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San Marcellino. Emergono dettagli raccapriccianti dall’ordinanza cautelare con cui sono state sospese dall’insegnamento per 12 mesi quattro suore di una scuola partitaria per l’infanzia di San Marcellino (provincia di Caserta). Le donne sono due filippine, una indonesiana e la madre superiora italiana.

Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Napoli Nord e condotte tra aprile e maggio, sono iniziate grazie alle denunce dei genitori di cinque alunni di età compresa tra i 5 e i 4 anni. Le vittime, a casa, avevano manifestato segni di disagi: cambiamenti d’umore e irritabilità. Grazie alle telecamere installate nella scuola, gli investigatori hanno potuto documentare diversi episodi ai danni dei bimbi.

I piccoli erano vittime di violenza: in particolare schiaffoni, strattoni, capelli tirati. La punizione più crudele però scattava se i piccoli non finivano il pasto a tempo debito: venivano chiusi in una stanza buia, da soli, per diversi minuti, oppure costretti a mangiare per terra. Una delle quattro suore ha cercato di comprare il silenzio della mamma di una vittima quando ha scoperto che usava violenza sul figlio. “È una vergogna anche per te, prendi i soldi”, dice la religiosa tentando di evitare guai giudiziari. Le suore incriminate sono Josi Sapi, Dionel Loyola, Genovina Barete e Anna Porrari.

L’indagine dei Carabinieri di Aversa, diretti dal tenente colonnello Antonio Forte, è stata coordinata dalla Procura di Napoli Nord coordinata da Francesco Greco. Il pm aveva chiesto i domiciliari per le quattro monache ma il Gip ha respinto l’istanza accordando solo la sospensiva. Le suore, responsabili della gestione e delle attività didattiche della scuola paritaria, dovranno rispondere di maltrattamenti aggravati ai danni di alunni minori. le vicende contestate riguardano i mesi di aprile e maggio di quest’anno.

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