Arrestata per aver messo a segno una truffa del finto carabiniere nelle Marche. Giovanna D’Alterio, 46 anni, residente a Frattamaggiore ma giuglianese DOC, figlia del famigerato reggente per la fascia costiera del clan Mallardo, Vincenzo D’Alterio, alias “o’malato”, insieme a Sergio Fogliamanzillo, 29 anni, di Castello di Cisterna, sono stati arrestati a Civitanova Marche ed immediatamente rimessi in libertà. Il Giudice del Tribunale di Macerata, a seguito di direttissima, accogliendo le arringhe devi avvocati Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord e Leonela Giugliano del Foro di Nola, ha concesso ai due imputati l’obbligo di firma per tre volte a settimana.
Come sono andati i fatti
Una telefonata, un falso appuntamento in caserma e poi la complice alla porta di casa. Sarebbe stato questo il copione messo in atto dalla coppia di malfattori nel pomeriggio del 24 settembre, a Civitanova Marche. Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Civitanova, tutto sarebbe iniziato con una telefonata al numero fisso dell’abitazione di una coppia. Dall’altra parte della cornetta, un uomo si sarebbe presentato come appartenente all’Arma dei carabinieri e, attraverso un pretesto, avrebbe convinto il marito della vittima, una donna di 61 anni, ad allontanarsi rapidamente dall’abitazione per raggiungere la locale Stazione dei carabinieri.
L’obiettivo, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato proprio quello di lasciare la donna sola in casa. Poco dopo, infatti, si sarebbe presentata alla porta una donna, cioè Giovanna D’Alterio, ritenuta complice del falso carabiniere, riuscendo a entrare nell’abitazione e a impossessarsi di denaro e altri beni dal valore complessivo di 5mila euro.
La cattura
Il piano, tuttavia, sarebbe durato poco. Resosi conto di quanto accaduto, il marito della 61enne ha immediatamente contattato la Centrale operativa dei carabinieri. I militari dell’Arma, insospettiti dalla dinamica e intervenuti tempestivamente, sono riusciti a individuare e intercettare l’auto sulla quale viaggiavano i presunti truffatori. Il controllo ha permesso ai militari di recuperare l’intera refurtiva, consentendo così di ricostruire rapidamente la presunta dinamica della truffa e di procedere all’arresto in flagranza della coppia. I gioielli sono stati quindi recuperati e restituiti alla legittima proprietaria.
Al termine degli accertamenti, i due sono stati arrestati e accompagnati nelle camere di sicurezza della Stazione dei carabinieri di Porto Recanati, dove sono rimasti a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida fissata per la mattina odierna.







