Giugliano, sgominata la “scissione” dei Mallardo: in galera anche ‘O Scoiattolo. I nomi

Giugliano, sgominata la “scissione” dei Mallardo: in galera anche ‘O Scoiattolo. I nomi

Una doppia ordinanza che non ha risparmiato nessuno. Un doppio binario che è intervenuto sia sui colletti bianchi, ovvero quella camorra che tenta di ripulirsi, sia sulle fasce più basse, quelle della criminalità fatta di spaccio ed estorsioni. In questo ultimo blocco di indagine sono stati presi tutti i reggenti della cosiddetta “scissione”, anche se secondo il procuratore Borrelli non è un termine adatto.

Per la Dda c’è stata una vera e propria epurazione di coloro che avevano violato la legge di Ciccio e Peppe sulla droga. In carcere ci sono finiti Gennaro Catuogno, Aniello Di Biase, Francesco Di Nardo, Crescenzo Panico, Nicola Ciccarelli, Salvatore Pugliese, Silvano Ciccarelli, Domenico Smarrazzo, Michele De Simone, Raffaele De Simone, Antonio Guarino, Giuseppe D’Alterio. Obbligo di firma per Carmela De Simone e Antonella De Simone.

L’ltra ordinanza è quella dei colletti bianchi. Il gruppo dedito al reinvestimento di capitali e alla gestione degli appalti. In carcere il dipendente comunale Antimo Liccardo, Paolo Liccardo e Francesco Mallardo. Domiciliari per Loredana De Felice, Salvatore Penniello. Obbligo di firma per Feliciano Mallardo. Indagati Domenico Liccardo, Mario Liccardo, Paolo Liccardo, Domenico Martino, Vito Mauriello, Mario Nocentini, Domenico Pirozzi, Michele Quaranta, Marianna Riccardo, Rosa Riccardo, Rocco Aliperti.

Chiaro il potere di Cicco in tutti i gangli di Giugliano. Il boss voleva mettere le mani su un grosso appalto a Lago Patria. Un affare da 900 milioni di euro  e aveva incaricato proprio l’imprenditore Liccardo di occuparsi di ogni cosa per cercare di entrare inquinate questo nuovo business. Non con imprese locali ma con quelle in Toscana, più pulite e meno sospettabili. Perché il clan ha una rete, secondo la magistratura, diffusa ovunque. E ben conosce i metodi per eludere ogni tipo di controllo e uscire sempre pulito da operazioni del genere.

La magistratura ha messo a segno un altro punto importante contro un clan che viene ritenuto potentissimo. Oltre al sequestro di 59 immobili ne è stato effettuato un altro per equivalente di 829 milioni di euro.