Tutti i grandi elettori riuniti nell’aula di Montecitorio, di tutti i gruppi parlamentari, compreso quello di Fratelli d’Italia che non voleva la rielezione, hanno salutato con una standing ovation l’ingresso di Sergio Mattarella in Parlamento. 

Il Presidente della Repubblica inizia il suo secondo mandato nello stesso giorno in cui scadeva il primo: fu infatti eletto la prima volta il 3 febbraio del 2015.  All’aula di Montecitorio più che gremita (mancano solo una dozzina di parlamentari risultati positivi ai tamponi rapidi effettuati in giornata), dopo il giuramento sulla Costituzione, ha detto: “È per me una nuova chiamata – inattesa – alla responsabilità alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi. Vi ringrazio per la fiducia che mi avete manifestato chiamandomi per la seconda volta a rappresentare l’unità della Repubblica”.

Mattarella: un discorso d’insediamento molto di diverso da quello di Giorgio Napolitano

Un discorso di insediamento il suo molto diverso da quello di Giorgio Napolitano (il primo Presidente ad essere rieletto nella storia d’Italia): se infatti Napolitano chiarì fin da subito che il suo sarebbe stato un mandato “a tempo” non intendendo arrivare alla fine naturale del settennato, così non è stato per Mattarella.

Il Capo dello Stato non ha lesinato parole dure sulla difficile situazione politica che vive il paese: “Le attese degli italiani sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di grandi difficoltà. Leggo questa consapevolezza nel voto del Parlamento che ha concluso i giorni travagliati della scorsa settimana. Sono stati giorni travagliati per tutti, anche per me”. 

Lo sguardo de Presidente rivolto al post epidemia

Tuttavia, ha volto lo sguardo al futuro:  “Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza’“È ancora tempo – ha ribadito Mattarella – di un impegno comune per rendere più forte l’Italia, ben oltre le difficoltà del momento. Un’Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano. Un Paese che cresca in unità. In cui le disuguaglianze – territoriali e sociali – che attraversano le nostre comunità vengano meno. Un’Italia che offra ai suoi giovani percorsi di vita nello studio e nel lavoro per garantire la coesione del nostro popolo. Un’Italia che sappia superare il declino demografico a cui l’Europa sembra condannata. Un’Italia che tragga vantaggio dalla valorizzazione delle sue bellezze, offrendo il proprio modello di vita a quanti, nel mondo, guardano ad essa con ammirazione. Un’Italia impegnata nella tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi, consapevole della responsabilità nei confronti delle future generazioni. Una Repubblica capace di riannodare il patto costituzionale tra gli italiani e le loro istituzioni libere e democratiche”.

Nel suo lungo discorso – durato circa 40 minuti ed interrotto per ben 52 volte dagli applausi dei grandi elettori – il presidente della Repubblica ha ringraziato Draghi, Papa Francesco, i medici e sanitari ancora impegnati nell’emergenza, la Corte Costituzionale.

Mattarella: “Necessaria una riforma della giustizia”

Proprio al passaggio sulla giustizia e alla manifestata necessità di una riforma della magistratura uno degli applausi più lunghi. “È indispensabile che le riforme annunciate” per la giustizia “giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio superiore della Magistratura possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono rimanere estranee all’Ordine giudiziario. Occorre per questo che venga recuperato un profondo rigore”, queste le parole del Capo dello stato.

Infine, un lungo discorso sul recupero della dignità che passi dall “azzerare le morti sul lavoro” ad “opporsi al razzismo e all’antisemitismo”, dall’ “impedire la violenza sulle donne” al “garantire il diritto allo studio”, dal “rispetto per gli anziani” al “contrasto alla povertà e alla precarietà”. Dignità come “Pietra angolare del nostro impegno e della nostra passione civile” ha detto prima del ringraziamento conclusivo a David Sassoli e dell’applauso conclusivo di circa quattro minuti.

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