10.2014, il Comune ha consentito alla Regione Campania una ulteriore certificazione di oltre 14 milioni di euro, ben 11 milioni saranno riassegnati al Comune come rimborso delle predette somme.
Con tali somme si potranno realizzare ulteriori opere, quali:
a) parcheggi a servizio della istituenda ZTL del Corso Campano (lato Piazza San Nicola e lato Via San Rocco)
b) riqualificazione urbana zona Via Oasi del Sacro Cuore;
c) realizzazione opere già a suo tempo “promesse” come finanziamento PIU Europa e mai entrate negli accordi di programma, quali: Centro Remiero e Centro Sportivo in Via Madonna del Pantano;
d) il rifacimento delle chiese della Maddalena e di San Rocco, nonché di quella di Santa Maria della Purità (Il purgatorio);
e) parte degli interventi previsti per la Collegiata di Santa Sofia (le risorse attualmente stanziate sono insufficienti per l’intervento);
Si concluderanno altresì entro l’estate del 2016 tutte le ulteriori opere previste nel programma PIU Europa del 27.10.2014:
a) Sistemazione sede stradale di Via Ripuaria dall’incrocio di Via Carrafiello all’incrocio di Viale dei Pini Nord;
b) Rifacimento manto stradale di alcune strade del centro di Giugliano: C.so campano, Via Spazzilli, Via I Maggio;
c) Realizzazione Piazzetta antistante Chiesa di San Luca;
d) Lavori di sistemazione di Via del Forno, Via Vastarella e traverse, Via Limitone;
e) Centro di raccolta – Via Selva Piccola;
f) Progetto videosorveglianza immobili Comunali;
g) Sistemazione e adeguamento impianto elettrico Mercato Ortofrutticolo Comunale in Via S.M. a Cubito;
h) Centro di raccolta di Via Domitiana;
i) Ampliamento del Cimitero esistente;
j) Realizzazione di una nuova area mercatale per la fiera settimanale;
k) Adeguamento alle vigenti norme di sicurezza e interventi di riqualificazione della struttura scolastica 1° Circolo Didattico – Scuola Elementare e Materna -di Piazza Gramsci;
l) Adeguamento alle vigenti norme di sicurezza e interventi di riqualificazione della struttura scolastica Scuola Media G.M. Cante in Via Vaccaro.

Infine, con i fondi comunali resisi disponibili con il trasferimento sui fondi europei di risorse prima impegnate con i fondi comunali, sono stati inseriti nella nuova programmazione triennale dei LL.PP. anche le seguenti opere:
a) Adeguamento del fabbricato denominato ex scuola dell’infanzia Montessori (beni confiscati Rea);
b) Ammagliamento della rete idrica comunale via Arco S.Antonio – Estendimento rete idrica via S. Maria a Cubito;
c) Sistemazione marciapiedi di Via Ripuaria dall’incrocio con Via Carrafiello all’incrocio con Viale Pini Nord – Completamento;
d) Realizzazione di una nuova area mercatale per la fiera settimanale – Secondo Lotto Funzionale.
Per quanto attiene le Opere stradali per il collegamento della base Nato, nel 2016 si avvieranno i lavori stradali previsti dal protocollo NATO e finanziati con delibera CIPE 62/2011 e con il Decreto Dirigenziale della Regione Campania 145/2015 per un totale d 10 milioni di euro.
Nel medio periodo, si provvederà alla realizzazione delle Opere idrico – fognarie a servizio della zona litoranea eseguite direttamente dal Comune.
Per quanto riguarda il protocollo d’intesa per l’infrastrutturazione dell’area a servizio della base Nato, il Comune di Giugliano, oltre a svolgere il ruolo di soggetto attuare di alcuni interventi è anche organo di controllo dell’intero protocollo.
La Regione Campania, così come previsto dalla Delibera CIPE 8/2012, dovrà finanziare circa 30 mln € a favore del Comune, così suddivise:
1) Opere di cui al quadro B del Protocollo infrastrutturazione base Nato, Delibera CIPE 8/2012 – 26,5 milioni di euro di cui:
a) 13,5 milioni di euro con soggetto attuatore il Comune di Giugliano per: Collettore Viale dei Pini; Potenziamento collettore emissario a servizio dei comuni di Villaricca, Giugliano e Qualiano; Rifunzionalizzazione della rete dei canali naturali per lo scarico delle acque di bonifica;
b) 13 milioni di euro con soggetto attuatore Sogesid per alimentazione idrica di Licola – Lago Patria e della Circumvallazione.
2) Trasferimento economie di gara dei lavori del serbatoio Monteleone per opere fognarie (2,6 milioni di euro).

Sono già finanziati (soggetto attuatore Sogesid), ed a livello di progettazione definitiva, le opere di collettamento di via S. Nullo, Madonna del Pantano via Grotta dell’Olmo mentre è in fase di collaudo il Serbatoio di Monteleone.
Inoltre, la Programmazione Regionale 2014-2020 dovrà garantire altre importanti opere di risanamento igienico sanitario come di seguito descritte:
3) Attuazione della Delibera di G.R. 708 del 10.12.2012 per finanziare le seguenti opere:
– Collettore fognario a servizio del territorio di Giugliano: zona Casacelle- Auchan – Mercato Ortofrutticolo – Area ASI – 12.500.000,00 €;
– Collettore fognario di Via Napoli – Via Appia a servizio dei comuni di Mugnano, Giugliano, Melito e S. Antimo – 10.850.518,00 €;
– Derivatore di collegamento tra il collettore Spinelli ed il collettore Secondigliano – Volla – 7.056.911,00 €.
Infine, il Comune ha partecipato con un proprio studio di fattibilità, che prevede opere per 37 milioni di euro, al bando Rendis del Ministero dell’Ambiente per realizzare le opere di mitigazione del rischio di alluvione dell’area costiera complete della sistemazione del Canale Croccone.
2) La Regione Campania dovrà completare le seguenti opere fognarie:
– Il Collettore Circumlago Patria e completamento allaccio al depuratore di Cuma (dalla circumflegrea fino all’impianto) – opera ereditata dal Commissariato Bonifiche e Tutela delle Acque e non conclusa (per questa attività il Comune di Giugliano si è offerta di subentrare alla regione, portando a termine le opere ed assumendone la gestione);
– La Fognatura sulla strada statale Appia (opera Metrocampania) – opera iniziata dalla EAV e non conclusa.
Nel Lungo periodo, il Protocollo di intesa per l’infrastrutturazione della base Nato prevede il collegamento ferroviario delle due linee metropolitane che interesano la città (una passante per il centro cittadino e l’altra per la zona di Licola, al confine con Pozzuoli).
Il finanziamento previsto è di 100 milioni di euro e, pertanto, non potrà che rientrare nella più generale riprogrammazione dei trasporti pubblici in Campania appena avviata.
Nel corso del 2016 saranno inoltre realizzati i seguenti interventi:
a) Lavori di sistemazione del piano stradale e marciapiedi di vico Rosa e via Innamorati (tratto dall’incrocio via I Maggio fino all’incrocio con via Limitone);
b) Adeguamento strutturale scuola media Basile corso Campano –piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici L. 289/02, art. 80 – delibera CIPE n. 143/06;
c) Realizzazione della strada di circuitazione del Cimitero di Giugliano – Collegamento di via Verdi con via Giugliano Parete 2° Stralcio;
d) Lavori di sistemazione sede stradale via Tenente Basile;
e) Ampliamento area cimiteriale;
f) Adeguamento locali immobili ubicato al Centro remiero di Lago Patria da destinare a Caserma dei Carabinieri;
g) Lavori di costruzione scuola media in via Madonna del pantano – 15 aule;
h) Sistemazione della sede stradale e rete fognaria di via Licante, tratto Corso campano da Piazza Annunziata a via I Maggio, via Literno e traverse;
i) Lavori marciapiedi di via Ripuaria;
j) Lavori Di Sistemazione Delle Strade Rurali Via Pagliaio Del Monaco E Via Arco S. Antonio – 1° Stralcio;
k) Realizzazione strada di collegamento tra Commissariato di Polizia di Stato ed ex strada SS. 7bis e adeguamento fognario;
l) Realizzazione loculi cimiteriali piano interrato struttura sociale;
m) Sistemazione stradale via Ippolito Nievo;
n) Lavori di realizzazione della Scuola Materna – Succursale 4° Circolo Didattico via Ripuaria;
o) Lavori di rifacimento dell’attraversamento Alveo Camaldoli altezza Via Ripuaria incrocio Via Gelsi;
p) Lavori di manutenzione straordinaria bene confiscato via Dante Alighieri;
q) Sistemazione sede stradale e fogna Via F. lli Maristi, e trav., Via G. Di Vittorio e Trav. Via Basile e Trav., Via S. Allende e Trav. , Via A.M.Pirozzi ;
r) Sistemazione sede stradale e rete fognaria Via San Luca, via S. Gregorio Magno, via San Sebastiano, via Paganini, via Padre Vasca, Via D. Morelli.

La città felice
Nella presentazione de “Le città invisibili”, Italo Calvino scrisse che “le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono i luoghi di scambio come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi. Il mio libro si apre e si chiude su immagini di città felici che continuamente prendono forma e svaniscono, nascoste nelle città infelici”.
Quella che vorrei riconsegnare al termine del mio mandato non è, come giuravano gli amministratori ateniesi, semplicemente una città migliore. Bensì una città tanto migliore quanto felice.
Una città che possa essere visibilmente più vivibile. Più umana, a dimensione di bambino, di anziano. Un luogo dove si possa desiderare vivere e dal quale non voler scappare più.
Questa è la nostra scommessa: trasformare le periferie in pezzi di città felice. Come fare? Disseminandole di luoghi per la gente, punti d’incontro e aggregazione, dove si celebri “il rito dell’urbanità”. Fecondando con funzioni pubbliche quello che oggi è un deserto affettivo. La città che funziona è quella in cui si dorme, si lavora, ci si diverte.
Una sfida questa tutt’altro che semplice. Con un esito tutt’altro che scontato. Che richiede interventi su più fronti. Su tutti i fronti dell’agire amministrativo. Con il coinvolgimento di tutti gli attori sociali pubblici e privati. Che riesca a coniugare il miglioramento ed il ripensamento delle infrastrutture e dei servizi, con un accresciuto senso civico. Con il recupero di un senso di appartenenza, di un’identità collettiva e territoriale, ed il rispetto di ciò che è pubblico, ovverosia di tutti.
Questa città la immaginiamo come un reticolo di spazi di aggregazione e svago che cresce anno dopo anno, destinando costanti risorse alla creazione di nuovi parchi ed aree gioco: non meno di 200mila euro all’anno, intervenendo in ogni quartiere della città.
Negli ultimi anni la nostra città è come se avesse perso la propria anima. Quella che abbiamo ereditato è una città smarrita. Ripensare la città, farne un luogo accogliente e vivibile vuol dire anche rendere vivo e vivace il suo centro storico. Vuol dire farne un luogo sicuro, dove vi sia vigilanza. Dove potersi attardare a passeggiare, a mangiare un boccone.
Vuol dire avere una diversa organizzazione del corpo della polizia municipale. Vuol dire avere un costante raccordo tra le forze dell’ordine e con le forze dell’ordine per aumentare controlli e presenza sul territorio.
Vuol dire utilizzare le telecamere dislocate un po’ dovunque nel centro storico e nelle periferie per individuare vandali, teppisti e semplici idioti che mettono a repentaglio la tranquillità e la sicurezza dei cittadini, disincentivando quanti si sforzano di rivitalizzare la città.
Vuol dire immaginare un sistema di incentivi, agevolazioni e facilitazioni per le nuove attività commerciali. Lavorare alla semplificazione e allo snellimento delle pratiche burocratiche. Rendere il Comune un partner di chi vuole investire e non semplicemente l’esattore delle imposte.
Vuol dire avere una vera ZTL che definisca il centro commerciale naturale del centro storico e non meramente una strada sbarrata.
Vuol dire riempire l’isola pedonale di iniziative attrattive, che rendano nuovamente Giugliano il centro gravitazionale di tutto l’hinterland, facendo quello che Aversa ha saputo fare negli ultimi anni molto meglio di noi.
Vuol dire organizzare mostre, spettacoli, fiere, manifestazioni di piazza. Iniziative che supportino gli sforzi dei commercianti per il rilancio delle attività economiche.
Vuol dire avere un confronto serrato, costante con le organizzazioni di categoria, cercare, insieme, di fare il salto di qualità. Vuol dire incentivarne e sostenerne gli investimenti. Fino a fare di questa una città che sia in uno “smart & cool”: intelligente e fica. E felice come non mai.

La città domitia
A Giugliano c’è il mare, ma non si vede. Un grande muro ne impedisce la vista ed un sequestro giudiziario ne impedisce la fruibilità. Strutture abusive ne costeggiano le spiagge. Sequestrate queste ultime e chiusi i lidi. In un groviglio giudiziario e amministrativo in cui è complicato districarsi e da cui è difficile venir fuori. Il risultato è che attività economiche che davano lavoro a decine e decine di persone da quasi tre anni sono sotto sequestro. Di contro, non è possibile per i cittadini usufruire delle spiagge e del mare.
Ci sono poi anche spiagge libere ingombre di ogni genere di rifiuti, che abbiamo cominciato in parte a ripulire e bonificare e che dovranno essere rese praticabili l’estate 2016. Investendo sul recupero della spiaggia di Via Licola Mare e della prospiciente Piazza Cristoforo Colombo. Intervenendo sull’ex Lido Nato che oggi è divenuto una spiaggia libera, che andrebbe liberata, oltre che dal gestore, anche da rifiuti e manufatti abusivi.
Sarà necessario ripartire dal Piano Spiagge, nelle more della definizione del nuovo PUC. Affrontare unitamente alla Regione Campania e alla Sovrintendenza, la questione degli abusi. Utilizzare la grande occasione costituita dal nuovo P.O. FESR 2014-2020 per ridisegnare unitamente ai Comuni di Pozzuoli e Castelvolturno questo tratto di costa e valorizzare la vocazione turistica e recettiva della città domitia. Favorire ed incentivare l’avvio di nuove attività nel settore della ristorazione, dell’artigianato, del turismo alberghiero, del turismo rurale e dell’entertainment.
Concentrando qui la maggior parte delle risorse del nuovo Piano Operativo per dare sostanza a interventi di rigenerazione urbana, magari finanziati da un Grande Progetto per il Litorale Domitio, provando a realizzare quel waterfront, quella passeggiata sul mare che oggi questa città non possiede.
Sviluppando progettualità in grado di restituire alla zona costiera servizi essenziali, luoghi di aggregazione e svago. In una parola: la vivibilità.
Tra gli obiettivi prioritari, quello della riapertura del PSAUT in zona costiera.

La città del turismo
E’ necessario riscoprire e valorizzare la vocazione turistica e ricettiva della città. Favorire ed incentivare l’avvio di nuove attività nel settore della ristorazione e turistico alberghiera. Ad esempio, il recupero e la rifunzionalizzazione del sistema diffuso delle antiche masserie, potrebbe rappresentare un’utile strategia di valorizzazione del paesaggio agrario a fini turistici.
Anche il recupero urbanistico e la soluzione di questioni legate a violazioni delle normative ambientali/urbanistiche del tratto di costa e dei lidi e degli arenili ivi insediati, nello spirito di quanto previsto dalla proposta di P.O. FESR Campania 2014-2020, debbono costituire un elemento di attenta riflessione in sede di programmazione degli interventi a valere sulle risorse europee.
Si pensi, ad esempio, al sistema turistico costituito dal Lago Patria, dal parco Archeologico di Liternum e dall’insieme di piccole realtà imprenditoriali e commerciali dislocate lungo la costa che possono opportunamente essere ricomprese entro un complessivo disegno strategico di valorizzazione a fini turistici.
Giugliano, inoltre, necessita di un più ampio e complessivo progetto di marketing territoriale e comunicazione per promuovere e veicolare l’immagine pro-positiva della Città, in un’ottica di superamento e di emancipazione dagli stereotipi negativi impressi nell’immaginario collettivo che non rendono giustizia ad una Città, comunque problematica, ma, al contempo, estremamente viva, pro-attiva e laboriosa.

La città solidale
Il welfare contemporaneo è incalzato da sfide straordinarie che, se non colte nella loro portata, possono determinare un arretramento pesante del quadro dei diritti di cittadinanza e, con essi, dello stato di salute della nostra democrazia. La principale di queste sfide è riassumibile nel combinato disposto della drastica riduzione di risorse pubbliche a sostegno della spesa sociale, sanitaria ed educativa e di bisogni sociali sensibilmente crescenti sotto il profilo quantitativo e qualitativo. Nello spazio generato da questi movimenti contrastanti si svolge la vita di comunità rese sempre più vulnerabile ed impaurite. La profonda crisi economica, sociale e culturale che da anni stiamo attraversando pone dunque l’attualità d’una riflessione non solo sulla sostenibilità presente e futura del sistema di welfare locale ma, soprattutto, sul legame esistente tra quest’ultimo e la qualità del vivere comune.
La crisi economica sta cambiando le nostra città: coinvolge la quantità e qualità delle relazioni dei cittadini, amplifica le debolezze e le fragilità, la vulnerabilità delle famiglie, la crisi della genitorialità, la solitudine degli anziani. La disoccupazione si fa piaga sociale. Perché il lavoro, considerazione questa forse anche banale, oltre a rappresentare una forma di reddito, è identità individuale per ognuno di noi. La crisi del sistema-lavoro rischia di trasformarsi dunque anche in crisi di identità personale e collettiva
L’Amministrazione comunale intende pertanto puntare su politiche di welfare che siano worked oriented, accreditando i servizi sociali alla rete degli SPI. Intende puntare sull’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, anche attraverso la creazione di sportelli sociali di quartiere, prevedendo supporti informativi, forme di intermediazione di tutoraggio alle famiglie. Mettendo al centro del proprio agire l’accrescimento dell’occupabilità del singolo ed il matching tra domanda ed offerta di lavoro provando ad innovare le ricette, sperimentando nuove pratiche di tutela sociale, di lotta alla disoccupazione di lunga durata, alla vulnerabilità sociale e alle povertà.
E’ nostra convinzione che in una realtà “socialmente differenziata” come quella di Giugliano, occorra costruire forme di inclusione sociale in cui si affermino i principi dell’accoglienza, del contrasto alla solitudine per gli anziani, della gestione dei conflitti e della promozione dei diritti di cittadinanza. Che sia necessario creare una capacità di intervento che metta in rete tutte le forze disponibili, pubbliche e del privato sociale, con il Comune nel ruolo di regia.
La nostra deve divenire una città che sorride alle differenze e che le accoglie nella convinzione che siano una risorsa culturale ed etica. Una città che non si chiude ma che si apre. Una città che offre pari opportunità, che non si dimentica delle categorie fragili, che le rispetta e ne fa un punto di forza della sua politica di innovazione. Che riserba attenzione ai portatori di disabilità, per i quali va concepito un sistema assistenziale che garantisca loro una’autonomia anche al di fuori del contesto familiare, accelerando la rimozione delle barriere architettoniche e l’introduzione di dispositivi per l’autosufficienza nella fruizione della città.
Le politiche sociali che l’Amministrazione comunale sta promuovendo sostengono l’innovazione complessiva del sistema del welfare per dare vita ad un modello più efficace ed efficiente, con un maggior coinvolgimento del terzo settore per favorire l’inclusione sociale.
La Strategia “Giugliano città sociale” potrà essere costruita solo mobilitando tutti gli attori pubblici e del privato sociale che operano nel campo del welfare e dell’integrazione sociale al fine di approfondire, in modo condiviso e costruttivo, nuovi modelli e strumenti attraverso un percorso che preveda: il “racconto del welfare ai cittadini”, la conoscenza oggettiva della reale situazione e degli scenari futuri, l’individuazione delle azioni concrete di rinnovamento del welfare
Il Comune, pone come obiettivi prioritari:
a) Prevenire i rischi di emarginazione sociale derivanti dalle “nuove” forme di povertà;
b) Sostenere i minori e le famiglie in difficoltà attraverso servizi di assistenza sociale, psicologica e pedagogica;
c) Sviluppo di progettualità nell’ambito delle politiche giovanili che tendano a favorire la cultura del benessere e la prevenzione del disagio, attraverso la creazione di centri aggregativi per minori, e di spazi di socializzazione intergenerazionale e per le famiglie;
d) Favorire l’aggregazione e la socializzazione attraverso l’apertura di centri giovanili che favoriscano l’autopromozione dei giovani, la partecipazione attiva e la possibilità di autogestire tempo e risorse;
e) Favorire e sostenere l’autonomia della persona anziana non autosufficiente;
f) Ampliare le possibilità di socializzazione per le persone autosufficienti;
g) Rispondere ai bisogni complessi delle persone anziane e/o disabili attraverso azioni ed interventi ad alta integrazione socio-sanitaria;
h) Promuovere misure volte a valorizzare l’anziano come risorsa e a costruire e sviluppare relazioni di fiducia tra le generazioni;
i) Centrare le politiche e i servizi sulle persone disabili attraverso la definizione dei progetti individuali;
j) Promuovere accordi interistituzionali per promuovere l’integrazione scolastica e sociosanitaria dei disabili;
k) Promuovere interventi di sollievo alla famiglia al fine di mantenere il disabile il più possibile nel suo ambiente familiare;
l) Rafforzare, sostenere e sviluppare l’autonomia, l’autodeterminazione e l’indipendenza delle persone disabili, in particolare dei disabili gravi, attraverso la valorizzazione delle capacità e delle abilità “altre” di cui essi sono portatori, anche utilizzando piani di apprendimento o di recupero di capacità nella gestione della vita quotidiana.
Per il contrasto alla Povertà sono diverse le azioni programmate:
a) Sportello informativo e di supporto alla ricerca strumenti utili per la ricerca autonoma del lavoro (offerte di lavoro aggiornate quotidianamente; materiale informativo su contratti di lavoro, professioni, modalità di ricerca del lavoro);
b) Postazioni internet per azioni di ricerca e autopromozione sul mercato del lavoro;
c) Supporto nella stesura del proprio curriculum vitae;
d) Formazione orientativa;
e) Incontri tematici di gruppo per conoscere il funzionamento del mercato del lavoro;
f) Percorsi formativi per l’apprendimento di tecniche di ricerca, realizzazione del video cv e utilizzo del web;
g) Seminari sulla creazione di impresa e lavoro autonomo;
h) Ticket Smart: il voucher sociale, in formato elettronico, rappresenta un “titolo valido per l’acquisto di servizi sociali” in sostituzione degli aiuti in denaro, così come previsto dall’Art.17 della Legge 328/2000 per l’acquisto di generi alimentari, prodotti farmaceutici, testi scolastici e materiale didattico, articoli per la prima infanzia, ​abbigliamento e calzature, biglietti di trasporto;
i) Tirocini Lavorativi.
Sul fronte delle politiche per l’occupazione sono divesi gli interventi programmati che fanno leva sul matching tra domanda ed offerta di lavoro, la promozione dell’apprendistato, con attività di orientamento e accompagnamento al lavoro, programmi di formazione e riqualificazione professionale (ispirati al modello long life learning). Previsto anche il ricorso alla leva fiscale (locale) per l’incentivo e la stabilizzazione del lavoro, la promozione dell’occupazione giovanile e femminile. Specifici programmi saranno destinati al sostegno e promozione delle diverse forme di imprenditoria individuale e sociale. Saranno sperimentati nuovi meccanismi di sostegno al reddito che escano dalla logica puramente assistenziale, con la sperimentazione di un nuovo patto sociale, integrando gli interventi di sostegno al reddito con percorsi formativi e/o di impegno in lavori sociali. Si sperimenteranno, inoltre, modelli di inserimento e reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati o in svantaggio occupazionale mediante sperimentazione della clausola sociale.
I servizi sociali attiveranno consulenze e garantiranno percorsi di orientamento individuale e di gruppo. Assicureranno il bilancio delle competenze ed il libretto del cittadino. Forniranno il coaching nel campo lavorativo, il matching tra domanda ed offerta di lavoro, con il coinvolgimento della rete degli SPI e la collaborazione di Italia Lavoro anche nella gestione delle crisi occupazionali locali, per attività di outplacement. Con Sviluppo Campania e d Italia Lavoro si sperimenteranno attività di accompagnamento e sostegno a nuovi percorsi di auto imprenditorialità. Con workshop tematici e attività consulenziali sui finanziamenti diretti per le imprese localizzate nelle aree urbane degradate, l’accesso a servizi di incubazione, sostegno, finanziamenti al lavoro indipendente. Saranno forniti servizi di orientamento anche per l’analisi e la definizione dei fabbisogni professionali, la pubblicazione di annunci di lavoro.
Tra gli interventi programmati anche i “Cantieri sociali”: si tratta di work experience per l’inserimento temporaneo e straordinario di cittadini disoccupati di lungo periodo, in attività di pubblica utilità, nell’ambito del decoro e della manutenzione degli uffici e degli spazi pubblici. I Cantieri prevedono la partecipazione a iniziative di orientamento e di formazione per aiutare le persone inserite nella ricerca di un’occupazione. Si rivolgono a disoccupati dei requisiti previsti dal Regolamento comunitario 800/2008, dall’art. 4 della legge 381/91 così come modificato dalla Legge 193/2000. Per l’individuazione degli aventi diritto saranno pubblicati specificii avvisi pubblici attribuendo un punteggio a determinati e predeterminati criteri: età anagrafica, anzianità di residenza nel Comune di Giugliano, anzianità di iscrizione alla rete degli SPI, situazione reddituale del nucleo familiare. La durata massima per ogni Cantiere è di 12 mesi. Le persone inserite nei Cantieri mantengono lo stato di disoccupazione e percepiscono un’indennità economica, basata sulla normativa regionale vigente, per i giorni effettivi di presenza.
La pianificazione delle politiche sociali si articola attraverso una serie di progetti ed attività.
Prevediamo l’apertura per fine anno e primo semestre 2016 di due nuovi centri polifunzionali per la terza età: Fascia Costiera (lato Via Licola Mare) e Zona centro.
Sarà attivato anche un progetto di “Portierato sociale”. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, sia dal punto di vista economico che relazionale, è necessario cercare di recuperare delle dimensioni perdute, individuali e collettive. La socialità, l’aiuto reciproco, anche nella forma dello scambio generazionale, il senso di responsabilità e l’auto-organizzazione sono ottimi strumenti per ridurre la complessità della vita, lo stress e i costi del quotidiano. Il portierato sociale per la terza età e per gli adolescenti intende coniugare il tema de con i diritti di cittadinanza, con la qualità delle relazioni sociali, con l’accessibilità ai servizi, con il protagonismo e la partecipazione dei cittadini alla cura dello spazio urbano con il grande obiettivo di migliorare la qualità della vita individuale e collettiva.
Il servizio di volontariato si esplicherà in:
a) sorveglianza di giardini, verde pubblico, spazi ricreativi e di aggregazione;
b) sorveglianza degli scolari davanti alle scuole;
c) vigilanza durante fiere, mostre, iniziative di carattere culturale e religioso;
d) sorveglianza a monumenti e aree museali di competenza comunale.
Per gli adolescenti è prevista l’apertura entro l’anno 2016 di due centri polifunzionali (Fascia Costiera e centro), per favorire percorsi d’inclusione coesione sociale attraverso attività educative e culturali
In attesa dell’apertura di due asili nidi, per l’anno scolastico 2016/17 sia in fascia costiera che al centro è intenzione dell’amministrazione promuovere il Progetto “ mamme a lavoro ” che sarà affidato a soggetti del terzo settore. Si tratta di un servizio di sostegno alla genitorialità, facilitando la formazione di un’identità genitoriale, finalizzata ad una scelta consapevole e responsabile della maternità e della paternità.
Per i bambini si attiveranno attività Educative ricreative(colonie) e culturali .
Per le Donne che hanno subito maltrattamenti sarà attivato il Progetto Fenice
Prevista l’attivazione anche del centro per le famiglie. Questo, in una logica di rete, interviene in maniera specifica per promuovere il benessere dell’intero nucleo familiare, sostenendo la coppia, e ogni singolo componente in ogni fase del ciclo di vita. Nel centro sono organizzate attività di sostegno alla genitorialità, finalizzate a facilitare la formazione di un’identità genitoriale, a una scelta consapevole e responsabile della maternità e della paternità, a stimolare la capacità di organizzazione e l’autonomia di ognuno, nonché all’elaborazione e alla conduzione di progetti di vita in armonia con il proprio ruolo genitoriale. Il Centro è ubicato in una struttura facilmente raggiungibile e di ampiezza idonea allo svolgimento delle attività previste e dotato di linea telefonica abilitata, postazione personal computer, spazio amministrativo.
Infine si darà vita ad un Hub sociale, attraverso cui declinare l’innovazione nella progettazione e programmazione dei sistemi di welfare. L’idea è quella di promuovere lo sviluppo dell’economia sociale a livello locale è rispondente a 2 differenti ordini di motivazioni:
1. La crescita delle attività non profit reca in sé indubbi vantaggi occupazionali diretti in un momento di crisi in cui il sistema cooperativo e dell’economia solidale ha dimostrato di saper “reggere l’urto” assai meglio delle imprese profit dello stesso settore e di analoga classe dimensionale.
2. La crescita dell’economia sociale, generalmente riscontrabile nell’aumento delle opportunità di integrazione sociale, assistenza, cura, educative, formative, produce ricadute occupazionali indirette, sia perché tali infrastrutture generano l’incremento dell’occupabilità sia perché tali servizi migliorano la qualità della vita nelle comunità rendendo i sistemi economici locali più competitivi.
l’HUB permetterà di rafforzare il sistema delle imprese sociali, solidali e a proprietà collettiva. Costituisce una credibile prospettiva di lavoro per generare sviluppo sostenibile a livello locale e, nel contempo, positive e rilevanti ricadute occupazionali.
E’ intenzione dell’Amministrazione rendere la nostra una Città a misura di bambino e dunque favorire la nascita e la diffusione di asili nido e scuole dell’infanzia, pubbliche e paritarie; di micronidi. Intende dar vita ad attività educative e ludiche, a colonie estive. A politiche attive per l’adolescenza; contrastando la dispersione scolastica con attività di recupero formativo e riorientamento

La città della cultura
Il terreno culturale fatto di ricerca, formazione, sperimentazione, infrastruttura tecnologica e accesso ai saperi è la condizione fertile dove gli attori della città comunicano.
Sarà la scelta di investire in cultura a caratterizzare questa Amministrazione comunale,implementando le risorse rese disponibili per le politiche culturali.
Tre saranno le linee di lavoro:
• La prima è quella di aumentare l’investimento pubblico verso le attività co-progettate con gli operatori sul territorio, intendendo per operatori non solo quelli dello specifico ambito culturale;
• La seconda linea di investimento è quella che fornisce facilities, agibilità e servizi dell’ente ai soggetti co-promotori delle attività senza incidere sulle voci di spesa;
• La terza linea è quella di rendere più efficienti gli investimenti attivati.
E’ necessaria un’ampia operazione di consenso, per attrarre il settore privato, perché intervenga non solo con risorse, ma soprattutto con competenze strategiche quali le capacità di gestione, la capacità di costruire e sviluppare nuove linee di business. Le istituzioni al contempo devono avviare un lavoro proficuo di confronto con il territorio così da diventare sostenitori di creazione d’impresa. Stimolando ed accompagnando l’insediamento di attività legate al cinema, allo spettacolo, alla musica, al teatro, alle arti figurative. Restituendo a questa città quel cinema che ha perso dal 1980.

La città del Basile, di Scipione e delle chiese della cultura
A Giugliano c’è cultura. C’è così tanta cultura che spesso finiamo per non vederla. Ogni strada, ogni vicolo, ogni costruzione storica nasconde un segreto, una verità culturale da valorizzare ed imprimere nella nostra mente.
Provate ad immaginare una Recanati senza alcuna statua o memoria di Giacomo Leopardi. Impossibile vero? Eppure a Giugliano siamo riusciti nell’impresa di far dimenticare la memoria di un altro grande scrittore, Giambattista Basile, le cui fiabe hanno arricchito tutto il mondo. E persino Scipione l’Africano abbiamo dimenticato.
Occorre scorciarsi le maniche e darsi da fare. Le chiese del Corso Campano, quelle che ci apprestiamo a ristrutturare, dovranno dar vita ad un polo culturale diffuso. Ad un patrimonio unico di strutture al servizio della promozione dei saperi, nella disponibilità dell’Amministrazione comunale, delle scuole, delle associazioni, delle istituzioni culturali della città con le modalità già utilizzate per l’auditorium della biblioteca comunale.
Sul tema culturale dobbiamo essere ambiziosi. Giugliano può esserlo. Nel corso del 2016, in occasione della ricorrenza del 450° anniversario della nascita del Basile organizzeremo una serie di iniziative culturali e di intrattenimento che possano fungere da richiamo in città.
L’Amministrazione comunale intende dar vita ad una struttura che possa coordinare tutte le iniziative culturali del prossimo anno in funzione di un unico progetto che abbia come obiettivo finale la creazione di un polo museale artistico culturale intitolato al grande letterato. L’idea è quella di creare un coordinamento stabile delle associazioni e degli organismi culturali che possa poi dare seguito negli anni a venire al progetto “Giugliano città della fiaba”. Dandogli quale sede la Chiesa del Purgatorio.
Nel corso delle iniziative per i 450 anni dalla nascita del Basile si prevede di distribuire sul territorio cittadino una serie di mostre ed eventi culturali, in collaborazione con artisti nazionali e locali. Ipotizzando di poter ospitare una mostra dei costumi usati nel film Tale of Tales ed una degli effetti speciali del film. Portando a Giugliano i costumisti, icreatori degli effetti speciali, gli scenografi, gli attori ed il regista del film. Coinvolgendo le scuole del territorio, giovani artisti e storici. Promuovendo la conoscenza dell’opera del Basile, ricercandone le tracce nel lavoro di altri autori, ciò che da quella è stato tratto ed ispirato. Promuovendo scambi culturali con altre città d’Italia che serbano tracce del passaggio del Basile. E tanto altro ancora.
L’Amministrazione comunale intende inoltre valorizzare gli scavi di Liternum. E’ stato già attivato un apposito tavolo tecnico con la Città Metropolitana e la Sovrintendenza archeologica. Il sito andrà liberato dalla presenza di manufatti abusivi e di attività “incongruenti”. Andrà promossa la sua conoscenza e fruibilità, in particolare da parte delle scuole. Riproponendo anche iniziative come “Estate a Liternum”, che richiamava ogni estate migliaia di persone al sito archeologico.
Sarà necessario rispolverare l’idea di un’area museale che restituisca alla città i reperti provenienti dalla cittadella romana, magari recuperando e ristrutturando il bene confiscato “Villa Zagaria”, che potrebbe ospitare anche una biblioteca comunale.

La città dell’agricoltura
Occorre recuperare e riaffermare l’antica tradizione vocazionale del territorio giuglianese in tema di produzione agricola ed agroalimentare.
Giugliano, ora più che mai, dovrà dotarsi di un polo di commercializzazione delle produzioni agricole efficace ed efficiente, che da potenziale sprecato diventi finalmente un mercato che frutta.
Il Mercato ortofrutticolo, così com’è, non funziona. Anche per mancanza dei necessari interventi e finanziamenti. Ha peraltro molti limiti di gestione. Ancora, recenti sviluppi investigativi, ci consegnano l’immagine di una struttura in cui, accanto ad operatori economici che operano nel rispetto delle leggi, operavano società legate alla camorra che la magistratura ritiene imponessero l’acquisto di servizi e prestazioni con metodo mafioso.
Qualcosa di intollerabile, che ci deve ulteriormente sollecitare ad un’approfondita riflessione sulle strategie più adeguate da mettere in campo per il rilancio della struttura mercatale e l’attivazione di quegli specifici anticorpi tesi a tenere fuori dalla struttura la camorra.
E’ evidente che l’intero impianto strategico dovrà, necessariamente, coniugarsi con una politica e con azioni mirate alla identificazione e/o ri-valorizzazione delle eccellenze agroalimentari del territorio, anche attraverso specifici interventi di riconversione delle aree agricole urbane e suburbane a forme di agricoltura biologica. Enfatizzando il tema della tracciabilità.
Sarà indispensabile adeguare il M.O.G. a nuovi stardard strutturali, ma anche a nuovi target seguendo l’esempio di altri mercati. Aprendo al coinvolgimento di capitali pubblici e privati, avviando anche una riflessione sulla possibilità di provare a raccontare all’interno dell’attuale struttura mercatale l’eccellenza enogastronomica del Mezzogiorno, racchiudendo in una location unica la tradizione, la cultura e le competenze legate al cibo di alta qualità, favorendo, in tal modo, la politica di filiera per migliorare il rapporto tra il tessuto produttivo agricolo ed agroalimentare territoriale e quello della cultura enogastronomica locale e regionale. Promuovendo l’agricoltura locale con politiche di marketing territoriale e divenendo un luogo dove si fa educazione alimentare e ambientale, senza perdere la sua natura originaria.

La città dei trasporti sostenibili
Il miglioramento dell’attuale sistema dei Trasporti Urbani è una delle problematiche che questa Amministrazione intende affrontare col necessario vigore e con massicci investimenti, in linea con quella che è la Programmazione recentemente approvata dalla Giunta Regionale relativamente al P.O. FESR, in cui importanza fondamentale assume il trasporto sostenibile.
L’obiettivo è quello di potenziare la rete infrastrutturale della mobilità, con un’attenzione particolare all’intermodalità ed alla integrazione delle diverse forme di trasporto pubblico con lo “spazio” pubblico, considerandole oltre che per il loro valore “trasporti stico” anche come un’opportunità di riqualificazione urbana per la città stessa.
Il trasporto pubblico nella città di Giugliano può ritenersi, allo stato attuale, sicuramente poco utile alla popolazione, ancora meno utilizzato dalla stessa e senz’altro poco efficace ed efficiente, andando a coprire solo una parte molto ridotta dell’intero territorio comunale. Ciò, nonostante i costi annui per il Comune ammontino, allo stato attuale, a circa 700.000 euro.
E’ intendimento dell’Amministrazione comunale procedere, nel corso dei prossimi due anni, a partire dalla fine del 2016, a una completa riorganizzazione del Trasporto Pubblico, provvedendo:
a) A individuare, all’interno del territorio comunale, quattro diversi punti nodali, ai quali far confluire e dalle quali far partire le varie navette che si andranno a utilizzare. Tali “punti nodali” sono stati individuati, rispettivamente:
a.1) nella Stazione ferroviaria della MetroCampania Nord-Est (Stazione di Via Colonne, gestita dall’Ente Autonomo Volturno – EAV);
a.2) nella Stazione delle FF.SS. di Giugliano-Qualiano (Stazione di Ponte Riccio, in prossimità della zona ASI di Giugliano, gestita dalla RFI);
a.3) nello spazio antistante gli scavi archeologici di Liternum (località Lago Patria);
a.4) nella stazione ferroviaria della Circumflegra di Licola (Stazione ferroviaria sita nel territorio comunale di Pozzuoli ma, di fatto, a poche centinaia di metri dai limiti comunali di Giugliano, anch’essa gestita dall’Ente Autonomo Volturno – EAV).
b) A riorganizzare completamente il servizio su gomma da/per queste quattro aree di sosta/interscambio;
c) A riorganizzare, mediante specifici accordi da stipulare con l’Ente Autonomo Volturno (EAV) – gestore della MetroCampania Nord-Est, con il Consorzio Provinciale Trasporti (CTP) – gestore di moltissime Linee su gomma che attraversano il territorio comunale di Giugliano sia lungo la direttrice litoranea Nord-Sud, sia lungo la direttrice Est-Ovest – sia con l’ANM – gestrice di alcune autolinee che attraversano il centro cittadino (alcune delle quali già fanno capo, come area di stazionamento, alla Stazione della MetroCampania Nord-Est di Via Colonne), e mediante i necessari adeguamenti degli orari relativi al servizio di Trasporto Pubblico comunale, l’intera rete di trasporti su gomma. In particolare, è intendimento dell’Amministrazione richiedere all’EAV, anche di concerto con le Amministrazioni di altri comuni potenzialmente interessati (Mugnano, Melito, Sant’Antimo e Aversa), di estendere seralmente l’orario delle proprie corse in modo da riuscire a coprire, fin circa alle ore 24.00, i collegamenti con la Linea 1 della Metropolitana di Napoli (consentendo, in tal modo, il rientro a Giugliano dei cittadini che intendessero muovere, da Napoli alla volta di Giugliano, nello spazio orario compreso tra le ore 23.00 e le ore 23.20 circa, a seconda delle zone di Napoli in cui il singolo cittadino viene a ritrovarsi).

Il nuovo Piano dei Trasporti che si andrà a sviluppare, a fronte di costi sicuramente molto più ingenti di quelli sostenuti nel corso degli ultimi 7 anni, darà la possibilità ai cittadini di Giugliano non solo di spostarsi abbastanza facilmente all’interno dell’intero territorio comunale, ma anche di essere facilmente e agevolmente collegati con le varie zone della Città Capoluogo di Regione, Napoli. In particolare:
– L’utilizzazione, con frequenti arrivi e partenze di navette su gomma provenienti dalle varie parti del territorio comunale di Giugliano e, in particolare, dal Centro Storico e dalla sua immediata periferia, della Stazione della Metropolitana Nord-Est, sita a via Colonne, consentirà di poter pervenire, nel giro di pochi minuti (attualmente, 6 minuti), alla Stazione della Linea 1 della Metropolitana sita a Piscinola e, attraverso quest’ultima, con un percorso della durata massima di circa 35 minuuti, in tuti i punti della Città di Napoli da questa servita, ivi inclusa la Stazione Ferroviaria di Piazza Garibaldi (a sua volta servita anche dalla Linea TAV) e le Stazioni di Piazza Cavour (di interscambio con la vecchia Linea 2 della Metropolitana cittadina di Napoli) e le tre stazioni delle funicolari che gravitano intorno a Piazza Vanvitelli (quartiere Vomero) che, a loro volta, consentono di giungere, agevolmente, in tre diverse zone di Napoli: Piazza Amedeo (quartiere Chiaia), Piazzetta Augusteo (Via Roma) e Montesanto (zona della Pignasecca a ridosso di via Toledo). D’altra parte, l’utilizzazione di tale servizio metropolitano nella direzione opposta, consentirà un altrettanto agevole e veloce collegamento (anche in questo caso, in soli 6 minuti) con l’importante e strategica a Stazione delle Ferrovie dello Stato sita ad Aversa, nonché la possibilità, da parte dei giovani e dei meno giovani che, sempre più frequentemente, si spostano alla volta di tale importante cittadina, di muoversi rapidamente e, soprattutto, in piena sicurezza.
– L’utilizzazione, con frequenti arrivi e partenze – adeguatamente sincronizzate – di navette su gomma provenienti sia dal Centro Storico di Giugliano (anch’esse in partenza, previo un certo periodo di stazionamento, dalla Stazione della MetroCampania Nord-Est di via Colonne) che dalla zona di Lago Patria (scavi di Liternum), della Stazione delle FF.SS. di Ponte Riccio, che consentirà, nel giro di una trentina di minuti, sia di giungere a Quarto, a Pozzuoli e nella zona Occidentale di Napoli (Bagnoli, Fuorigrotta, Zona di Viale Giulio Cesare/Viale di Augusto), sia di giungere nel vero e proprio cuore della Città capoluogo (rispettivamente, con le stazioni di: Piazza Amedeo, a servizio della Zona Chiaia e del lungomare di via Caracciolo; di Montesanto, a servizio della zona della Pignasecca e di via Toledo; di Piazza Cavour (di interscambio con la moderna Linea 1 della Metropolitana cittadina di Napoli e di collegamento alla zona del Museo archeologico), sia, infine, di giungere alla Stazione delle FF.SS. di Piazza Garibaldi (a sua volta servita dalla Linea TAV). D’altra parte, l’utilizzazione di tale linea ferroviaria nella direzione opposta consentirà un altrettanto agevole collegamento con tutte le stazioni della Linea Villa Literno – Formia, fornendo un importante possibilità, per i cittadini che, soprattutto nel periodo estivo, intendono spostarsi verso le zone di Baia Domitia, Gaeta e Formia, di usufruire di un collegamento economico, relativamente veloce e, soprattutto, scevro dai rischi derivanti dall’uso di auto propria.
– L’utilizzazione, con frequenti arrivi e partenze – adeguatamente sincronizzate – di navette su gomma provenienti dalla zona di Lago Patria (scavi di Liternum), della Stazione delle Circumflegrea di Licola, che consentirà, nel giro di una quarantina di minuti, sia di giungere in diversi punti del Comune di Quarto, sia di giungere in diverse zone del Capoluogo (Pianura, Soccavo, zona alta di Fuorigrotta e, infine, Montesanto, con l’ulteriore possibilità di potersi collegare alla Linea della Cumana, a servizio del litorale flegreo)
Il numero di corse giornaliere che si andrà a prevedere oscillerà tra le 80 e le 96. In particolare, saranno previste le seguenti linee/corse:
– Linea Circolare Oraria, a servizio del Centro Storico, con partenza/ritorno presso la Stazione della Metrocampania Nord-Est, con 18 corse giornaliere (una ogni 30 minuti in orario di punta, per un totale di 6; una ogni 60 minuti in orari ordinari, per un totale di 12);
– Linea Circolare Antioraria, a servizio del Centro Storico, con partenza/ritorno presso la Stazione della Metrocampania Nord-Est, con 18 corse giornaliere (una ogni 30 minuti in orario di punta, per un totale di 6; una ogni 60 minuti in orari ordinari, per un totale di 12, con orari sfalsati, rispettivamente, di 15 e di 30 minuti rispetto alla precedente);
– Linea Circolare Oraria, a servizio del Centro Storico, effettuata con minibus di ridotta lunghezza allo scopo di favorire l’accesso e la svolta anche nelle strade di più ridotta dimensione, con partenza/ritorno presso la Stazione della Metrocampania Nord-Est, con 18 corse giornaliere (una ogni 30 minuti in orario di punta, per un totale di 6; una ogni 60 minuti in orari ordinari, per un totale di 12);
– Linea di collegamento tra la Stazione della MetroCampania Nord-Est (Via Colonne) e la Stazione delle FF.SS. di Giugliano-Qualiano (Ponte Riccio), a servizio del Centro Storico, del Parco Commerciale (zona ipermercato Auchan) e di Via San Francesco a Patria, effettuata, con partenza/ritorno presso la Stazione della Metrocampania Nord-Est, stazionamento (sincronizzato con la navetta in arrivo da Lago Patria) presso la Stazione delle FF.SS. di Ponte Riccio, con 10 corse giornaliere (una ogni 60 minuti in orario di punta, per un totale di 4; una ogni 90 minuti in orari ordinari, per un totale di 6);
– Linea di collegamento tra la Stazione delle FF.SS. di Giugliano-Qualiano (Ponte Riccio) e la zona degli scavi di Liternum, a servizio di Via San Francesco a Patria, della zona della Base Nato, di via Lago Patria, effettuata, con partenza/ritorno presso l’area antistante gli scavi archeologici di Liternum, stazionamento (sincronizzato con la navetta in arrivo dalla stazione della Metrocampania Nord-Esta) presso la Stazione delle FF.SS. di Ponte Riccio, con 10 corse giornaliere (una ogni 60 minuti in orario di punta, per un totale di 4; una ogni 90 minuti in orari ordinari, per un totale di 6);
– Linea Circolare del Mare, di collegamento tra la Stazione della Circumflegrea di Licola (sita nel territorio comunale di Pozzuoli) e la zona degli scavi di Liternum, a servizio di via Domitiana, di Via Licola Mare, ecc., effettuata, con partenza/ritorno presso l’area antistante gli scavi archeologici di Liternum, stazionamento (sincronizzato con i treni in arrivo/partenza alla/dalla stazione di Licola della Circumflegrea) etrocampania Nord-Esta) presso la Stazione di Licola della Circumflegrea, con 10 corse giornaliere (una all’incirca ogni 60 minuti in orario di punta, per un totale di 4; una ogni 90 minuti in orari ordinari, per un totale di 6).
Allo scopo di rendere pienamente funzionale e affidabile le aree di sosta ubicate in corrispondenza delle due stazioni, rispettivamente, della MetroCampania Nord-Est e delle FF.SS. Giugliano-Qualiano, questa Amministrazione procederà:
– Rispetto all’EAV (Proprietario e Gestore della Stazione della MetroCampania Nord-Est sita in Via Colonne), a richiedere all’EAV stessa di poter subentrare nella Gestione dell’intera stazione, ivi incluse le aree a parcheggio e a sosta, gli spazi sovrastanti la stazione vera e propria e gli spazi immediatamente antistanti a quest’ultima. Tali spazi potranno essere:
• dapprima rifunzionalizzati, allo scopo di renderli pienamente idonei allo stazionamento non solo delle navette del Servizio di Trasporti Urbani (munendoli di cancelli mobili di ingresso e di uscita dagli spazi assegnati) ma anche dei bus della CTP e dell’ANM;
• successivamente, ristrutturati, nell’ambito di interventi di Project Financing (si parla degli spazi direttamente sovrastanti la stazione vera e propria), in modo da creare, con interventi mirati, una serie di aree e di piazzole destinate all’aggregazione (baretti, chioschi,ecc.), allo sport (campi di calcetto, di tennis, di basket/pallavolo), allo svago (pista di pattinaggio, campi di bocce, ecc.),
• infine, urbanisticamente integrati all’interno delle aree antistanti, attualmente interessate dai lavori finanziati con lo Strumento Finanziario Più Europa.
– Rispetto alla Società RFI (Gestrice della Stazione delle FF.SS. di Giugliano-Qualiano), a richiedere,
• nell’immediato, la possibilità di realizzare e gestire, nell’ambito del piazzale antistante la suddetta stazione ferroviaria, uno spazio chiuso, munito di cancelli telecomandati e di sistema di videosorveglianza, all’interno del quale permettere, in condizioni di sicurezza, l’interscambio dei passeggeri provenienti dalla zona costiera con quelli provenienti dal Centro Storico e l’interscambio tra entrambe le categorie di passeggere con quelli in arrivo/partenza alla/dalla Stazione delle FF.SS. di Giugliano-Qualiano);
• nel lungo periodo di tempo, anche approfittando della necessità di smaltire velocemente e in sicurezza, senza intasare le strade con centinaia di migliaia di camion, le ecoballe provenienti da Taverna del Re e dalle altre discariche presenti in zona, la graduale trasformazione della Stazione di Qualiano-Giugliano da semplice Stazione di transito (attualmente priva anche di biglietteria e di personale) a Stazione di inizio/fine tratta (analoga a quelle di Pozzuoli e di Villa Literno), da ottenersi mediante la realizzazione di 2 ulteriori binari di sosta/partenza per i treni in arrivo e in partenza in direzione Piazza Garibaldi o in direzione Formia e appositi scambi automatizzati e relativi sistemi di telecontrollo e telecomando. Con tale trasformazione, una volta incrementato l’afflusso dei passeggeri, potrebbe anche ipotizzarsi l’apertura di un piccolo bar e/o di una rivendita di giornali/tabaccheria e/o di altre attività economiche, in modo da consentire alla stazione di costituire un primo punto di riferimento e di aggregazione rispetto a quanti risiedono/operano nella zona, che tenderebbe dunque gradualmente a sottrarsi al ruolo marginale cui è stata ad oggi relegata.

La città dell’innovazione
Lo scenario operativo delle Pubbliche Amministrazioni sta cambiando, mutando ed evolvendo. In un momento di grande difficoltà del Paese come quello che stiamo vivendo pensare alle Città e a ciò che significa farle evolvere verso comunità intelligenti e sicure è qualcosa di fortemente strategico. In tale contesto però si innestano opportunità straordinarie da cogliere in quel nuovo spazio digitale della Città fatto di connettività (Banda larga fissa e mobile), di social network, di cloud computing, di sistemi di videosorveglianza intelligenti, di applicazioni verticali e di servizi che se opportunamente integrati tra loro possono dare vita a soluzioni e servizi in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini, delle imprese e delle famiglie.
L’Innovazione può, dunque, rappresentare un ambito attraverso il quale abilitare concetti quali la partecipazione, la collaborazione, la condivisione, la sostenibilità e l’innovazione sociale e tecnologica.
E’ importante affiancare all’impiego delle nuove tecnologie nuovi modelli e schemi organizzativi delle Amministrazioni. L’innovazione tecnologica, infatti, può essere un “fattore abilitante” per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e per un uso più razionale delle risorse, specie nella situazione attuale di crisi della finanza pubblica.

La città digitale
Le moderne tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT) consentono agli Enti comunali di svolgere sempre meglio e più efficacemente il loro ruolo di affiancamento ai bisogni dei cittadini e delle imprese del territorio. Di migliorare l’efficacia dell’azione amministrativa e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse tramite una progressiva integrazione dei servizi informativi comunali e l’avvio di un processo di telematizzazione dell’accesso ai servizi da parte dei cittadini, delle imprese, dei professionisti.
La domanda di innovazione, vista l’enorme diffusione di smartphone e dispositivi mobili, procede con modalità DOWN-TOP. In altre parole, sono i cittadini stessi a chiedere con forza che il proprio Comune si apra sempre di più al digitale e alle nuove tecnologie. Noi pensiamo che anche per Giugliano sia arrivato il momento di riorganizzarsi in tal senso per rispondere efficacemente e pienamente a questa domanda crescente di Innovazione. Sarà, pertanto, centrale nella azione amministrativa che andremo a mettere in campo porre una forte attenzione a questo tema, con una spinta forte e decisa che consenta all’Ente di mettersi al passo con il bisogno di Innovazione che arriva dai territori, dai cittadini e dalle imprese.
Sarà avviata, pertanto, una rivisitazione dell’ICT comunale con una forte spinta verso soluzioni moderne e aperte. Soluzioni che dovranno consentire ai cittadini e alle imprese di poter avere, in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo essi accedano, lo stato di avanzamento di una pratica o di una segnalazione. Al tempo stesso anche i fornitori di servizi per l’Ente dovranno adeguarsi alle nuove modalità di comunicazione con cittadini e imprese.
Sarà posta particolare attenzione ai temi della trasparenza dell’azione amministrativa e del rapporto tra cittadini/Ente e imprese/Ente.
In un’ottica di semplificazione e di snellimento burocratico, il Comune dovrà dotarsi di timbro digitale per il rilascio on line di certificati anagrafici e certificati di destinazione urbanistica.
In tutte le sedi comunali sarà inoltre realizzata una copertura wifi aperta e sicura, così da consentire a cittadini e imprese di poter accedere liberamente ad Internet e ai servizi offerti dall’Ente. Inoltre, la copertura sarà estesa in tutti i luoghi pubblici ad elevata frequentazione. Tali servizi sono stati già attivati in alcune piazze e a breve in biblioteca e nell’adiacente Parco Monaci.

La città efficiente
Occorre creare una struttura organizzativa che sia in grado di rispondere, con tempi e modalità predefiniti e certi, alle richieste dei cittadini. Lo sforzo relativo alla macchina amministrativa dovrà essere teso a:
a) ridurre gli sprechi di risorse (raggiungendo una maggiore efficienza);
b) definire i tempi di lavoro per le varie fasi di ogni pratica, dando risposte sicure agli interlocutori sui tempi di esecuzione/realizzazione;
c) individuare le esatte risorse economiche, tecnologiche ed umane necessarie per le singole attività;
d) migliorare i processi di controllo utili anche a perfezionare il sistema premiante d per far crescere la struttura con adeguati sistemi di feed back;
e) adeguare la struttura direzionale.
E’ intenzione dell’Amministrazione comunale spingere per operare il passaggio da un “ente reattivo” alle istanze dei cittadini, fortemente impegnato alla risoluzione delle emergenze e al tamponamento delle incongruenze organizzative, ad un “ente proattivo”, in grado cioè di rispondere ed anticipare i bisogni dei cittadini, quindi capace di orientare e di praticare tempestivamente la pianificazione e la programmazione delle azioni di adeguamento, miglioramento e di ottimizzazione dei servizi resi.
Uno sforzo in tal senso è già in atto. La riorganizzazione della struttura dei Settori, degli uffici e dei servizi, che si sta avviando, risponde a due esigenze principali: l’adeguamento alle priorità che si è data questa Amministrazione e la necessità di ottemperare ad alcuni obiettivi derivanti dalle recenti norme in materia di anticorruzione e di rotazione del personale e degli incarichi. Un primo intervento è stato operato sull’organigramma dell’Ente, mediante l’allargamento degli incarichi dirigenziali dell’Area tecnica. L’aumento delle posizioni dirigenziali risponde all’esigenza di venire incontro alle emergenze del territorio di carattere essenzialmente ambientale nella accezione più ampia del termine, anche se rischia di essere mortificata dal susseguirsi di norme che non consentono il turn over del personale cessato nemmeno nella misura del 50% (la Legge di Stabilità lo fissa nell’attuale definizione al 25%).
A questa operazione di riassetto dell’organigramma farà seguito una profonda opera di ristrutturazione degli uffici e dei servizi, attraverso una ridistribuzione del personale in una logica di valorizzazione del patrimonio di risorse umane, assai esiguo ma evidentemente efficiente, atteso il mantenimento dei livelli di servizio richiesti ai comuni di analoghe dimensioni.
Parallelamente è in atto anche una redistribuzione degli uffici comunali sul territorio nell’ottica di un miglioramento delle condizioni di accesso da parte dei servizi e di un migliore utilizzo del patrimonio comunale.

La città sicura
Sicurezza, legalità, lotta al femminicidio, al bullismo, a ogni forma di sopruso e alle infiltrazioni mafiose sono impegni prioritari, obiettivi che perseguiremo con tenacia a partire da una visione di questi argomenti molto chiara. Giugliano sarà una città migliore se tutti quanti ci prenderemo cura gli uni degli altri e se, rispetto agli egoismi individuali, prevarrà la ricerca del bene comune. Un risultato che si raggiunge se ognuno si assume, oltre ai diritti che gli spettano, anche i doveri di cittadinanza sanciti dalla Costituzione e dalla Legge italiana.
Il progetto di Sicurezza Urbana che intendiamo proporre per la città di Giugliano combina i principi di collaborazione, partecipazione e condivisione alla necessità di sicurezza integrando gli sforzi di tutti gli attori: polizia municipale, forze dell’ordine e cittadini in una ottica di sussidiarietà orizzontale per una “sicurezza partecipata”.
Il progetto dovrà consentire a tutti i cittadini e/o operatori del territorio di segnalare in tempo reale e da qualsiasi punto della città all’Amministrazione Pubblica o più in generale ai gestori dei servizi comunali, in maniera semplice e immediata, la presenza sul territorio di specifici problemi relativi a tematiche quali:
• La manutenzione delle strade e dell’arredo urbano
• La sicurezza della circolazione e del territorio
• La gestione della sicurezza pubblica
• La gestione delle segnalazioni sulla circolazione stradale
• La gestione della pulizia e del degrado urbano
• La manutenzione del verde e dei parchi pubblici
• La gestione delle segnalazione di reati contro l’ambiente e la natura
Gli strumenti digitali dovranno svolgere un ruolo importante nella comunicazione tra i cittadini e l’Amministrazione Comunale. E’ intenzione nostra dotare le forze di Polizia Locale di tecnologie abilitanti per un supporto in mobilità alle operatività quotidiana degli agenti. L’obiettivo che si intende raggiungere prevede:
• il miglioramento dell’efficienza della mobilità;
• l’aumento della sicurezza e la riduzione dell’incidentalità sul territorio giuglianese;
• la soluzione dei problemi legati alla “sosta selvaggia”;
• una maggiore qualità dei servizi alla cittadinanza.
Si lavorerà, inoltre, per accrescere la sicurezza dei cittadini, attraverso l’implementazione della videosorveglianza ed una rimodulazione del servizio della municipale che consenta una maggiore presenza degli agenti in strada (uffici chiusi alle 19.00 e tutto il personale in strada fino alle 21.00) e specifici progetti per consentire in particolari periodi dell’anno una presenza fino alle ore 22.00. Prestando attenzione alla possibilità di procedere a nuove assunzioni, al ricorso ad assunzioni stagionali e ad accordi per il prestito di personale con altre amministrazioni.
Tra le novità che saranno introdotte a breve, vi è infine il ricorso alla rimozione coatta dei veicoli (carro attrezzi) e alle ganasce. Si sta lavorando, inoltre, a specifici provvedimenti tesi a conseguire il maggiore coinvolgimento delle associazioni di volontariato, che possono fornire l’ausilio nelle manifestazioni pubbliche.

La città che fa la differenza
La tariffa dei rifiuti non può essere una seconda tassa sul patrimonio immobiliare e deve essere pensata in funzione degli obiettivi ambientali che la nostra comunità si è data. Se i rifiuti possono essere una risorsa pensiamo che si debbano definire obiettivi di recupero economico dai materiali raccolti con la differenziata che consentano di avere un ritorno sulle tariffe: se come cittadini differenziamo bene, il vantaggio deve essere nostro. Siamo pertanto convinti sia necessaria l’introduzione della tariffa puntuale: imprese e cittadini devono pagare in funzione del rifiuto residuo che producono. Con la tariffa puntuale vogliamo applicare pienamente il principio del “chi più inquina, più paga” che prevede il pagamento della bolletta dei rifiuti in funzione del rifiuto non riciclabile che viene prodotto. Questo obiettivo presuppone una graduale rimodulazione dell’organizzazione del servizio di igiene urbana, in grado di assicurare la tracciabilità e misurabilità della quantità e qualità del rifiuto prodotto. Andranno, pertanto, avviate sperimentazioni di nuove forme di incentivo/disincentivo, fino ad arrivare ad un sistema di tariffazione puntuale sulla base del rifiuto prodotto con il prossimo affidamento del servizio d’igiene urbana.
Intanto, vanno superate le criticità che il sistema di igiene urbana ancora registra. Siamo ad un anno circa dal reale avvio del sistema della Raccolta Differenziata porta a porta. La cittadinanza è adeguatamente informata sullo schema adottato ed i cittadini sono generalmente ben edotti su orari e turni di conferimento. Continuiamo ad avere, però, una città a due velocità sul fronte della raccolta differenziata, con la zona costiera che aggiunge performance di differenziazione e recupero notevolmente più basse del centro (mediamente il 10%) contribuendo a portare la percentuale di raccolta differenziata al di sotto del 60%.
Un elemento di particolare criticità è dato dalle utenze commerciali e della ristorazione. Sarà pertanto necessario effettuare una seria ed approfondita verifica dei motivi di queste inefficienze. Ponendo particolare attenzione sia alla sfera di controlli dei conferimenti degli utenti che alla cura con la quale viene effettuato il servizio. Non escludendola necessità di una specifica formazione per il personale che opera in zona costiera -periferica. Raccomandando al Direttore di Esecuzione del Contratto una particolare cura nella puntuale verifica del servizio.
Sul fronte dell’utenza, andranno individuate ed attuate una serie di azioni tese ad impedire o almeno limitare che nell’indifferenziato vadano a finire frazioni nobili che invece possono andare ad incrementare l’indice di RD.
Ll’Amministrazione comunale, con la collaborazione ed il sostegno dei consorzi nazionali curano il recupero dei materiali ed il coinvolgimento delle scuole della città, intende avviare una campagna di comunicazione e sensibilizzazione, per spingere ed incrementare ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata (oggi attesta al 54%) e migliorare la qualità delle frazioni merceologiche raccolte. Facendo poi scattare controlli e sanzioni per le non conformità.
Un’altra azione su cui si porrà particolare attenzione è quella dell’apertura dei sacchetti di rifiuto abbandonato sui cumuli stradali prima che questi vengano rimossi. Dall’apertura dei sacchetti è quasi sempre possibile risalire ai trasgressori e multarli (come in verità si sta già facendo) in maniera esemplare in modo da poter eradicare il fenomeno.
A tali misure andranno accompagnate azioni di maggiore controllo del territorio e l’implementazione ulteriore delle reti di telesorveglianza ed il ricorso a telecamere mobili (di cui il comando di Polizia Locale si è già dotato).
Andranno fatti sforzi di sensibilizzazione e coinvolgimento delle utenze commerciali, le quali non partecipano ancora in maniera costante e quotidiana allo sforzo per il recupero delle frazioni differenziate. Anche in questo caso alla sensibilizzazione dovranno seguire controlli via via più rigidi.
Con la Polizia Locale si stanno predisponendo azioni per il contrasto tanto dell’abbandono dei rifiuti, quanto del conferimento non conforme. Contemporaneamente si sono inasprite le sanzioni per l’abbandono di rifiuti ed il non rispetto delle modalità di conferimento.
Sarà in ogni caso indispensabile completare le isole ecologiche, prevederne altre e migliorare l’organizzazione di quelle mobili per migliorare il servizio e le performance di raccolta.

La città avvelenata da risanare
Il tema del risanamento ambientale resta una nota dolente ed una questione tutt’ora irrisolta. A dispetto dei proclami ripetutamente fatti, continua a non partire la messa in sicurezza di discariche quali la Resit e la Novambiente, cui sono legate gran parte delle indagini giudiziarie relative alle ecomafie ed allo smaltimento illegale dei rifiuti. Sarà necessario vigilare affinché le risorse stanziate non vadano perse e perché le attività di messa in sicurezza siano tali.
L’Amministrazione comunale intende pertanto dotarsi di un Comitato Scientifico che, composto da esperti, a titolo gratuito, possa affiancare l’Amministrazione stessa nella verifica puntuale delle attività di bonifica e posa costituire anche un’interfaccia tecnico-scientifica per la struttura di missione che dovrà seguire le attività di smaltimento e rimozione delle ecoballe di Taverna del re ed il risanamento dell’area.
E’ intenzione dell’Amministrazione comunale, promuovere, inoltre, la costituzione della Consulta dell’Ambiente (ex art. 10 comma 2 dello Statuto Comunale) quale strumento di partecipazione e controllo democratico.

La città della trasparenza
La trasparenza, tanto cara a noi tutti, non è e non può essere declinata solo a parole. Dev’essere praticata attraverso atti concreti e tangibili che rendano intellegibile al cittadino cosa avviene all’interno della casa comunale, consentendo il controllo democratico e stimolando la partecipazione.
Siamo già al lavoro per rendere la casa comunale una “casa di vetro”: trasparente e accessibile. Ma soprattutto per rendere comprensibile e noto ciò che avviene all’interno della casa comunale e promuovere la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali e la “tracciabilità” degli atti, delle proposte, dell’azione amministrativa dei singoli Consiglieri ed Assessori unitamente al Sindaco. Gli uffici sono già al lavoro per la definizione di un progetto che faciliti la condivisione delle informazioni, documenti le scelte politiche, attivi la partecipazione democratica: una strategia dell’apertura che ponga al centro della relazione tra amministratori e cittadini, per recuperare quel patrimonio di fiducia indispensabile alla vita delle istituzioni.
La Giunta municipale si appresta ad approvare gli atti d’indirizzo per l’attivazione di piattaforme informatiche sul modello di “Open Municipio” ed “Open Bilancio” e a strumenti di comunicazione diretta e personale con i cittadini.

La città che comunica
Obiettivo qualificante dell’Amministrazione comunale è quello di migliorare la comunicazione istituzionale. Quello che nasce come un obiettivo politico, dovrà tradursi in un obiettivo strategico che faccia leva su un approccio diretto che potenzi ed incentivi la comunicazione interna ed esterna, intesa come elemento vincente per la partecipazione dei cittadini alla vita dell’Ente ed in particolare alle sue scelte di carattere socio-ambientale, culturale ed economico.
L’idea è quella di sviluppare la comunicazione istituzionale strategica attraverso interventi di aggiornamento dell’architettura hardware e software del sistema informativo comunale, di potenziamento del web, della presenza sui social, il ricorso ai canali di comunicazione tradizionali, l’implementazione e lo sviluppo della customer satisfaction, con una forte propensione all’ascolto delle esigenze e dei fabbisogni del cittadino. Anche con il ricorso all’outsourcing.

La città che cura se stessa
In condizioni di scarsità di risorse l’ottica della sostenibilità porta a scommettere sulla relazione positiva e virtuosa che si può instaurare tra iniziative che perseguono interessi particolari (e che possono riguardare un’area, un gruppo sociale, un business) e obiettivi più generali (che riguardano la collettività e il bene comune). Nel progetto di manutenzione e di cura della città, massima priorità sarà data allo stabilire connessioni tra le diverse parti, ad evitare fratture e discontinuità nel tessuto civico e urbano, a creare le migliori condizioni di vivibilità e convivenza urbana, a garantire l’accessibilità per tutti. Servono soluzioni innovative e integrate dello spazio pubblico come luogo della convivenza fra le differenti popolazioni e generazioni che abitano Giugliano.
L’innovazione urbana si realizzerà attraverso interventi, anche piccoli ma tra loro integrati e coordinati, di manutenzione e progettazione, per rendere armonioso e funzionale l’aspetto estetico della città e valorizzare l’identità e la qualità dello spazio pubblico.
Tra le attività prioritarie:
• Censire tutti gli immobili di proprietà del Comune;
• Verificare lo stato di ogni immobile e il suo utilizzo;
• Garantire la manutenzione dell’esistente (sicurezza, funzionalità, decoro, controllo) soprattutto per scuole e giardini, eliminando le barriere che ne rendono difficoltoso l’utilizzo da parte dei disabili;
• Realizzare un piano di dismissione di tutto ciò che non può essere utilizzato;
L’amministrazione comunale intende anche avviare la sperimentazione di un progetto ispirato all’esperienza fatta dal Comune di Udine con “Epart”: un’applicazione informatica georeferenziata che permette ai cittadini di inviare segnalazioni alla pubblica amministrazione. L’obiettivo è quello di limitare i difetti della burocrazia e migliorare i risultati dell’appartato tecnico, consentendo al cittadino di seguire la gestione della propria segnalazione e all’ente pubblico di affrontare e risolvere i problemi, soprattutto legato alla manutenzione ed a problematiche relative all’abbandono dei rifiuti, con maggiore tempestività, interagendo con i cittadini e fornendo il senso delle attività degli uffici. L’idea è che il cittadino, per effettuare una segnalazione, indichi il luogo dove è stato rilevato il problema, compili un form con i suoi dati personali e alcune informazioni sulla questione da risolvere e lo invii. La segnalazione entra così nello stato ‘in approvazione’ e viene sottoposta al vaglio degli operatori comunali. Se richiede interventi impossibili da soddisfare viene rifiutata e al cittadino viene spiegato il motivo del rifiuto. Se invece la segnalazione è ritenuta idonea viene presa “in carico” e rimane così indicata fino al momento in cui si perviene alla risoluzione del problema, che sarà comunicata con lo stato “risolta”.
Grande attenzione sarà riservata alla cura del sottosuolo, il cui stato desta notevole preoccupazione. L’Amministrazione comunale intende pertanto realizzare un’attenta indagine geologica del sottosuolo, per verificarne l’esatto stato di salute, specie nel centro storico.
Allo scopo di individuare eventuali dissesti ipogei, è intendimento dell’Amministrazione realizzare un Sistema Informativo Territoriale inerente il sottosuolo. I dati oggi in possesso del Comune, frutto di un progetto G.I.S. oramai datato, saranno quindi implementati attraverso la realizzazione di indagini geognostiche, geofisiche e di tomografia elettrica.
Le problematiche fognarie e di protezione idraulica costituiscono una questione di rilevante complessità ed un fattore di estrema preoccupazione per l’Amministrazione comunale, che sta dedicando loro notevoli energie e risorse. Lungi dal voler affrontare la questione solo nei termini dell’emergenza, si è provveduto a predisporre e a mettere a sistema progettualità in grado di prevenire, affrontare e risolvere le problematiche. A dette progettualità, che si sta provvedendo ad implementare in collaborazione anche con l’Autorità di Bacino della Campania Centrale, sono oggetto di una dettagliata relazione tecnica allegata al presente documento, di cui è parte integrante. Alcuni di questi interventi trovano precisa fonte di finanziamento, come si è detto e si dirà compiutamente in altre parti del presente documento. Per altre, si è provveduto a presentare istanza di finanziamento. Per altre dovranno essere individuate specifici finanziamenti.

La città del commercio
Nel centro storico, e nelle aree ad esso prossime, in ragione delle non buone condizioni del patrimonio edilizio e delle cresciute esigenze abitative delle famiglie, si è registrato un significativo spopolamento a favore dei nuovi insediamenti nelle periferie, con la conseguente riduzione della richiesta di beni di consumo e di servizi da parte dei residenti, a vantaggio dei centri commerciali, più facilmente raggiungibili dalle periferie.
Più di recente a questi fattori, si è aggiunto l’aumento del costo degli affitti, legato essenzialmente alla maggiore pressione fiscale sulla proprietà degli immobili che, in un contesto già di crisi latente, non ha in nessun modo giovato al commercio.
In ultimo, in questo contesto già non roseo, il lungo periodo di commissariamento del comune ha ulteriormente peggiorato le condizioni del settore, facendo perdere al commercio locale una serie di opportunità offerte dalla Regione Campania in termini di defiscalizzazione dei profitti.
Nel prendere atto di questo profondo stato di crisi del settore, si considera una prima opportunità di rilancio del sistema commerciale e degli operatori economici del centro urbano nel veloce completamento dei lavori di riqualificazione operati con i fondi del PIU EUROPA e nella cooperazione con le associazioni di categoria. I lavori di riqualificazione, se nel periodo di esecuzione hanno comportato (e stanno comportando) disagi per le attività commerciali e per gli stessi residenti, non possono che rappresentare un volano per la ripresa del settore, poiché stanno restituendo al centro e all’intera città, una serie di spazi di aggregazione riqualificati che invitano e invogliano la gente a tornare per strada. Questo li rende idonei al loro utilizzo anche per attività di promozione culturale e del patrimonio enogastronomico legato alla nostra terra.
L’Amministrazione, di conseguenza, dovrà operare in sinergia con le associazioni di categoria patrocinando iniziative di promozione del commercio e delle eccellenze locali, mettendo a disposizione gli spazi di pubblica aggregazione (ed i servizi ad essi associati) chiedendo agli imprenditori e alle associazioni di fare anche la loro parte nell’investire risorse economiche nelle iniziative di promozione.
Lo stesso recupero degli edifici dismessi del centro storico potrebbe essere finalizzato attraverso l’utilizzo degli stessi per attività legate all’artigianato, all’intrattenimento ed alla ristorazione.
Queste azioni andrebbero accompagnate con altri interventi (sia urbanistici che di promozione) tesi a favorire la rinascita del centro storico, facendone un vero centro commerciale naturale ed insieme spingendo per la riconversione al food di molte delle attività oggi cessate.
In parallelo si cercherà di dare impulso alla ripresa del commercio individuando risorse e strumenti per alleggerire il peso delle imposte locali e dei servizi forniti dall’Amministrazione, attivando, compatibilmente con le vigenti disposizioni di legge in materia, una fiscalità locale di vantaggio ed attivando gli strumenti di promozione ed incentivo previste anche dalla programmazione europea 2014-2020.
E’ nostra intenzione incentivare le attività commerciali anche mediante la creazione nel Centro Storico e nella Fascia Costiera, di zone di commercio a tema ubicate in vicoli e stradine, fatta anche attraverso l’introduzione di modifiche ai vigenti regolamenti.
Il centro storico, una volta terminati i lavori di riqualificazione, ben si presta a questo tipo di intervento, avendo a disposizione numerosissimi volumi inutilizzati nelle stradine che si affacciano sul Corso Campano. Analogo discorso andrà fatto in zona costiera, dove un intervento del genere potrebbe costituire il volano per rilanciarne la vocazione turistica.
Tra gli interventi programmati vi è l’adeguamento ed il potenziamento degli uffici preposti, così da poter dare risposte più adeguate alle esigenze.
E’ intenzione dell’Amministrazione lavorare in stretta sinergia con le associazioni di categoria, con le quali si è già dato vita a due tavoli permanenti (uno di verifica del cantiere PIU Europa al Corso Campano, l’altro di confronto strategico). E’ intenzione dell’Amministrazione quella di dar via alla Consulta del Commercio e del Turismo, che possa fungere da organismo di confronto permanente, così come previsto da specifica Delibera Consiliare.

La città delle scuole
Anche quello della Pubblica Istruzione è un settore a cui è necessario venga data maggiore attenzione e risorse. Sia per quanto riguarda la funzione di supporto logistico alle attività didattiche, che per ciò che attiene il potenziamento e la manutenzione del patrimonio edilizio, che per la riorganizzazione e razionalizzazione della rete scolastica. In tal senso si ritiene, con la collaborazione di tutti gli stakeholders, di dover avviare una riflessione strategica che porti ad un adeguato bilanciamento delle platee scolastiche e alla strutturazione delle Scuole del territorio in Istituti Comprensivi, come previsto dalla legge 111/2011 art. 9, comma 4.
Sul fronte delle strutture scolastiche tout court, a fronte di un notevole patrimonio edilizio destinato alla Pubblica Istruzione, una significativa parte di esso non versa in buone condizioni di esercizio. Inoltre, per quanto consistente, non è ancora commisurato alle attuali esigenze della città, in quanto esistono plessi scolastici e succursali alloggiati in edifici condotti in affitto dall’Amministrazione. Per cui si renderà necessario accrescere gli interventi e gli investimenti per il miglioramento delle strutture scolastiche e la razionalizzazione delle platee, guardando anche all’obiettivo della riduzione dei fitti passivi.
Già nel breve periodo, saranno programmate una serie di attività, talune finalizzate alla manutenzione e messa in sicurezza degli edifici scolastici, altre a verificare la possibilità di utilizzare taluni immobili acquisiti al patrimonio comunale per colmare il deficit di strutture disponibili.
Per quanto concerne la manutenzione e l’implementazione degli immobili destinati all’edilizia scolastica, l’Amministrazione ha già attivato una serie d’interventi sulla platea scolastica, anche a valere sul P.O. FESR 2007-2013
Recentemente l’Amministrazione comunale ha partecipato al bando del MIUR per il finanziamento delle indagini diagnostiche sui solai degli edifici scolastici.
Per quanto riguarda i rapporti tra amministrazione e istituzioni scolastiche, l’amministrazione intende essere di supporto alle progettualità promosse dai vari istituti e farsi parte attiva per la creazione di reti locali di partenariato tese alla sperimentazione di buone prassi e metodologie innovative, progetti tesi al recupero dell’insuccesso scolastico, dell’evasione e dell’abbandono.
E’ stato già attivato un tavolo di coordinamento tra Amministrazione e le varie scuole con l’obiettivo migliorare il raccordo tra l’Amministrazione e le istituzioni scolastiche, passando attraverso la valorizzazione e la promozione di progetti educativi – ideati dalle stesse scuole – al fine di portarli oltre i confini del singolo istituto, mettendo a disposizione gli spazi di pubblica aggregazione quali gli stessi edifici scolastici, le piazze o gli impianti sportivi, coinvolgendo anche i soggetti affidatari di servizi pubblici, associazioni di volontariato, associazioni animaliste e forze dell’ordine.
Si potranno in tal modo, dando a tutti i soggetti partecipanti la dovuta visibilità, intraprendere concrete collaborazioni per la promozione di iniziative di sensibilizzazione ai temi dell’ambiente, del riciclo, dello sviluppo sostenibile, del consumo consapevole delle risorse, dell’educazione stradale, del rispetto della cosa pubblica, della cura degli animali e così via, lavorando per gradi, coinvolgendo a seconda dell’argomento, le scuole di vario ordine e grado.
Allo scopo si proporranno le olimpiadi della raccolta differenziata (plastica e carta) durante le quali mettere in competizione le singole classi delle scuole elementari e medie della città con premio finale ( gadget vari, forniti direttamente dalla ditta incaricata della raccolta) e percorso didattico itinerante con un automezzo interattivo sul ciclo della plastica portato direttamente davanti le scuole e/o nei cortili delle stesse laddove possibile.
Per gli studenti più grandi si proporrà una serie di incontri dibattito, in collaborazione con le forze dell’Ordine presenti sul territorio, Asl, Tribunale dei minori e professionisti del settore, sul disagio minorile sulle conseguenze derivate dall’ uso di stupefacenti e dall’ abuso di alcool, sul bullismo, sulla educazione stradale, ecc.
Si proporrà la fiera del libro scolastico usato per uno scambio tra famiglie al fine di agevolare le famiglie che non hanno la disponibilità economica.

La città animal friendly
Per la prima volta nella storia dell’amministrazione comunale di Giugliano è stato introdotto un apposito assessorato, a testimonianza della particolare sensibilità di questa amministrazione a questo sempre più sentito aspetto della convivenza civile.
Sono state già avviate diverse attività legate ad esigenze emerse nel corso dei colloqui con le associazioni animaliste e con l’ASL veterinaria.
E’ stata redatto, il primo regolamento a tutela del benessere degli animali domestici, nel quale sono regolamentate le norme per la tenuta in casa degli stessi e nei luoghi pubblici, e in cui viene sancita la collaborazione tra Amministrazione, Asl e associazioni zoofile ed ambientaliste per garantire il rispetto della vigente normativa in materia. Tale regolamento dovrà essere poi sottoposto al vaglio della competente Commissione consiliare e del Consiglio.
In ragione dell’ormai notevole – e sempre crescente numero di famiglie che hanno animali domestici in casa -, in collaborazione con il gestore del servizio di igiene urbana, si sta studiando l’installazione in strada di specifici contenitori per la raccolta delle deiezioni.
In collaborazione con i veterinari dell’Asl Napoli Nord 2, si sta promuovendo l’anagrafe con la microchippatura dei cani, dovuta per legge, attraverso un laboratorio itinerante messo a disposizione dalla stessa ASL per le strade di Giugliano. Nelle giornate e nei punti stabiliti, vengono forniti ai soggetti proprietari di cani non ancora censiti, consigli su come allevarli e curarli, una visita e la microchippatura gratuita.
Si sta predisponendo, inoltre, i collaborazione con le associazioni animaliste, una campagna di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali domestici che si intende portare nella scuola primaria, per educare i più piccoli – e, attraverso loro, le stesse famiglie – al senso di responsabilità connesso con la scelta di allevare o adottare un animale domestico.
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