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Sanità Campania: ex direttori in pensione continuavano a incassare stipendi, danno da 880mila euro

Sanità Campania: ex direttori in pensione continuavano a incassare stipendi, danno da 880mila euro

Nuovo caso nella sanità campana: i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti, hanno notificato inviti a fornire deduzioni a quattro ex direttori generali di Aziende Sanitarie.

Pensione e stipendio: l’ipotesi di irregolarità

Secondo quanto emerso dalle indagini, i quattro dirigenti, dopo essere stati collocati anticipatamente in pensione, avrebbero continuato a percepire anche la retribuzione legata all’incarico ricoperto fino alla scadenza del mandato. Una condotta che, se confermata, violerebbe l’articolo 5, comma 9, del decreto-legge n. 95/2012, che vieta il conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti già in quiescenza, se non a titolo gratuito.

Le attività investigative, relative agli anni tra il 2022 e il 2025, hanno permesso di ricostruire la posizione lavorativa e i compensi percepiti dai dirigenti dopo il pensionamento. Gli ex direttori generali sarebbero andati in pensione prima della naturale scadenza del mandato, continuando però a cumulare pensione e stipendio.

Mancate comunicazioni e possibili omissioni

Un ulteriore elemento riguarda la mancata comunicazione del cambio di status. I dirigenti, infatti, avrebbero omesso di segnalare alla Direzione generale per la tutela della salute della Regione Campania la loro condizione di pensionati, nonostante l’obbligo previsto al momento della nomina.

Tre dei quattro ex direttori generali avrebbero inizialmente sospeso lo stipendio al momento del pensionamento, per poi riattribuirselo autonomamente – inclusi gli arretrati – alla fine del mandato, senza informare gli uffici regionali competenti.

Danno erariale da oltre 880mila euro

Alla luce degli elementi raccolti, la Corte dei Conti contesta un presunto danno erariale complessivo pari a 880.988 euro. I destinatari degli atti dovranno ora fornire le proprie deduzioni per chiarire la propria posizione.

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